|
|
Home > L'Editoria >
Il Carabiniere >
Anno 2009 >
Dicembre
>
LOTTA AL CRIMINE 24 ORE SU 24
Lavoro finto, truffa
reale
Sedicente imprenditore edile,
imbrogliava operai e lavoratori disoccupati, per lo più
extracomunitari, con la falsa promessa di un impiego sicuro: è
stato arrestato dai Carabinieri di Acquasparta, nel ternano, dopo
aver "collezionato" vittime in tutta Italia
Faceva leva sulla disperazione delle persone e le truffava
promettendo loro un lavoro sicuro e ben remunerato, con la formula
magica del "tempo indeterminato" a convincere anche i più restii.
Dopo un anno di simili "furbate", però, un 49enne italiano è stato
arrestato dai carabinieri della Stazione di Acquasparta (Terni),
che sono riusciti a ricostruire un sistema di raggiri messo in
piedi dal malfattore in tutt'Italia.
«Venti le vittime fino ad ora accertate», spiega il Comandante
della Stazione umbra, il maresciallo capo Domenico Bellacicco, «ma
potrebbero essercene molte di più. Il truffatore, infatti, colpiva
soprattutto extracomunitari, approfittando del fatto che spesso
hanno paura di sporgere denuncia, e molti stranieri irregolari, ai
quali vendeva finte pratiche per ottenere il permesso di soggiorno
pur non avendone diritto».
Un'altra tranche dell'operazione legata ai permessi di soggiorno,
porta dritta in Campania. Per quanto riguarda l'Umbria, da dove
parte l'indagine, l'inchiesta si basa su impieghi assolutamente
inesistenti, per i quali il 49enne di origine siciliana si faceva
dare dalla vittima di turno un "acconto" di 200 euro per emettere
un badge con banda magnetica che, a suo dire, sarebbe servito per
«accedere al cantiere», oltre che «ad avere diritto alla mensa». Il
tesserino, ovviamente, era del tutto fasullo e i 200 euro sparivano
insieme al fantomatico imprenditore edile.
I sospetti degli investigatori sono iniziati un anno fa, cioè
proprio quando l'uomo si è trasferito nel piccolo centro della
provincia di Terni. «Un tipo del genere», racconta il maresciallo
capo Luca Rossi, Vice Comandante della Stazione di Acquasparta, «ha
attirato subito la nostra attenzione. In un paese di 5mila
abitanti, una figura nuova non passa inosservata. In più lui non
perdeva occasione di mettersi in mostra, tappezzando i muri con
manifesti che pubblicizzavano la sua attività per il reclutamento
di mano d'opera e con altri atteggiamenti al limite della
legalità». La prima cosa ad essere arrivata all'orecchio dei
Carabinieri, infatti, è che il soggetto andava spesso a cena in un
noto ristorante del posto senza mai saldare il conto. «Ai gestori
assicurava che avrebbe incrementato i loro affari mandando gli
operai a mangiare lì», prosegue il maresciallo Rossi, «ma
ovviamente non era vero. Una volta ha persino organizzato una cena
a base di pesce per festeggiare il proprio compleanno e, alla fine,
se n'è andato con una stretta di mano ai titolari che, seppur
sbigottiti, non si decidevano a denunciare. Finché si trattava solo
di chiacchiere, perciò, noi avevamo le mani legate».
A un certo punto, però, tra le chiacchiere (poi rivelatesi comunque
fondate) ce n'è stata una che ha fatto venire un'idea ai militari
del Comando Provinciale di Terni. I marescialli Bellacicco e Rossi
sono venuti a sapere che un operaio del posto si era ridotto sul
lastrico a causa del distinto forestiero. «Il manovale si era
licenziato da un impiego sicuro», racconta il Comandante della
Stazione, «perché convinto dalla promessa del 49enne siciliano di
avere un lavoro ben retribuito, addirittura come capocantiere. Il
delinquente gli aveva promesso 150 euro al giorno, vitto e
alloggio. L'operaio non ci ha pensato due volte, si è licenziato
dal vecchio lavoro, ha firmato il contratto (falso) per quello
nuovo, ha pagato 200 euro e ha ricevuto il solito badge con la
banda magnetica». Dopo qualche tempo, però, il manovale ha capito
che qualcosa non stava andando nel verso giusto e ha iniziato a
lamentarsi di essere stato raggirato. I Carabinieri, a quel punto,
lo hanno cercato e invitato a presentare denuncia.
«Con la sua querela in mano», racconta ancora il maresciallo Rossi,
«abbiamo potuto far partire una serie di accertamenti. In primo
luogo quelli bancari, dai quali risultavano sul suo conto molti
bonifici da 200 euro. Proprio la cifra richiesta per il tesserino
che accompagnava il contratto fasullo. Da lì siamo risaliti ad
alcune delle altre vittime e abbiamo scoperto che in alcuni casi,
promettendo lavori in cantieri di Ferrara o Reggio Emilia, aveva
spinto le sue vittime a intraprendere dei viaggi per convincerle
che il lavoro era reale. Poi, però, non si presentava
all'appuntamento e le lasciava ad aspettarlo in stazione per ore e
senza più rispondere al telefono. In un caso, un ragazzo ha dormito
su una panchina sperando di vederlo arrivare il giorno
seguente».
Raccolte altre denunce e altre prove, soprattutto quelle trovate in
mezzo alla documentazione sequestrata a casa del 49enne, il Gip di
Terni ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare e i Carabinieri
di Acquasparta hanno arrestato il truffatore. «Gli abbiamo potuto
mettere le manette», conclude Rossi, «perché la truffa era
aggravata dallo stato di bisogno delle vittime e perché abbiamo
scoperto che nel frattempo aveva raggirato anche un'assicurazione,
inscenando un finto incidente stradale con la complicità della sua
compagna». |
Roberta Catania
|
|
|