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Nel paese della Fantasia

Un successo annunciato, quello che tutti gli anni, a partire dal 1981, si ripete a Sàrmede, il luogo dove l'incanto delle fiabe regna sovrano

Sarolta Szulyovsky: 'L'Universo conchiglia' Un tema che evoca mondi sconosciuti e distanti, quello scelto per la ventisettesima Mostra Internazionale d'Illustrazione per l'Infanzia "Le immagini della Fantasia" che, fino al 20 di questo mese, si tiene a Sàrmede, piccolo paese delle Prealpi trevigiane.
L'edizione di quest'anno ha infatti come titolo "Echi di mari lontani, fiabe dall'Oceania" e narra, prendendo spunto dai racconti che gli aborigeni australiani o i maori della Nuova Zelanda si tramandano di padre in figlio, di storie di eroi e divinità, di isole inesplorate e lunghe navigazioni oceaniche.

Sede della rassegna - probabilmente per l'ultimo anno: nel 2010 dovrebbe essere già pronto il nuovo palazzo espositivo, uno spazio polifunzionale dove la Fondazione Mostra potrà potenziare la sua offerta culturale -, il Municipio di Sàrmede, che in questi giorni viene soprannominato la "Cappella degli Scrovegni della fantasia": l'ingresso, la Sala Consiliare, le arcate della facciata esterna sono stati trasformati in un regno delle fiabe.

E tale clima permea ogni vicolo del paesino. Sono infatti più di cento le iniziative proposte: incontri con gli illustratori (40 artisti provenienti da 20 nazioni, con più di 300 tavole originali da cui sono stati tratti libri per l'infanzia nei diversi Paesi, alcuni editi in moltissime lingue, e quindi assai noti, altri a circolazione limitata), letture animate, laboratori per bambini, concerti e attività per adulti (ci sono diversi laboratori di creatività sul tema del Natale), scrittura creativa e persino un corso per insegnare come raccontare le fiabe ai più piccoli.
Una mostra tutta da vivere, dunque, attraverso percorsi didattici che introducono i visitatori nel mondo del libro: dal momento in cui si prende in esame una storia a quando vengono create le immagini da abbinare al testo. E tale discorso non s'interrompe con la fine dell'evento. Durante l'estate, nei mesi di giugno, luglio ed agosto, la Scuola Internazionale d'Illustrazione, che qui ha sede, accoglie giovani e meno giovani di tutte le nazionalità per una settimana di specializzazione sull'arte di illustrare libri per l'infanzia, con corsi tenuti da grandi maestri.

LA LEGGENDA DI TANGAROA. Tornando alla monografica "Echi di mari lontani, fiabe dall'Oceania", cui è associato anche il libro Echi d'Oceano, in cui lo scrittore Luigi Dal Cin ne racconta alcune tra le più belle - come L'universo conchiglia (Isole della Società); Il Grande Serpente e i Costruttori di Canoe (Isole Fiji); Maui e la corsa del Sole (Isole Cook); La rete delle fate (Nuova Zelanda); I doni del Sole (Australia) - dopo la tappa di Sàrmede, così come è sempre accaduto nelle passate edizioni, si sposterà in altre città italiane ed europee, incantando ovunque i piccini ma anche i loro genitori (nel 2008 è stata visitata da 350mila persone). Ospite d'onore della manifestazione, quest'anno, lo spagnolo Emilio Urberuaga, padre d'indimenticabili personaggi; mentre Folco Quilici e Luigi Dal Cin sono i testimoni d'eccezione di quelle fiabe dal sapore di mare che nel nostro Continente sono per la maggior parte sconosciute.
Come quella di Tangaroa, primo di tutti gli antenati. Si narra che egli vivesse dentro la sua conchiglia, che girava solitaria nel buio dello spazio: non c'era il sole, né la luna, e nemmeno la terra o le montagne. Non esisteva ancora l'uomo né gli uccelli, né i pesci, né i cani, e nessun altro essere vivente. E non c'era ancora l'acqua, né salata né dolce.

Dopo un lungo tempo Tangaroa diede un colpo lieve alla sua conchiglia, che si aprì; egli si alzò in piedi e cominciò a gridare nello spazio infinito: «Chi c'è sopra? Chi c'è sotto?», ma non ebbe alcuna risposta. Si sentiva solo la sua voce. «Sabbia, vieni da me!», comandò. Ma la sabbia non c'era ancora. «Nessuno mi obbedisce?», disse Tangaroa. «Allora farò io!». Così Tangaroa sollevò in alto la cupola della conchiglia fino a formare la volta del cielo. Ma all'interno di quella conchiglia ne aveva molte altre, e così ne prese una seconda, la sgretolò e creò la sabbia. Tangaroa cominciò in questo modo a creare ogni cosa che esiste. E poiché la materia prima di Tangaroa erano, appunto, le sue conchiglie, ecco che ogni cosa creata ha una sua conchiglia. Il cielo è una conchiglia per il sole, la terra e le stelle, poiché li contiene. La terra è una conchiglia per le pietre e l'acqua, e per le piante che vi crescono. La conchiglia di ogni uomo è una donna, perché è da lei che nasce. Nell'universo, insomma, ogni cosa che esiste ha una propria conchiglia da cui tutto proviene e, per estensione, ogni cosa ha origine nell'Oceano, dal quale si possono ancora ascoltare echi lontani impressi come impronte nelle nostre anime.
Questo suggestivo mito della creazione viene narrato a Tahiti, ma ce ne sono molti altri, tra queste popolazioni sparse in migliaia di isole, alcune piccolissime, altre grandi come un continente, ma comunque dotate di espressioni artistiche e culturali di incomparabile bellezza e complessità. E i bravissimi illustratori di Sàrmede hanno saputo trasporre sulle tavole lo spirito di quei racconti, "il rumore delle tempeste, le storie di piccoli uomini dai grandi orizzonti, in un mondo sospeso tra la conchiglia del cielo e quella del mare, un universo di ombre e di folgoranti visioni, di sogni e di incanti".

STORIA DELLA MOSTRA. Fu l'artista ceco Stepan Zavrel, nato a Praga nel 1932 e morto a Rugolo di Sàrmede nel 1999 (quest'anno ricorre dunque anche il decennale della sua scomparsa) ad avere per primo l'idea di realizzare un'esposizione di immagini destinate all'infanzia. Erano i primi anni Ottanta e da noi, così come un po' ovunque, l'illustrazione per bambini era ancora un prodotto di nicchia, che aveva come unico appuntamento significativo la Fiera del Libro di Bologna.
Zavrel si convinse che era necessario creare una vera e propria cultura dell'immagine, rivendicare ad essa il suo ruolo fondamentale di atto comunicativo capace di connotare, interpretare, ricreare il testo. Da questa intuizione nasce, nel 1983, a cura della Pro Loco di Sàrmede, la prima edizione della Mostra. L'ottima accoglienza stimolò gli organizzatori, tutti volontari, a continuare nell'iniziativa, per la cui realizzazione si affiancarono l'anno seguente anche il Comune e la Provincia. A partire dal 1991, la rassegna divenne itinerante: prima in Italia, poi in Europa.

Claudia Colombera