CARABINIERI

Entra nella Stazione On-Line dei Carabinieri
Ministero della Difesa
Home > L'Editoria > Il Carabiniere > Anno 2009 > Dicembre > CRONACHE

Forze Armate: ieri e oggi, artefici di Unità

Anche per il 91° anniversario del 4 novembre 1918, quando l'armistizio di Villa Giusti concludeva vittoriosamente per le Armi italiane la Prima guerra mondiale e, con questa, l'Unità nazionale, sono state organizzate numerose manifestazioni celebrative in venti tra le principali città italiane, secondo la formula "con la gente e tra la gente". Annunciate con una lettera aperta del Ministro della Difesa Ignazio La Russa, le celebrazioni si sono protratte fino al giorno 8 con incontri tra la popolazione e i suoi soldati, tesi a sottolineare il profondo legame che li unisce ma anche a far riflettere sull'ideale della Patria e sui valori sempre attuali che lo ispirano.

A questo proposito, nel messaggio alle Forze Armate, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo aver ricordato «coloro che sono Caduti per assicurare al nostro Paese libertà, democrazia e prosperità», ha esaltato l'impegno dei nostri militari per la sicurezza internazionale, la pacifica convivenza e il progresso dei popoli. Per vincere le «grandi sfide» della globalizzazione, gli Stati dovranno «costruire insieme un sempre più rappresentativo sistema di istituzioni internazionali ed una efficace struttura di sicurezza» in grado di contrastare le gravi «minacce eversive transnazionali, dal terrorismo alla criminalità organizzata». È questo, per il Presidente, il compito fondamentale «delle Forze Armate dei Paesi avanzati e di quelle italiane in particolare», cui non deve mai mancare «il pieno supporto dei cittadini e dello Stato». Il Presidente Napolitano ha concluso ricordando che, come «i militari di ieri sono stati artefici dell'Unità del nostro Paese», così «i soldati, i marinai, gli avieri, i carabinieri ed i finanzieri di oggi hanno raccolto quella eredità morale», impegnando la loro professionalità «per la pacifica cooperazione tra i popoli». A loro «l'Italia è vicina, con affetto e gratitudine».

Il Ministro La Russa, a sua volta, nel proprio messaggio, ricordando i «durissimi sacrifici, sia per i militari al fronte sia per la popolazione civile» affrontati nei tre anni dell'«ultima guerra del Risorgimento, che portò all'unificazione territoriale nazionale», ne ha tracciato un breve sunto, dai combattimenti in alta montagna alle «ardimentose» operazioni marittime e ai «primi audaci duelli aerei». L'ideale di Patria unita, nato «nelle menti di una sparuta ma illuminata minoranza» e realizzato con tante sofferenze, deve «guardare al futuro» come «appartenenza ad un'unica collettività, la nuova Europa che stiamo costruendo». «Il ricordo di quei valorosi che tennero alto il Tricolore», perciò, guida oggi i nostri militari impegnati al servizio della giustizia e nella lotta al terrorismo per assicurare un «futuro di pace e di stabilità per la comunità internazionale». Il Ministro della Difesa ha sottolineato inoltre che le Forze Armate italiane sono «in grado di affrontare ogni scenario d'impiego», fedeli come sono alle tradizioni e ispirate dal senso dello Stato, dall'orgoglio dell'identità nazionale, dall'importanza della difesa della sicurezza e della libertà, dall'idea di Patria, valori che quotidianamente affidano alle nuove generazioni.

Anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale S.A. Vincenzo Camporini, nell'ordine del giorno ha ricordato, assieme ai Caduti per l'Unità nazionale, quanti hanno «sacrificato il bene supremo della vita nell'assolvimento del proprio dovere», rivolgendo alle famiglie un commosso pensiero. «Il loro doloroso sacrificio», ha detto, «deve darci in ogni momento della nostra attività la dimensione e l'orgoglio umani, morali e professionali di ciò che siamo e rappresentiamo». In questo momento d'incertezza le Forze Armate, ha concluso, «continuano ad essere un punto di riferimento per la difesa di quei principi che costituiscono i fondamenti della nostra società».

Nella solenne cerimonia commemorativa che il 4 novembre si è tenuta nel Sacrario dei Caduti d'Oltremare di Bari-Japigia, alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini, in rappresentanza del Presidente della Repubblica, e del Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, il Comandante Generale dell'Arma, generale C.A. Leonardo Gallitelli, accompagnato dal Comandante della Legione "Puglia", generale B. Aldo Visone, e da quello provinciale di Bari, colonnello Antonio Bacile, è intervenuto in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Difesa. La celebrazione si è svolta davanti a una numerosa folla di autorità, tra cui il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cittadini commossi che facevano ala alle quattro Bandiere di Guerra delle Forze Armate, ai Gonfaloni, ai Labari e ai Medaglieri, mentre rendeva gli onori una Compagnia mista di Formazione interforze con la Fanfara del Comando Scuole dell'Aeronautica Militare/3a Regione Aerea.

Dopo la rituale deposizione di una corona d'alloro, è seguita la Santa Messa, officiata dall'Arcivescovo di Bari, monsignor Francesco Cacucci, il quale, nell'omelia, ha sottolineato la funzione delle Forze Armate quali artefici della pace nel mondo. Per il Governo ha parlato il Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, che ha evidenziato i legami tra il Paese, le Forze Armate e le Istituzioni.

È opportuno ricordare, prima di passare al momento culminante delle manifestazioni celebrative dell'Unità d'Italia e delle Forze Armate, che il generale Gallitelli si trovava nel capoluogo pugliese sin dal giorno precedente per partecipare, in quella Prefettura, a una riunione tecnica di coordinamento interprovinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di Bari e Foggia con il Ministro dell'Interno Roberto Maroni, il Capo della Polizia Antonio Manganelli, il Comandante Generale della Guardia di Finanza, generale C.A. Cosimo D'Arrigo, il Direttore Centrale Anticrimine Francesco Gratteri e i Prefetti delle due Province, i Procuratori della Repubblica di Bari, Foggia, Trani e Lucera, i Questori di Bari e Foggia e i Comandanti legionali e provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Tema dell'incontro: fare il punto sulla criminalità nel territorio barese e nel Gargano in vista di una possibile recrudescenza della lotta tra i clan mafiosi.

L'evento conclusivo della Festa dell'Unità e Giornata delle Forze Armate si è tenuto l'8 novembre a Roma nella vasta Piazza del Popolo, con un programma condotto da Fabrizio Frizzi e Rita Dalla Chiesa che ha visto due passaggi della pattuglia acrobatica dell'Aeronautica "Frecce Tricolori" e l'intervento della Fanfara dei Bersaglieri e di una Banda interforze composta da elementi delle Bande delle quattro Forze Armate e della Guardia di Finanza. Sono stati eseguiti, oltre all'Inno nazionale, l'Inno al Piave e il Silenzio, altri cinque brani musicali, diretti ciascuno dal Direttore di ogni Banda. È seguita la presentazione dei Comandanti dei Contingenti italiani all'estero e di una rappresentanza delle componenti di Polizia e militari impegnate nell'operazione "Strade sicure" e nel progetto "Pianeta Difesa". A chiudere l'evento, il concerto di Renzo Arbore con la sua "Orchestra Italiana".

Da segnalare infine, sempre nel quadro delle manifestazioni in argomento, la mostra allestita nel Sacrario delle Bandiere, al Vittoriano, dal 4 al 15 novembre, dedicata alle Missioni Internazionali. In essa l'Arma, che a quelle missioni partecipa in più tipologie professionali sin dal 1855, in Crimea, è stata adeguatamente rappresentata con cimeli e vario materiale documentale specifico, resi disponibili dal Museo Storico. È stato proprio quest'ultimo a curarne l'esposizione, riscuotendo ampio successo presso le autorità, prima tra tutte il Ministro della Difesa, e i numerosi visitatori.

V.P.