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CRONACHE
Forze Armate: ieri e oggi,
artefici di Unità
Anche per il 91° anniversario del 4
novembre 1918, quando l'armistizio di Villa Giusti concludeva
vittoriosamente per le Armi italiane la Prima guerra mondiale e,
con questa, l'Unità nazionale, sono state organizzate numerose
manifestazioni celebrative in venti tra le principali città
italiane, secondo la formula "con la gente e tra la gente".
Annunciate con una lettera aperta del Ministro della Difesa Ignazio
La Russa, le celebrazioni si sono protratte fino al giorno 8 con
incontri tra la popolazione e i suoi soldati, tesi a sottolineare
il profondo legame che li unisce ma anche a far riflettere
sull'ideale della Patria e sui valori sempre attuali che lo
ispirano.
A questo proposito, nel messaggio alle Forze Armate, il Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo aver ricordato «coloro
che sono Caduti per assicurare al nostro Paese libertà, democrazia
e prosperità», ha esaltato l'impegno dei nostri militari per la
sicurezza internazionale, la pacifica convivenza e il progresso dei
popoli. Per vincere le «grandi sfide» della globalizzazione, gli
Stati dovranno «costruire insieme un sempre più rappresentativo
sistema di istituzioni internazionali ed una efficace struttura di
sicurezza» in grado di contrastare le gravi «minacce eversive
transnazionali, dal terrorismo alla criminalità organizzata». È
questo, per il Presidente, il compito fondamentale «delle Forze
Armate dei Paesi avanzati e di quelle italiane in particolare», cui
non deve mai mancare «il pieno supporto dei cittadini e dello
Stato». Il Presidente Napolitano ha concluso ricordando che, come
«i militari di ieri sono stati artefici dell'Unità del nostro
Paese», così «i soldati, i marinai, gli avieri, i carabinieri ed i
finanzieri di oggi hanno raccolto quella eredità morale»,
impegnando la loro professionalità «per la pacifica cooperazione
tra i popoli». A loro «l'Italia è vicina, con affetto e
gratitudine».
Il Ministro La Russa, a sua volta, nel proprio messaggio,
ricordando i «durissimi sacrifici, sia per i militari al fronte sia
per la popolazione civile» affrontati nei tre anni dell'«ultima
guerra del Risorgimento, che portò all'unificazione territoriale
nazionale», ne ha tracciato un breve sunto, dai combattimenti in
alta montagna alle «ardimentose» operazioni marittime e ai «primi
audaci duelli aerei». L'ideale di Patria unita, nato «nelle menti
di una sparuta ma illuminata minoranza» e realizzato con tante
sofferenze, deve «guardare al futuro» come «appartenenza ad
un'unica collettività, la nuova Europa che stiamo costruendo». «Il
ricordo di quei valorosi che tennero alto il Tricolore», perciò,
guida oggi i nostri militari impegnati al servizio della giustizia
e nella lotta al terrorismo per assicurare un «futuro di pace e di
stabilità per la comunità internazionale». Il Ministro della Difesa
ha sottolineato inoltre che le Forze Armate italiane sono «in grado
di affrontare ogni scenario d'impiego», fedeli come sono alle
tradizioni e ispirate dal senso dello Stato, dall'orgoglio
dell'identità nazionale, dall'importanza della difesa della
sicurezza e della libertà, dall'idea di Patria, valori che
quotidianamente affidano alle nuove generazioni.
Anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale S.A.
Vincenzo Camporini, nell'ordine del giorno ha ricordato, assieme ai
Caduti per l'Unità nazionale, quanti hanno «sacrificato il bene
supremo della vita nell'assolvimento del proprio dovere»,
rivolgendo alle famiglie un commosso pensiero. «Il loro doloroso
sacrificio», ha detto, «deve darci in ogni momento della nostra
attività la dimensione e l'orgoglio umani, morali e professionali
di ciò che siamo e rappresentiamo». In questo momento d'incertezza
le Forze Armate, ha concluso, «continuano ad essere un punto di
riferimento per la difesa di quei principi che costituiscono i
fondamenti della nostra società».
Nella solenne cerimonia commemorativa che il 4 novembre si è tenuta
nel Sacrario dei Caduti d'Oltremare di Bari-Japigia, alla presenza
del Presidente della Camera Gianfranco Fini, in rappresentanza del
Presidente della Repubblica, e del Ministro per i Rapporti con le
Regioni Raffaele Fitto, il Comandante Generale dell'Arma, generale
C.A. Leonardo Gallitelli, accompagnato dal Comandante della Legione
"Puglia", generale B. Aldo Visone, e da quello provinciale di Bari,
colonnello Antonio Bacile, è intervenuto in rappresentanza del Capo
di Stato Maggiore della Difesa. La celebrazione si è svolta davanti
a una numerosa folla di autorità, tra cui il Sindaco di Bari,
Michele Emiliano, e cittadini commossi che facevano ala alle
quattro Bandiere di Guerra delle Forze Armate, ai Gonfaloni, ai
Labari e ai Medaglieri, mentre rendeva gli onori una Compagnia
mista di Formazione interforze con la Fanfara del Comando Scuole
dell'Aeronautica Militare/3a Regione Aerea.
Dopo la rituale deposizione di una corona d'alloro, è seguita la
Santa Messa, officiata dall'Arcivescovo di Bari, monsignor
Francesco Cacucci, il quale, nell'omelia, ha sottolineato la
funzione delle Forze Armate quali artefici della pace nel mondo.
Per il Governo ha parlato il Ministro per i Rapporti con le Regioni
Raffaele Fitto, che ha evidenziato i legami tra il Paese, le Forze
Armate e le Istituzioni.
È opportuno ricordare, prima di passare al momento culminante delle
manifestazioni celebrative dell'Unità d'Italia e delle Forze
Armate, che il generale Gallitelli si trovava nel capoluogo
pugliese sin dal giorno precedente per partecipare, in quella
Prefettura, a una riunione tecnica di coordinamento
interprovinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di Bari e
Foggia con il Ministro dell'Interno Roberto Maroni, il Capo della
Polizia Antonio Manganelli, il Comandante Generale della Guardia di
Finanza, generale C.A. Cosimo D'Arrigo, il Direttore Centrale
Anticrimine Francesco Gratteri e i Prefetti delle due Province, i
Procuratori della Repubblica di Bari, Foggia, Trani e Lucera, i
Questori di Bari e Foggia e i Comandanti legionali e provinciali
dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Tema dell'incontro:
fare il punto sulla criminalità nel territorio barese e nel Gargano
in vista di una possibile recrudescenza della lotta tra i clan
mafiosi.
L'evento conclusivo della Festa dell'Unità e Giornata delle Forze
Armate si è tenuto l'8 novembre a Roma nella vasta Piazza del
Popolo, con un programma condotto da Fabrizio Frizzi e Rita Dalla
Chiesa che ha visto due passaggi della pattuglia acrobatica
dell'Aeronautica "Frecce Tricolori" e l'intervento della Fanfara
dei Bersaglieri e di una Banda interforze composta da elementi
delle Bande delle quattro Forze Armate e della Guardia di Finanza.
Sono stati eseguiti, oltre all'Inno nazionale, l'Inno al Piave e il
Silenzio, altri cinque brani musicali, diretti ciascuno dal
Direttore di ogni Banda. È seguita la presentazione dei Comandanti
dei Contingenti italiani all'estero e di una rappresentanza delle
componenti di Polizia e militari impegnate nell'operazione "Strade
sicure" e nel progetto "Pianeta Difesa". A chiudere l'evento, il
concerto di Renzo Arbore con la sua "Orchestra Italiana".
Da segnalare infine, sempre nel quadro delle manifestazioni in
argomento, la mostra allestita nel Sacrario delle Bandiere, al
Vittoriano, dal 4 al 15 novembre, dedicata alle Missioni
Internazionali. In essa l'Arma, che a quelle missioni partecipa in
più tipologie professionali sin dal 1855, in Crimea, è stata
adeguatamente rappresentata con cimeli e vario materiale
documentale specifico, resi disponibili dal Museo Storico. È stato
proprio quest'ultimo a curarne l'esposizione, riscuotendo ampio
successo presso le autorità, prima tra tutte il Ministro della
Difesa, e i numerosi visitatori.
V.P. |
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