CARABINIERI

Entra nella Stazione On-Line dei Carabinieri
Ministero della Difesa
Home > L'Editoria > Il Carabiniere > Anno 2009 > Dicembre > ATTUALITA'

Ospiti di riguardo: Miriam Ruggiero

Una fiducia meritata

Generalmente questa rubrica ospita firme conosciute della cultura e del giornalismo. Questa volta però, a titolo di esempio, abbiamo voluto dare spazio ad una giovane che, nonostante i suoi 16 anni e un percorso di vita segnato da gravi sofferenze fisiche, vanta uno stile e una maturità di linguaggio che le hanno consentito di collaborare con prestigiose testate nazionali.


Da una recente indagine, condotta dalla "Società italiana di pediatria", è emerso che la figura di cui gli adolescenti si fidano di più è quella del Carabiniere. E non stupisce davvero. Al telegiornale si sente molto spesso di Carabinieri uccisi da camorristi. Gli uni e gli altri attori di un dramma in cui esistono solo due colori: il bianco ed il nero. I buoni e i cattivi.

Miriam Ruggiero Ricordo che Roberto Saviano disse che la camorra, prima di uccidere una persona onesta come può essere un Carabiniere, la diffama, così che l'opinione pubblica non alimenti troppo lo scandalo. Direi che la malavita teme l'Arma, perché questa è amata dai cittadini italiani che, in un certo qual modo, potrebbero ribellarsi alla morte di un "protettore". Vero, perché i Carabinieri ti danno un senso di protezione simile a quello trasmesso da un padre.

Un mese fa si è sentito parlare di un quattordicenne che ha rincorso un ladro mentre l'amico chiamava, appunto, il 112, e il primo ha affermato di essersi lanciato all'inseguimento perché da adulto vorrebbe entrare nell'Arma. A pensarci, è bellissimo avere già da ragazzi questo ideale di aiuto e protezione dei propri concittadini.

Noi adolescenti, poi, siamo stati avvicinati all'Arma anche grazie alle serie televisive. D'altronde è la tv il mezzo più diffuso per attirare i giovani, quindi è normale che questa abbia avuto una parte da protagonista. Fiction come quella del "Maresciallo Rocca" hanno iniziato a farci capire un po' chi siano i cosiddetti "buoni" della situazione, poiché, ahimè, è veramente complicato, ora più che mai, distinguere tra chi ti vuole "fregare" e chi no. Il piccolo schermo ci ha anche mostrato il lato più umano dell'Arma, mettendo in scena un padre di famiglia come tanti, il maresciallo Rocca, appunto, alle prese con i problemi di una famiglia come tante, che pure svolge il suo lavoro di maresciallo senza risparmiarsi mai, proprio come accade ai suoi "colleghi" nella vita reale.

Ecco allora che la televisione aiuta molto, soprattutto perché noi tendiamo ad accorgerci più facilmente delle notizie negative piuttosto che di quelle positive. A commettere un crimine, in fondo, non ci vuol niente, mentre a capire chi sia stato e a completare tutte le indagini è necessario molto più tempo: e così noi finiamo per ricordare più facilmente il crimine che la conclusione delle indagini.

Certo, ci sono anche degli adolescenti a cui l'Arma non garba, come i bulli e tutti quelli a cui piace fare confusione. Nella maggior parte dei casi, però, noi ragazzi rimaniamo molto colpiti dai Carabinieri, anche per via delle diverse specializzazioni dell'Arma, come quelle di polizia scientifica ("R.I.S."), con tutte le relative attività. Ovunque si vada, poi, anche in un piccolo paesino, si trova la caserma dei Carabinieri che ti fa sentire sempre un po'' a casa, sempre protetto.

Bisogna aggiungere che i Carabinieri sono costantemente operativi, anche quando non indossano la divisa o sono in ferie. Per non parlare del loro motto, che fu creato nel 1914 e concesso come motto araldico da Vittorio Emanuele III: N.S.F., "Nei Secoli Fedele". Tre parole che, a sentirle, rinnovano ogni volta la stima che tutti nutriamo nei confronti dei militari dell'Arma, oltre a un senso di patriottismo che arriva fin dentro l'anima.

Miriam Ruggiero