|
Generalmente questa rubrica ospita
firme conosciute della cultura e del giornalismo. Questa volta
però, a titolo di esempio, abbiamo voluto dare spazio ad una
giovane che, nonostante i suoi 16 anni e un percorso di vita
segnato da gravi sofferenze fisiche, vanta uno stile e una maturità
di linguaggio che le hanno consentito di collaborare con
prestigiose testate nazionali.
Da una recente indagine, condotta dalla "Società italiana di
pediatria", è emerso che la figura di cui gli adolescenti si fidano
di più è quella del Carabiniere. E non stupisce davvero. Al
telegiornale si sente molto spesso di Carabinieri uccisi da
camorristi. Gli uni e gli altri attori di un dramma in cui esistono
solo due colori: il bianco ed il nero. I buoni e i cattivi.
Ricordo che Roberto Saviano disse che la camorra, prima di uccidere
una persona onesta come può essere un Carabiniere, la diffama, così
che l'opinione pubblica non alimenti troppo lo scandalo. Direi che
la malavita teme l'Arma, perché questa è amata dai cittadini
italiani che, in un certo qual modo, potrebbero ribellarsi alla
morte di un "protettore". Vero, perché i Carabinieri ti danno un
senso di protezione simile a quello trasmesso da un padre.
Un mese fa si è sentito parlare di un quattordicenne che ha
rincorso un ladro mentre l'amico chiamava, appunto, il 112, e il
primo ha affermato di essersi lanciato all'inseguimento perché da
adulto vorrebbe entrare nell'Arma. A pensarci, è bellissimo avere
già da ragazzi questo ideale di aiuto e protezione dei propri
concittadini.
Noi adolescenti, poi, siamo stati avvicinati all'Arma anche grazie
alle serie televisive. D'altronde è la tv il mezzo più diffuso per
attirare i giovani, quindi è normale che questa abbia avuto una
parte da protagonista. Fiction come quella del "Maresciallo Rocca"
hanno iniziato a farci capire un po' chi siano i cosiddetti "buoni"
della situazione, poiché, ahimè, è veramente complicato, ora più
che mai, distinguere tra chi ti vuole "fregare" e chi no. Il
piccolo schermo ci ha anche mostrato il lato più umano dell'Arma,
mettendo in scena un padre di famiglia come tanti, il maresciallo
Rocca, appunto, alle prese con i problemi di una famiglia come
tante, che pure svolge il suo lavoro di maresciallo senza
risparmiarsi mai, proprio come accade ai suoi "colleghi" nella vita
reale.
Ecco allora che la televisione aiuta molto, soprattutto perché noi
tendiamo ad accorgerci più facilmente delle notizie negative
piuttosto che di quelle positive. A commettere un crimine, in
fondo, non ci vuol niente, mentre a capire chi sia stato e a
completare tutte le indagini è necessario molto più tempo: e così
noi finiamo per ricordare più facilmente il crimine che la
conclusione delle indagini.
Certo, ci sono anche degli adolescenti a cui l'Arma non garba, come
i bulli e tutti quelli a cui piace fare confusione. Nella maggior
parte dei casi, però, noi ragazzi rimaniamo molto colpiti dai
Carabinieri, anche per via delle diverse specializzazioni
dell'Arma, come quelle di polizia scientifica ("R.I.S."), con tutte
le relative attività. Ovunque si vada, poi, anche in un piccolo
paesino, si trova la caserma dei Carabinieri che ti fa sentire
sempre un po'' a casa, sempre protetto.
Bisogna aggiungere che i Carabinieri sono costantemente operativi,
anche quando non indossano la divisa o sono in ferie. Per non
parlare del loro motto, che fu creato nel 1914 e concesso come
motto araldico da Vittorio Emanuele III: N.S.F., "Nei Secoli
Fedele". Tre parole che, a sentirle, rinnovano ogni volta la stima
che tutti nutriamo nei confronti dei militari dell'Arma, oltre a un
senso di patriottismo che arriva fin dentro l'anima.
Miriam Ruggiero |