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SENTI CHI CANTA. Un legame profondo,
si sa, unisce la musica e il Natale. Perché nulla come certi
motivi, o come il timbro di taluni strumenti ormai dimenticati, sa
evocare meglio l'atmosfera delle feste. Una suggestione che diviene
ancor più grande se ad eseguire quelle partiture sono interpreti
come Bob Dylan e Benedetto XVI. Se infatti il poeta della musica
leggera ha presentato già dal 16 ottobre l'album Christmas In The
Heart, i cui diritti d'autore saranno devoluti a organizzazioni
umanitarie come "Feeding America", si trova dal 30 novembre nei
negozi di dischi la novità più sorprendente di questo Natale.
S'intitola Alma Mater e contiene canzoni religiose e preghiere
dedicate alla Vergine Maria interpretate niente meno che da papa
Ratzinger, accompagnato dalla Royal Philarmonic di Londra e dal
Coro dell'Accademia Filarmonica Romana. Anche in questo caso i
proventi saranno destinati a una fondazione benefica che promuove
l'insegnamento della musica tra i bambini poveri. Perché non si
vive di solo pane.
A SCUOLA DA BABBO NATALE. Se l'ultimo Natale, dopo aver indossato
costume rosso e barba finta per fare una sorpresa ai vostri figli,
vi siete accorti che la vostra interpretazione lasciava alquanto a
desiderare, non vi rammaricate. Il mestiere di Santa Claus non si
improvvisa. Ci vogliono applicazione e studio, oltre a
predisposizioni naturali quali «avere buoni pensieri,
un'espressione giocherellona, un gran cuore e tanta voglia di
vivere un magico Natale». Si rivolge espressamente a chiunque
possieda tali requisiti l'Accademia per Aiutanti di Babbo Natale,
che ha aperto nell'ottobre scorso a Noventa di Piave, nel
veneziano. Si tratta dell'unica scuola italiana riconosciuta dalla
Santa Claus Embassy, l'ambasciata ufficiale di Babbo Natale, che
nel mondo ha solo altre due sedi: in Finlandia e in Giappone. E
sarà proprio il Santa Claus attualmente in carica, quello lappone,
che il 20 dicembre lascerà Rovaniemi per incontrare gli allievi
dell'istituto veneziano. Si erano presentati in oltre trecento, in
ottobre, alle selezioni per iscriversi ai corsi, ma solo in 40
otterranno il sospirato diploma.
IL VADEMECUM DEL GIOCATTOLO. La gioia dell'attesa: è il Natale dei
più piccoli, che le ore di festa le trascorrono trepidando per la
voglia di scartare i pacchi che si accumulano sotto l'albero. Ma
come essere certi che il dono scelto per loro sia quello giusto? In
aiuto di mamme e papà alla ricerca del "giocattolo perfetto" scende
in campo l'Ospedale Pediatrico "Bambino Gesù" di Roma con un utile
vademecum. Innanzitutto, consigliano gli psicologi del nosocomio
romano, considerare l'età del bambino; quindi non farsi
condizionare dal sesso; mettere a disposizione del bambino una
vasta gamma di possibilità; non demonizzare i giocattoli aggressivi
o violenti, ma supervisionarne l'uso da parte del piccolo;
scegliere giocattoli che permettano un intervento attivo del
bambino ma senza esagerare con i balocchi "intelligenti"; e ancora:
favorire giochi da condividere con altri; non farsi condizionare
dalle mode; ricordare che non sempre il giocattolo più costoso è il
più gradito, e soprattutto scegliere il dono pensando a chi lo
riceverà e non al proprio desiderio di rivivere emozioni perdute.
Per questo, basterà rendersi disponibili a giocare con il piccolo.
Sarà il regalo più apprezzato.
UNO YAK SOTTO L'ALBERO. Altro che pupazzi e playstation: ci sono
bimbi, nel mondo, che per Natale apprezzerebbero ben più uno yak
peloso. Perché per alcune popolazioni rurali dell'Asia possederne
uno significa avere a disposizione latte fresco, morbida lana e un
valido aiuto per lavorare i campi. E altrettanto gradito potrebbe
essere, ad altre latitudini, un "kit al peperoncino" per tenere gli
elefanti lontani dai raccolti, o magari uno "stock" di 40 polli, o
ancora una scorta di "plumpy'nut", la speciale barretta al burro di
arachidi pensata per sfamare i bimbi malnutriti. Ce n'è per tutti i
gusti e le tasche, tra i regali solidali che l'associazione Save
the Children propone a chi sia stufo dei soliti doni. E se yak e
polli vi sembran poco eleganti, vi potreste rivolgere al Cts
(Centro Turistico Giovanile), che per una trentina di euro vi
permette di regalare a un amico l'adozione annuale di un delfino. E
per gli omaggi aziendali? Niente di meglio delle strenne del Fondo
per l'Ambiente Italiano: tra biglietti augurali, pacchi ricolmi di
specialità alimentari, tessere annuali e biglietti gratuiti per i
beni gestiti dal Fai, c'è di che far felici i dipendenti e i
clienti più esigenti.
In Breve
Mi si è allargato lo squalo…
«Non regalare squali a Natale!». È l'appello lanciato dall'Acquario
di Cattolica (Rimini) per scoraggiare una moda a dir poco
preoccupante. Sono sempre di più, infatti, le persone che per le
feste scelgono di regalarsi e regalare animali esotici: serpenti,
scimmie, iguana e, ultimamente, persino squali. "Cuccioli" che
all'acquisto possono misurare appena 30 centimetri di lunghezza, ma
che presto diventano troppo grandi per esser ospitati negli acquari
casalinghi. Non rimane allora che rivolgersi ad istituzioni come
l'Acquario di Cattolica, che nel solo 2009 ne ha dovuti adottare
ben sette.
Un abete racconta.
L'amore e la natura, la pace e la guerra, la storia e la
tecnologia: il tutto osservato dal punto di vista di un albero. Non
uno qualunque, ma Il grande albero (Salani editore) protagonista
del nuovo libro di Susanna Tamaro, che torna a parlare ai bambini
facendo il verso a Goethe, con la storia singolare di un abete che,
nato in una radura lontana, viaggerà per il mondo, ospiterà nidi e
scoiattoli, incontrerà imperatori e imperatrici, rischierà di
diventare un violino, fino a diventare l'albero di Natale più
importante del mondo: quello di Piazza San Pietro a Roma.
33 metri di luce.
Sarà milanese il Natale più brillante d'Italia. Grazie all'Albero
di Luce, un'installazione realizzata dall'artista Antonio Barrese
che dall'11 dicembre svetterà nel cuore del capoluogo lombardo, di
fronte al Castello Sforzesco, in tutti i suoi 33 metri di altezza e
nel fulgore dei suoi 20mila led. Un'opera interamente made in
Italy, dall'ideazione alla realizzazione, con la quale il suo
autore ha voluto recuperare la dimensione monumentale e "popolare"
di un'arte che, per incontrare nuovamente il grande pubblico, deve
uscire dalle gallerie e tornare nelle strade.
Viola di Natale.
Il luminoso albero milanese detterà legge nelle case degli italiani
e non solo. È stato infatti annunciato già alla "Fiera dei colori e
delle tendenze del Natale", che ogni gennaio si tiene a Francoforte
per anticipare le tendenze del Natale che verrà: a farla da
padroni, quest'anno, saranno alberi decorati con gemme di vetro,
luminose e sfaccettate. Un Natale all'insegna della purezza e della
trasparenza, insomma, ma nel quale anche i colori saranno i
benvenuti, compresi quelli più insoliti. Come il viola, vero
protagonista di queste feste. Da usare per decorare abeti,
ghirlande e centrotavola incontestabilmente à la
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