CARABINIERI

Entra nella Stazione On-Line dei Carabinieri
Ministero della Difesa
Home > L'Editoria > Il Carabiniere > Anno 2009 > Dicembre > ARMA OGGI

Di nuovo in mare

È tornata nel suo ambiente naturale, il 27 settembre scorso, l'ultima "mascotte" del Centro Carabinieri Subacquei di Genova. Era una tartaruga marina della specie caretta caretta, salvata dai sommozzatori dell'Arma nel mese di luglio mentre languiva in condizioni penose sulla spiaggia di Voltri. Un'operazione che ha visto gli uomini del Centro Subacquei, guidati dal tenente colonnello Francesco Schilardi, lavorare a stretto contatto con un'altra istituzione, l'Acquario di Genova, che nella città della Lanterna ha messo ormai radici profonde, votandosi ad un unico scopo: far conoscere il mare e i suoi abitanti, e soprattutto proteggere entrambi dai pericoli derivanti dall'uomo e dai suoi comportamenti sconsiderati, dal suo mancato rispetto per l'ambiente e per la natura che lo circonda.

Era stato un gruppo di bambini, in quell'afoso pomeriggio estivo, ad avvertire i militari dell'Arma della presenza del rettile sull'arenile di Voltri. Circa tre anni, due chili di peso, l'animale giaceva ferito e spaventato, la testa e una zampa avvolte da una busta di plastica che rischiava di soffocarlo e di provocargli serie ferite. Non hanno perso tempo, i sommozzatori in uniforme: hanno soccorso quella preistorica viaggiatrice di oceani con tutta l'attenzione possibile, l'hanno portata in caserma e le hanno prestato le prime cure. A quel punto, però, era necessario trovare un ricovero adatto per lo sfortunato animale, che certo non era ancora nelle condizioni di riprendere il largo. E quale "ospedale" migliore, per esso, del meraviglioso Acquario di Genova, che dal 1992 offre ospitalità, nelle sue 71 vasche espositive e nelle 200 destinate all'ambientamento e alla cura dei loro abitanti, a circa 6mila animali appartenenti ad almeno 600 specie diverse? Al personale dell'Acquario, che subito si è detto disponibile ad accoglierlo, l'animale è apparso ferito, disorientato, ma in condizioni generalmente buone. Sono quindi bastati un mese di antibiotico e un altro di degenza, affidato alle premurose cure della squadra di veterinari che presta la sua opera nell'Acquario genovese, perché la giovane tartaruga riprendesse le sue forze.

E così, il 27 settembre scorso, il momento più emozionante: quello in cui l'animale, completamente guarito, è stato liberato in mare aperto, a circa due miglia dalla costa, dai suoi "dottori" e dai suoi salvatori. Uno di quei momenti che, per chi indossi l'uniforme sopra o sotto la superficie del mare, ripagano di una vita intera di impegno e sacrificio.