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ARMA OGGI
Di nuovo in mare
È tornata nel suo ambiente naturale,
il 27 settembre scorso, l'ultima "mascotte" del Centro Carabinieri
Subacquei di Genova. Era una tartaruga marina della specie caretta
caretta, salvata dai sommozzatori dell'Arma nel mese di luglio
mentre languiva in condizioni penose sulla spiaggia di Voltri.
Un'operazione che ha visto gli uomini del Centro Subacquei, guidati
dal tenente colonnello Francesco Schilardi, lavorare a stretto
contatto con un'altra istituzione, l'Acquario di Genova, che nella
città della Lanterna ha messo ormai radici profonde, votandosi ad
un unico scopo: far conoscere il mare e i suoi abitanti, e
soprattutto proteggere entrambi dai pericoli derivanti dall'uomo e
dai suoi comportamenti sconsiderati, dal suo mancato rispetto per
l'ambiente e per la natura che lo circonda.
Era stato un gruppo di bambini, in quell'afoso pomeriggio estivo,
ad avvertire i militari dell'Arma della presenza del rettile
sull'arenile di Voltri. Circa tre anni, due chili di peso,
l'animale giaceva ferito e spaventato, la testa e una zampa avvolte
da una busta di plastica che rischiava di soffocarlo e di
provocargli serie ferite. Non hanno perso tempo, i sommozzatori in
uniforme: hanno soccorso quella preistorica viaggiatrice di oceani
con tutta l'attenzione possibile, l'hanno portata in caserma e le
hanno prestato le prime cure. A quel punto, però, era necessario
trovare un ricovero adatto per lo sfortunato animale, che certo non
era ancora nelle condizioni di riprendere il largo. E quale
"ospedale" migliore, per esso, del meraviglioso Acquario di Genova,
che dal 1992 offre ospitalità, nelle sue 71 vasche espositive e
nelle 200 destinate all'ambientamento e alla cura dei loro
abitanti, a circa 6mila animali appartenenti ad almeno 600 specie
diverse? Al personale dell'Acquario, che subito si è detto
disponibile ad accoglierlo, l'animale è apparso ferito,
disorientato, ma in condizioni generalmente buone. Sono quindi
bastati un mese di antibiotico e un altro di degenza, affidato alle
premurose cure della squadra di veterinari che presta la sua opera
nell'Acquario genovese, perché la giovane tartaruga riprendesse le
sue forze.
E così, il 27 settembre scorso, il momento più emozionante: quello
in cui l'animale, completamente guarito, è stato liberato in mare
aperto, a circa due miglia dalla costa, dai suoi "dottori" e dai
suoi salvatori. Uno di quei momenti che, per chi indossi l'uniforme
sopra o sotto la superficie del mare, ripagano di una vita intera
di impegno e sacrificio. |
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