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ARMA OGGI
Paese che vai, caserma che
trovi
Loreo, tra l'Adige e il
Po
È situato fra due fiumi, ma non è la
Mesopotamia. Il Basso Polesine non è così ad est, e i due corsi
d'acqua a cui ci riferiamo sono di chiara marca nostrana: l'Adige e
il Po. Una massa liquida non poco impetuosa, che più di una volta
ha fatto sentire la sua voce. Le rotture degli argini durante le
piene, purtroppo, hanno causato frequenti allagamenti e rovine. Una
fra tutte, la memorabile alluvione del 1951, che costrinse metà
della popolazione ad abbandonare il territorio e ad emigrare verso
altre aree d'Italia.
Questo ridente borgo della provincia di Rovigo, di apprezzata
bellezza, trae origine dall'antico insediamento di Lauretum, di cui
vi è traccia in documenti antecedenti l'anno Mille. Lungo le sponde
del Naviglio, un tempo navigabile, il paese allinea in file
ordinate le sue case, le strette calli e gli eleganti portici
veneziani; un'architettura che conserva nei colori e nella
pregevole fattura l'impronta della Serenissima. Di buon livello
artistico il Duomo, che sorge nella storica Piazza Longhena,
l'Oratorio della SS. Trinità e la Chiesa della Madonna del
Pilastro, la più antica di tutta la zona.
Loreo è oggi un tranquillo centro in cui la principale fonte
economica è l'agricoltura. Una fabbrica, una cartiera, piccoli
laboratori di abbigliamento e confezioni, qualche industria per il
pesce marinato, contribuiscono a fornire una buona offerta di
occupazione. A dispetto dei flussi migratori cui accennavamo, il
paese conta ancora circa 4mila anime. Un patrimonio umano affidato
per la sua sicurezza alle cure del maresciallo capo Michelangelo
Fasciano, che dal 2007 comanda la locale Stazione
Carabinieri.
«Loreo è un luogo che custodisce gelosamente le proprie
tradizioni», ci racconta il Comandante. «Ogni anno, nel mese di
settembre, per San Michele si tiene una Fiera che è giunta ormai
alla 651ma edizione, con una processione che attraversa l'intero
abitato. L'Arma partecipa ai festeggiamenti schierando due militari
in grande uniforme». Per il maresciallo, originario della provincia
di Brindisi, non è una novità: «Anche dalle mie parti certe antiche
usanze sono molto sentite, ed è bello per me trovarmi in un
contesto tanto lontano dalla mia terra di origine a trascorrere
momenti di vita comune così sentiti e belli».
Pure a Loreo si affaccia il Natale, e per celebrarlo degnamente il
maresciallo Fasciano ha personalmente diretto complesse attività di
costruzione, in cui ha coinvolto i suoi collaboratori, ma
soprattutto il figlio Emanuele che, a sette anni appena compiuti,
ha già le idee chiare: da grande farà il carabiniere, come il papà
e il nonno paterno. Il risultato delle fatiche edilizie di cui
sopra, che fa bella mostra di sé nella caserma di Loreo, è il
bell'albero che vedete nella foto in alto, accanto al quale sono
ritratti tutti i militari in forza alla Stazione: il Comandante,
maresciallo capo Fasciano, il vice brigadiere Donato Tinella, gli
appuntati scelti Tommaso Calò ed Emanuele Zerbinati, l'appuntato
Giuseppe Segarelli. |
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