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Gentlemen al volante

Alla guida di un'auto, il comportamento di ciascuno rispecchia inevitabilmente il carattere. I risultati non sono sempre apprezzabili. Qualche consiglio per non esagerare

«Vengo a prenderti stasera sulla mia torpedo blu, l'automobile sportiva che mi dà un tono di gioventù... ha la capotte in grigio-perla tutta in seta-gloria ma è molto seria, sul radiatore, sopra il tappo, tu vedrai la statua della Vittoria...».

L'indimenticabile Giorgio Gaber, col suo umorismo sottile, mai volgare, ha trovato le "note giuste" per descrivere il rapporto tra l'uomo e la sua macchina. Come peraltro, in modo più stringato e incisivo, il sociologo canadese Marshall McLuhan: «L'automobile è divenuta il guscio protettivo ed aggressivo dell'uomo urbano e suburbano... L'automobile è diventata un articolo di vestiario senza il quale ci sentiamo nudi, incerti, incompleti».

Prendiamone atto e vediamo il da farsi.
Vis-à-vis con il volante vi sentite preda di un improvviso delirio di onnipotenza? Se così è, rimettete subito i piedi per terra. Siete su quattro ruote, nulla più.
Partire "a strappo" è come dare una frustata a un cavallo da tiro per farlo balzare a mo' di purosangue; prendere a male parole il guidatore impacciato, che guida lento o stenta nel fare una manovra, suonare il clacson all'impazzata a fronte di un qualsiasi imprevisto, posteggiare a filo con altre vetture, a rischio di danneggiarle e imponendo ai legittimi proprietari improbabili contorsioni per "sgusciarvi" dentro, sono solo alcuni dei tanti segni d'inciviltà dell'automobilista odierno.

E dei pedoni, ne vogliamo parlare?... E del loro sacrosanto diritto di precedenza sulle strisce? Costantemente ignorato.

E ora parliamo di Lei, del vostro gioiellino.
Tenerla in ordine va bene: il rispetto, anche delle cose, ha la sua importanza. Ma non esagerate. Non è un pupo, da pulire, disinfettare, profumare ogni due per tre!
Piuttosto, evitate d'imbrattarla con cicche di sigaretta, carte di caramelle, briciole, lattine. Se avete intenzione di partire per un viaggio, breve o lungo che sia, e già sapete che a un certo punto avrete necessità di fare uno spuntino, programmate una sosta per sgranchire le gambe e spiluccare all'aria aperta. Oppure fermatevi in un autogrill e consumate un pasto leggero. È questione di benessere, e soprattutto d'incolumità. Vostra e altrui.

Quando si guida ogni minima distrazione è sinonimo di pericolo.
L'uso del cellulare, senza supporti quali l'auricolare o il viva-voce, è vietato. Tenetelo a mente. Il fumo è deleterio. Fa male alla salute, distoglie l'attenzione, appesta l'abitacolo e... i malcapitati ospiti.
E qui si apre un altro capitolo, con due protagonisti: il conducente e i passeggeri.
Aprire lo sportello alle signore è un atto di cortesia sempre gradito, a dispetto dei tempi e delle mode, così come lasciare il sedile anteriore alla persona più anziana o al gentil sesso. Se poi si hanno ospiti infortunati, l'eccezione conferma la regola.
Per l'apertura dei finestrini, il volume della musica, l'aria condizionata, basta chiedere. E adeguarsi alle esigenze altrui. Quanto alla velocità, andateci piano. Non c'è niente di peggio che vedere i propri ospiti muti, atterriti, aggrappati ai sedili o costretti a "implorare" di togliere il piede dall'acceleratore.

Di contro, se accettate un passaggio, innanzitutto presentatevi puntuali all'appuntamento. Durante il tragitto, siate il più discreti possibile. Non proponete soste inutili, magari per capriccio, non distraete il conducente e parlate in tono pacato. L'abitacolo è piccolo, la voce rimbomba. Da evitare, nel modo più assoluto, critiche sull'automobile che vi sta ospitando e, soprattutto, consigli non richiesti sul percorso da seguire. No comment anche sulla guida.
Come dire: a ciascuno le sue regole.
M.L. Ludovisi