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NATURA
L'Italia... in
verde
Sempre più numerosi, secondo un recente
rapporto di Legambiente, i Comuni che nel nostro Paese scelgono le
fonti rinnovabili per soddisfare il proprio fabbisogno
energetico
Anno 2008: 3.190; anno 2009: 5.991.
Sono le cifre relative ai Comuni italiani in cui è stato installato
almeno un impianto energetico "pulito" da fonti rinnovabili. Un bel
salto di quantità-qualità, quello registrato negli ultimi due anni,
che dimostra come sempre più si stiano diffondendo nuovi modelli di
sviluppo energetico, oltre che una più radicata coscienza
ambientalista. Legambiente, a questo proposito, ha redatto un
apposito studio (Comuni Rinnovabili 2009), i cui esiti fanno ben
sperare. Le energie pulite, infatti, rappresentano la migliore
soluzione per uscire dalle fonti fossili e salvare quindi il
Pianeta dai cambiamenti climatici indotti da inquinamento, crisi
economica e conflitti che gettano ombre minacciose sul nostro
futuro.
Un futuro cui si può guardare con più ottimismo, dopo aver letto i
risultati della ricerca, che sottolineano gli effetti positivi che
essi possono avere nell'economia, nell'industria, nella società
italiana. Solare fotovoltaico, solare termico, mini-idro-elettrico,
geotermia ad alta e bassa entalpia, impianti da biomasse collegati
a reti di termo-riscaldamento: per ognuna di queste fonti, sono
tante e diverse le iniziative assunte nelle Regioni, così come
differenti sono potenzialità e possibilità di valorizzazione.
Una scommessa, per quei territori che hanno scelto di puntare sulle
fonti rinnovabili, che si annuncia vincente da molti punti di
vista. In primo luogo, come risposta al fabbisogno energetico -
oggi sono centinaia i Comuni che producono più energia elettrica di
quanta ne consumino -, e poi perché la realizzazione di questi
impianti indurrà l'offerta di nuovi posti di lavoro, aprirà inedite
prospettive alla ricerca applicata, stimolerà innovazioni
tecnologiche, oltre, naturalmente, a creare maggiore benessere e a
migliorare la qualità della vita, a dimostrazione che investire
nelle rinnovabili è una scelta lungimirante e conveniente, se non
altro per la valorizzazione del territorio.
Ma vediamo ora i dati in dettaglio. I Comuni del "solare" sono
5.580, un numero in forte crescita: erano 2.803 nel censimento
dello scorso anno, e arrivano a coprire il 69 per cento del totale,
con le piccole comunità in cima alla lista delle più "virtuose". I
Comuni "eolici" ammontano a ben 245. Tra questi, 167 si possono
considerare autonomi dal punto di vista del fabbisogno, poiché
producono più energia di quanta ne consumino le popolazioni locali.
Sono invece 73 i Comuni votati alla "geotermia": grazie a questi
impianti, in Italia viene prodotta energia elettrica in grado di
soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 2 milioni e 200mila
famiglie. Una produzione collocabile, in special modo, tra le
province di Siena, Grosseto e Pisa. In questo comparto, un segnale
positivo è individuabile nello sviluppo di impianti a bassa
entalpia, ossia quelli che sfruttano lo scambio termico con il
terreno e che vengono abbinati a tecnologie sempre più efficienti
di riscaldamento e raffrescamento. E infine sono 604 i Comuni in
cui sono attivi impianti da "biomasse" (in cui si usano come
combustibili sostanze di origine animale e vegetale) capaci di
produrre energia pari al fabbisogno elettrico di 1 milione e
570mila famiglie.
Dopo aver "scrutinato le classi", cioè i vari tipi di realizzazioni
ecoambientali sul territorio, stiliamo ora l'elenco degli "scolari
più meritevoli", in altri termini, di quelle comunità in cui
amministratori lungimiranti hanno operato ardite - e non ambiziose
- scelte, che già sortiscono i primi positivi effetti sui loro
territori e su quelli vicini. Benefici che, si può stare certi,
sono destinati a crescere.
Ecco le pagelle. In testa alla classifica troviamo quattro Comuni
della provincia di Bolzano, che, in pochi anni, con la creazione di
nuovi impianti da fonti rinnovabili, sono riusciti a diventare il
miglior esempio di innovazione energetica e ambientale su scala
nazionale. Realtà in cui sono attivi impianti a biomasse,
allacciati a reti di teleriscaldamento, capaci di soddisfare
ampiamente i fabbisogni termici. Realtà come quella di Dobbiaco,
dove, grazie agli impianti fotovoltaici e mini-idroelettrici, si
oltrepassa di molto il fabbisogno locale di energia elettrica,
mentre con l'installazione di pannelli solari termici si arriva a
coprire le necessità termiche di quei fortunati cittadini.
Nel Comune di Prato allo Stelvio, invece, la soluzione energetica è
basata su sei tipi di tecnologie rinnovabili diverse: due centrali
di teleriscaldamento da biomassa, quattro impianti idroelettrici,
impianti fotovoltaici ed un impianto eolico. Anche Vipiteno e
Brunico vantano impianti in grado di soddisfare, nella loro
interezza, i propri fabbisogni, con il teleriscaldamento da
biomassa, impianti solari termici, fotovoltaici, idroelettrici ed
eolici. Diverse sono le esperienze interessanti di virtuose
integrazioni di fonti rinnovabili: a La Thuile impianti
mini-idroelettrici ed eolici riescono a soddisfare, e a superare, i
fabbisogni locali.
Sono impianti come questi ad aver reso completamente rinnovabili
realtà come Varese Ligure (Sp), Calice Ligure (Sv) e Scansano (Gr),
solo per fare qualche esempio. Il Comune italiano con più di 50mila
abitanti che evidenzia i migliori risultati è però Lecce, dove sono
stati installati impianti solari termici, fotovoltaici ed anche
eolici. Per quanto attiene al solare fotovoltaico, la più alta
diffusione si trova a Monrupino (Ts). Devono ricordarsi, tra gli
altri, anche Magrè (Bz), Carano (Tn), Serravalle Scrivia (Al). Nel
solare termico, a svettare è il piccolissimo comune di Don (Tn).
Anche in questa classifica viene premiata la diffusione per
abitante e non quella assoluta, proprio perché gli impianti solari
termici possono soddisfare larga parte dei fabbisogni di acqua
calda sanitaria e di riscaldamento delle famiglie che lì abitano. A
Carano sono stati installati circa 3mila pannelli fotovoltaici, a
copertura d'una vecchia cava di porfido, capaci di generare energia
elettrica pari a gran parte dei consumi degli abitanti del piccolo
paese trentino.
Ma la lista dei Comuni che si sono consacrati all'energia verde non
finisce qui. Di amministratori solerti e convinti ambientalisti, in
Italia, se ne contano tanti. Si va da Brescia, dove è appena stata
ultimata la costruzione di due quartieri fotovoltaici, alla
provincia di Salerno, dove Giffoni Valle Piana ha installato, al
posto di una discarica, un impianto fotovoltaico; analogo impianto
si trova a Porto Tolle (Ro), dove all'interno del parco del Delta
del Po, nel porticciolo di Porto Barricata, è una copertura
fotovoltaica a formare il tetto del parcheggio. Diversi gli
interventi realizzati sui tetti delle strutture Coop, a partire dai
magazzini di Scandicci (Fi), Empoli (Fi) e Piombino (Li). Nella
provincia di Rovigo sono stati installati 280 lampioni
fotovoltaici.
Un esempio di impianto mini-idroelettrico è quello di Saviore
dell'Adamello (Bs), nel cuore del Parco dell'Adamello. A Cassano
D'Adda (Mi) è stato inaugurato, da pochi giorni, un nuovo impianto
idroelettrico, unico nel suo genere in Europa, composto da 6
mini-impianti. Il Mulino Tassinari a Civitella di Romagna (Fc)
trasforma ancora i cereali con le macine in pietra, alimentate da
un impianto idroelettrico. Il mulino di Culmolle, a Bagno di
Romagna (Fc), sfrutta da almeno 4 secoli le acque del
Bidente.
Tra le prospettive tecnologiche più interessanti vi è sicuramente
il solar cooling, ossia la climatizzazione degli ambienti
attraverso i pannelli solari termici. Tra gli impianti realizzati
uno dei più interessanti è sul tetto del Municipio e della
Biblioteca di Como. Il più grande sistema di climatizzazione a
pannelli solari in Italia è stato invece realizzato nel magazzino
Metro e Cash & Carry di Roma.
Da segnalare, ancora, due interventi che riguardano strutture
carcerarie. A Terni è stato realizzato un impianto solare termico
installato da detenuti, mentre nel carcere romano di Rebibbia, già
da alcuni anni, è in funzione un impianto a circolazione
forzata.
La migliore esperienza di sviluppo sostenibile delle biomasse,
infine, è quella che coinvolge circa 50 Comuni, per lo più alpini,
riuniti nella Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti
Rinnovabili.
Si può dunque parlare di una vera e propria "rivoluzione verde" in
atto nella Penisola. «Il territorio italiano», ha commentato il
responsabile Energia di Legambiente, Edoardo Zanchini, «possiede
tutte le risorse per diventare il palcoscenico di una rivoluzione
energetica e ambientale incentrata sulle fonti rinnovabili. Occorre
valorizzare le risorse naturali attraverso le più moderne
tecnologie e una declinazione locale capace di creare lavoro e
ricerca applicata. Per farlo, bisogna passare da un modo di
ragionare di energia fatto di grandi impianti e centralizzato, a
uno che guarda alle caratteristiche e alle risorse del
territorio». |
Umberto Pinotti
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