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E per complice... una bambola

Una bambola e un ombrello. Questi gli inconsueti "ferri del mestiere" per una banda di romeni che sono stati arrestati ai primi di settembre dai carabinieri della Compagnia di Chieri (Torino), guidata dal capitano Michele Capurso. Un'impresa "a conduzione familiare", si potrebbe definire il sodalizio criminale composto da marito, moglie e cugino di lei, che ha trascorso l'estate a clonare bancomat presso lo sportello di un importante istituto di credito. Ingegnoso il modus operandi dei tre malviventi, che ora devono rispondere dell'accusa di clonazione di carte di credito e accesso abusivo ad un sistema informatico. I tre entravano in azione per lo più nel tardo pomeriggio, dopo l'orario di chiusura delle banche e preferibilmente nel fine settimana. Mentre il cugino della donna rimaneva fuori dalla banca a controllare che nessuno dei passanti si accorgesse delle "manovre" in corso, i due complici entravano nella stanza di sicurezza per il bancomat e mettevano in atto il loro piano. Bastavano pochi minuti per smontare la piastra metallica dello sportello e sostituirla con un'altra. Un telefonino incollato all'interno registrava i numeri digitati dai clienti della banca, mentre per copiare i codici a barre delle carte era sufficiente rimpiazzare il bocchettone del bancomat con uno "skimmer" in grado di registrare i dati di ogni ingresso. I due strumenti, introdotti nella banca grazie appunto alla bambola e all'ombrello, venivano lasciati in opera per un'oretta al massimo, dopo di che la coppia ricompariva, gli attrezzi ritornavano prontamente nei loro inconsueti nascondigli - non senza aver fruttato un bottino che si aggirava tra i 4 e i 5mila euro per ogni "seduta" - e i tre si dileguavano senza lasciare traccia. Fino al giorno in cui, ad attenderli all'uscita della banca, non hanno trovato gli uomini dell'Arma: a incastrare i tre, non solo i marchingegni appena montati sullo sportello, ma anche un video realizzato dalle telecamere a circuito chiuso dell'istituto di credito, nel quale è immortalata ogni cosa, compresi la bambola e l'ombrello usati per celare gli attrezzi.