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Ospiti di riguardo: Carlo Giovanardi

Sempre pronti al sacrificio

Domenica 20 settembre, a Polinago di Modena, è stata scoperta una lapide a ricordo del vice brigadiere Salvo D'Acquisto. Queste le parole pronunciate, durante la cerimonia, dal Senatore Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha prestato servizio nell'Arma.


Un momento della cerimonia. Al centro il Senatore Carlo Giovanardi Questa mattina abbiamo ascoltato le parole della Canzone del Piave: "L'esercito marciava per raggiunger la frontiera, per far contro il nemico una barriera", e il mormorio finale del sacro fiume: "non passa lo straniero!". Abbiamo poi cantato l'Inno nazionale, Fratelli d'Italia, con la frase un po' datata sulla Vittoria che "schiava di Roma, Iddio la creò"; poi ancora abbiamo recitato la nostra preghiera alla Virgo Fidelis, con l'invocazione di essere capaci ,"da un capo all'altro d'Italia", di testimoniare "l'amore a Dio e ai fratelli Italiani".

Mi è venuta alla mente anche la scritta sulla mia caserma del V Battaglione Carabinieri a Bologna: "Pro me contra neminem, pro Patria contra omnes", "Per me contro nessuno, per la Patria contro tutti". C'era un tempo, infatti, in cui esistevano le frontiere, i nemici da combattere e da vincere, la Patria identificata con i fratelli italiani da contrapporre agli stranieri. Per questo si sono sacrificati con lealtà e coraggio i nostri padri e i nostri nonni nelle guerre giuste e in quelle ingiuste.

Oggi, oltre a Salvo D'Acquisto, piangiamo la morte di sei nostri paracadutisti caduti a Kabul. Le frontiere sono cadute, ma fratelli e sorelle sono diventati in ogni parte del mondo i perseguitati, le vittime del terrorismo, le donne calpestate nella loro dignità. Il concetto di Patria, che sempre rappresentiamo e onoriamo, si è espanso al punto che in nome del Tricolore i nostri militari esaltano ovunque la salvaguardia dei diritti umani. Non ci sono più nemici e stranieri, ma soltanto uomini e donne che hanno diritto di vivere in pace e democrazia come fortunatamente possiamo fare noi in Italia, grazie alle decine di migliaia di giovani alleati che sacrificarono la loro vita per liberarci nel 1945 dal giogo nazifascista.

Nelle stazioni dei Carabinieri ci sono immagini che celebrano i militi dell'Arma impegnati in conflitti a fuoco con i malviventi, ma anche mentre salvano dal fuoco o dalle valanghe o da cavalli imbizzarriti cittadini in pericolo. Questo distingue un carabiniere da un semplice cittadino, che ama ed è pronto a sacrificarsi per la propria famiglia. Il carabiniere è pronto a sacrificarsi per persone che non ha mai visto né conosciuto nella propria vita: un tempo per i fratelli italiani, oggi per i fratelli di ogni parte del mondo.

È per questo che oggi, qui davanti a me, gli uomini e le donne in uniforme delle Forze dell'Ordine e delle Forze Armate possono ben ricordare e celebrare l'eroismo di Salvo D'Acquisto: perché un po' di Salvo D'Acquisto c'è in ciascuno di loro.

Carlo Giovanardi