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ARMA OGGI
Paese che vai, caserma che trovi.
Martina Franca, città fra due mari
La località del mese, come abbiamo
visto nelle pagine precedenti, non è scelta a caso. Ma per parlarne
bastava forse la sua aria da vecchia signora, l'eleganza sfoggiata
in due nomi, alla maniera dei nobili del tempo che fu. Siamo a
Martina Franca, in provincia di Taranto, località a metà strada fra
due mari, lo Jonio e l'Adriatico, che domina l'incantevole Valle
d'Itria, famosa per i trulli. Nel centro storico barocco, essa
vanta pure un bene artistico prezioso, la Basilica di San Martino,
di cui proprio quest'anno è stata ultimata la ristrutturazione con
fondi dell'Unesco. Un'economia basata sulle confezioni e le
produzioni agricole, quella martinese, con un olio d'oliva
esportato a livello internazionale. La dimensione non è piccola,
cinquantamila anime, naturale che l'Arma vi abbia dislocato una
Compagnia. A comandarla, il capitano Michele D'Agosto, originario
di Nocera Inferiore, che ci fornisce qualche coordinata: «Il
territorio della Compagnia è vasto, si estende fino al limite della
città di Taranto. Comprende otto Comuni fra cui spicca Grottaglie,
ove vi è una rinomata produzione di ceramiche. Una zona che non
manca di risorse e di attività».
E dal punto di vista della criminalità?
«Neanche l'impegno operativo manca, dai reati più complessi a
quelli spiccioli. Una buona messe viene dal lavoro dei Carabinieri
di quartiere, che portano a casa una media di 15-20 arresti al
mese. Di recente abbiamo avuto ottimi risultati anche nel contrasto
dei reati contro le donne. Ci hanno denunciato già 4 o 5 casi di
stalking, recentissima figura contemplata all'articolo 612 bis del
Codice Penale. In Puglia siamo stati i primi ad effettuare un
arresto per questo reato. Ma c'è un motivo…».
Il motivo si chiama Federica Carletti (nella foto insieme al
capitano D'Agosto), e dal 2007 comanda il Nucleo Operativo e
Radiomobile della Compagnia. Un ufficiale da declinare al
femminile, ma soprattutto un elemento di forte novità che, superata
la sorpresa iniziale, ha ottenuto il favore e la fiducia della
popolazione. «Le donne della zona ormai sanno che ci sono», ci
racconta il tenente, «vengono in caserma e chiedono direttamente di
parlare con me. Denunciano episodi di molestie ad opera di
sconosciuti, abusi e maltrattamenti in ambito familiare. Sono
situazioni delicate, si trovano più a loro agio nel parlarne con
un'altra donna». Federica Carletti viene da Milano, ma la sua
famiglia vive a Jesi. «Per me questo è il primo incarico alla
Territoriale. All'inizio ero spaesata, ma un po' alla volta mi sono
abituata. Il lavoro è interessante, ed era esattamente quello che
volevo».
I rapporti con gli altri, in caserma?
«Ottimi, con il personale e con il capitano mi trovo
benissimo».
Si illumina quando le chiediamo di raccontarci un episodio
particolare.
«Un'operazione di servizio che ricordo è un intervento in una
banca, che ci ha permesso di sventare una rapina in flagranza. È
stato nel novembre dell'anno scorso. Sapevamo, grazie alle nostre
investigazioni, che i soggetti indagati stavano per colpire proprio
in quel giorno, proprio lì. Così li abbiamo attesi all'interno
dell'istituto di credito, riuscendo a disarmarli e ad arrestarli
tutti senza sparare un colpo». Un'esperienza importante, il primo
confronto con le indagini, che aiuterà il tenente Carletti a
districarsi al meglio nel suo prossimo incarico al Ros, ove è stata
appena destinata. |
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