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Professionalità e valori

Alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, lo scorso 22 gennaio, presso la Scuola Ufficiali Carabinieri è stato dichiarato aperto il nuovo Anno Accademico. Numerose le personalità intervenute

Momento della cerimonia di apertura dell'Anno Accademico Il 22 gennaio, secondo una scansione rituale nella tradizione dell'Arma, nell'Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri ha avuto luogo la solenne cerimonia d'apertura dell'Anno Accademico 2008-2009; presenti il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, i Ministri della Difesa Ignazio La Russa e dell'Interno Roberto Maroni, il Capo di Stato Maggiore della Difesa generale S.A. Vincenzo Camporini, numerose alte personalità tra le quali i vertici dell'Arma in servizio e in congedo, un qualificatissimo pubblico con esponenti degli organi d'informazione e, ovviamente, le rappresentanze del prestigioso Corpo docenti e degli Allievi frequentatori dell'Istituto. Si tratta di un evento molto importante che, come abbiamo più volte sottolineato, va al di là dell'aspetto formale già comunque rilevante, perché è la "ribalta" in cui l'Arma presenta se stessa: la sua efficienza nel produrre sicurezza, attraverso il consuntivo annuale degli obiettivi e dei risultati raggiunti, e la sua capacità innovativa nel fare fronte alle sfide del futuro, proponendo le proprie linee di sviluppo tecnico, strategico e professionale in tutti i settori di competenza. Ed è su queste basi che viene pianificato l'orientamento della formazione degli ufficiali, Comandanti di oggi e di domani, che dovranno essere in grado di rispondere alle attese che la loro alta funzione sociale desta sia nella nostra gente che nel contesto internazionale.

il Comandante della Scuola. Nel prendere la parola il generale D. Ugo Zottin, Comandante dell'Istituto, dopo i ringraziamenti rituali, ha ricordato come la Bandiera della Scuola sia stata recentemente decorata della Croce d'Oro al Merito dell'Arma dei Carabinieri per la cura dedicata in 120 anni di vita alla preparazione degli ufficiali, quindi ha rivolto un plauso agli insegnanti civili e militari. L'attività formativa, ha poi spiegato, riguarda gli aspetti militari, culturali e professionali dei frequentatori, la conoscenza pratica, la maturazione caratteriale e la cultura dei valori, la capacità comunicativa e gestionale dei rapporti interpersonali. Quindi ha elencato le tipologie addestrative attuate dalla Scuola: da quelle di base agli aggiornamenti «che costituiscono la formazione permanente attraverso cui gli ufficiali… acquisiscono elementi ed indicazioni utili per affrontare in modo più professionale e consapevole il nuovo ruolo». L'Istituto, che ospita anche ufficiali afgani, albanesi, gibutini, iracheni, nigerini, senegalesi e turchi, è in contatto con i paritetici di Paesi amici e alleati, con i quali organizza scambi culturali. Quindi ha concluso affermando che la Scuola «è protesa a offrire questo modello di uomo e di Comandante, aderente alle molteplici realtà dell'Arma», cercando di insegnare a «pensare da persone di azione per agire da persone di pensiero».

il Comandante Generale. Il Comandante Generale, generale C.A. Gianfrancesco Siazzu, rivolgendosi ai giovani frequentatori, ha iniziato il suo intervento evidenziando quale obiettivo primario della Scuola Ufficiali: «la centralità dell'uomo, la piena consapevolezza che nessun processo decisionale, nessun programma di razionalizzazione, nessun sistema di e-government globale può prescindere dalla valorizzazione delle risorse umane». Per cui il personale affidato a questi futuri Comandanti dovrà essere curato e sostenuto nel suo entusiasmo, nelle motivazioni e nell'orgoglio dell'appartenenza oltreché nella professionalità, per poter offrire il meglio di sé al servizio dei cittadini. Quindi ha scorso brevemente le «cifre indicative dello sforzo compiuto dall'Arma», nonostante le difficoltà «imposte dalla negativa congiuntura economica internazionale» e con un deficit di organico di circa 6.000 militari, razionalizzando e organizzando al meglio l'impiego delle risorse disponibili: oltre 4 milioni e mezzo di pattuglie sul territorio; circa 6 milioni d'interventi in risposta al 112; 95mila arresti, tra cui 457 latitanti anche di spicco della criminalità organizzata, con il sequestro di quasi un miliardo e mezzo di euro di patrimoni illeciti. In tale quadro l'assetto presidiario dei Carabinieri, capillarmente diffusi nel Paese, «si conferma impareggiabile modello di prossimità ai bisogni dei cittadini»; mentre sono stati ricalibrati i Servizi Navale e Aereo in coordinamento con le altre Forze di Polizia e sono stati incrementati i servizi di vigilanza nei delicati settori degli infortuni sul lavoro e della sicurezza stradale. Ciò è reso possibile «dalla profonda e rigorosa razionalizzazione del settore logistico-amministrativo, ove l'Arma impiega appena il 3,3% delle risorse umane», semplificando le procedure e utilizzando le più moderne tecnologie informatiche per il recupero del personale all'attività operativa. Questa oculata gestione ha avuto riconoscimenti internazionali ed è stata oggetto di lode in un articolo del giornalista Marco Ludovico, apparso sul Sole 24 Ore del 7 gennaio scorso. Qui il Comandante Generale ha citato: il sistema di automazione avanzata delle comunicazioni da autovetture Eva, che rappresenterà l'Italia al "World Summit Award 2009" in Messico; il Centro Nazionale Amministrativo di Chieti, «divenuto un centro di eccellenza nel panorama della Pubblica Amministrazione», e il programma Silac, che consentirà a breve il totale governo elettronico della logistica dell'Istituzione. Poi ha ricordato l'impegno dei Carabinieri all'estero dopo dieci anni dallo schieramento in Bosnia della prima Msu: «un assetto ideato dall'Arma, la cui originalità consiste nella capacità di esprimere le funzioni di polizia in un contesto operativo destabilizzato», che oggi è presente in Kosovo ed è divenuto «un modello di riferimento per l'Unione Europea e la comunità internazionale» anche per la formazione di Polizie locali. Questa attività addestrativa di Forze di Polizia estere continua in Italia con il CoEspu di Vicenza, il Centro di eccellenza per la formazione delle unità di polizia impegnate in missioni di pace. Infine ha parlato dell'Istituto Superiore di Tecniche Investigative di Velletri, ove «gli investigatori più qualificati trasferiscono dalla strada all'aula le loro esperienze concrete», e della cura dedicata ai bisogni dei militari e delle loro famiglie, promuovendone «nelle sedi opportune la giusta valorizzazione sul piano economico e normativo». Il Comandante Generale ha concluso esprimendo gratitudine al Governo e al Parlamento per il significativo riconoscimento della «specificità» dello status e dei compiti del personale del comparto sicurezza, e al CoCeR per il suo contributo nella circostanza, auspicando un ulteriore sforzo per risolvere le problematiche infrastrutturali di alloggi e caserme. Quindi, con l'esortazione agli Allievi ad agire secondo «il senso del dovere, il coraggio, la lealtà, il rigore morale, il rispetto dei diritti e della dignità umana, il sereno e generoso spirito di dedizione al prossimo», ha invitato il Ministro della Difesa a dichiarare aperto l'Anno Accademico 2008-2009 della Scuola Ufficiali.

il Ministro della Difesa. Il Ministro Ignazio La Russa ha esordito esprimendo stima e ammirazione «verso gli uomini e le donne dell'Arma dei Carabinieri per il meritorio servizio reso in Italia, come all'estero, nella difesa della libertà e della legalità, grazie soprattutto alla capacità di stare tra la gente», quindi li ha definiti «baluardo della democrazia e della legalità». L'Arma, con l'impiego delle moderne tecnologie, dimostra «eccezionale dinamismo e lungimiranti capacità di investimento delle proprie risorse umane e finanziarie nello sviluppo di progettualità innovative». Sono di sostegno a questa evoluzione «i pilastri fondamentali dell'assetto istituzionale: lo status militare, la capillarità del dispositivo, la sinergia con le altre Forze Armate e con le Forze di Polizia», che costituiscono anche la specificità e l'originalità dei Carabinieri, espresse in un modello organizzativo «che ha dimostrato la sua straordinaria efficienza negli obiettivi raggiunti sia nelle missioni di pace all'estero sia in Patria», e proprio l'apprezzamento internazionale dà la misura del loro successo. Parlando della sicurezza, il Ministro ha sottolineato l'apporto dell'Arma all'operazione congiunta tra le Forze Armate e le Forze di Polizia "Strade Sicure" e alla capacità di razionalizzazione e di qualificazione delle risorse per sostenere lo strumento operativo, anche in presenza di difficoltà economiche, ed ha citato a tal proposito l'Istituto Superiore di Tecniche Investigative. «All'Arma va riconosciuto il merito di avere saputo dare risposte concrete alle sfide del nuovo Millennio, e sono certo che i giovani ufficiali qui presenti sapranno far tesoro delle parole con cui il Comandante Generale ha indicato loro la strada da percorrere»: così ha concluso l'onorevole La Russa, dichiarando aperto l'Anno Accademico.
Vincenzo Pezzolet