|
|
Home > L'Editoria >
Il Carabiniere >
Anno 2009 >
Marzo >
ATTUALITA'
Ospiti di riguardo: Antonella
Arcomano
Nel mese di marzo, in cui si celebra la
Festa della Donna, un'ospite (con l'apostrofo!) di riguardo al
femminile. È Antonella Arcomano, Caposervizio del settimanale Oggi,
che ci racconta cosa abbia significato, per lei, avere un padre che
ha vestito l'uniforme dell'Arma
Grazie a un "papà maresciallo"
Faccio la giornalista da venti anni e ho raccontato tante storie:
allegre, tristi, strane. Oggi sono felice di poterne scrivere una,
inedita, simile forse a molte altre, ma che per me è la più
importante. E nella quale c'è la ragione del mio inscindibile
legame con l'Arma. Io non sarei qui se in un giorno di maggio del
1961 un giovane carabiniere lucano non avesse incontrato una solare
ragazza veneta. Paolo aveva 23 anni e da pochi mesi era stato
assegnato al battaglione di Padova, Maria ne aveva 20 e si era
guadagnata un buon impiego nella città del Santo. Come avrete già
capito, sto parlando dei miei genitori. Un amore d'altri tempi.
Quando si fidanzarono, papà, ligio al regolamento, lo comunicò al
Comando e fu immediatamente spedito nel cuore della Sicilia. Mamma
lo attese cinque anni. Si sposarono, dopo qualche anno arrivai io
e, insieme, abbiamo affrontato tutto, spostandoci dalla Lombardia a
Roma, per poi ritornare in Veneto. Papà è stato anche Comandante di
Stazione. E in caserma io ho vissuto per quindici anni, fino a
quando mi sono trasferita a Milano per seguire la mia strada.
Quindici anni sono tanti e l'Arma rimane la mia famiglia anche oggi
che papà è in pensione: un «nonno maresciallo» sempre insieme a una
«nonna marescialla», come li chiama la mia bambina. È un senso di
appartenenza che passa attraverso la condivisione di princìpi e
valori, imparati dall'esempio di chi mi stava dinanzi e che ho
sempre cercato di tradurre nella mia quotidianità, anche
professionale. La vita e la disciplina militare, l'orgoglio che
papà aveva di vestire la divisa, la silenziosa capacità di
sacrificio di lui e della mamma sono valsi più di mille prediche. E
mi hanno trasmesso comandamenti semplici che vanno dritti al cuore
delle cose, come la lealtà, il rispetto delle persone e dei ruoli,
il senso di responsabilità, la solidarietà, la ricerca della verità
fin nei dettagli. E soprattutto la convinzione che non si debba mai
venire meno al proprio dovere. E che bisogna sempre e comunque fare
la propria parte, per piccola che possa sembrare. Grazie! E buon
lavoro a tutti i carabinieri!
Antonella Arcomano |
|
|
|