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Ospiti di riguardo: Antonella Arcomano

Nel mese di marzo, in cui si celebra la Festa della Donna, un'ospite (con l'apostrofo!) di riguardo al femminile. È Antonella Arcomano, Caposervizio del settimanale Oggi, che ci racconta cosa abbia significato, per lei, avere un padre che ha vestito l'uniforme dell'Arma

Grazie a un "papà maresciallo"

Antonella Arcomano Faccio la giornalista da venti anni e ho raccontato tante storie: allegre, tristi, strane. Oggi sono felice di poterne scrivere una, inedita, simile forse a molte altre, ma che per me è la più importante. E nella quale c'è la ragione del mio inscindibile legame con l'Arma. Io non sarei qui se in un giorno di maggio del 1961 un giovane carabiniere lucano non avesse incontrato una solare ragazza veneta. Paolo aveva 23 anni e da pochi mesi era stato assegnato al battaglione di Padova, Maria ne aveva 20 e si era guadagnata un buon impiego nella città del Santo. Come avrete già capito, sto parlando dei miei genitori. Un amore d'altri tempi. Quando si fidanzarono, papà, ligio al regolamento, lo comunicò al Comando e fu immediatamente spedito nel cuore della Sicilia. Mamma lo attese cinque anni. Si sposarono, dopo qualche anno arrivai io e, insieme, abbiamo affrontato tutto, spostandoci dalla Lombardia a Roma, per poi ritornare in Veneto. Papà è stato anche Comandante di Stazione. E in caserma io ho vissuto per quindici anni, fino a quando mi sono trasferita a Milano per seguire la mia strada. Quindici anni sono tanti e l'Arma rimane la mia famiglia anche oggi che papà è in pensione: un «nonno maresciallo» sempre insieme a una «nonna marescialla», come li chiama la mia bambina. È un senso di appartenenza che passa attraverso la condivisione di princìpi e valori, imparati dall'esempio di chi mi stava dinanzi e che ho sempre cercato di tradurre nella mia quotidianità, anche professionale. La vita e la disciplina militare, l'orgoglio che papà aveva di vestire la divisa, la silenziosa capacità di sacrificio di lui e della mamma sono valsi più di mille prediche. E mi hanno trasmesso comandamenti semplici che vanno dritti al cuore delle cose, come la lealtà, il rispetto delle persone e dei ruoli, il senso di responsabilità, la solidarietà, la ricerca della verità fin nei dettagli. E soprattutto la convinzione che non si debba mai venire meno al proprio dovere. E che bisogna sempre e comunque fare la propria parte, per piccola che possa sembrare. Grazie! E buon lavoro a tutti i carabinieri!

Antonella Arcomano