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Di grande importanza l'incontro avvenuto il 16 gennaio presso la
sala stampa di Palazzo Chigi. Il Ministro per le Pari Opportunità
Mara Carfagna e il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, alla
presenza del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri,
generale C.A. Gianfrancesco Siazzu, hanno firmato un Protocollo
d'intesa finalizzato a rendere più efficace il contrasto al
fenomeno dello stalking, ovvero gli atti persecutori di cui le
donne sono spesso vittime.
Il passo successivo è la Convenzione attuativa tra l'Arma dei
Carabinieri e il Dipartimento per le Pari Opportunità, rimessa al
Capo del II Reparto del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri,
generale Ilio Ciceri, e al Capo del Dipartimento per le Pari
Opportunità, professoressa Isabella Rauti.
La Convenzione, che avrà la durata di un anno, prevede tra l'altro
la realizzazione di un progetto di analisi e monitoraggio del
fenomeno e percorsi di formazione specialistica per il personale
dell'Arma, con la possibilità per i Comandi territoriali di
partecipare alle iniziative di collaborazione fra istituzioni
sviluppate a livello provinciale (reti antiviolenza, osservatori,
eccetera). Nell'ambito dell'intesa è stata istituita, presso il
Reparto Analisi Criminologiche del Raggruppamento Carabinieri
Investigazioni Scientifiche (RaCIS), la Sezione Atti Persecutori,
composta da undici unità dotate di specifiche professionalità, che
svolgerà tutte le attività relative al Protocollo d'intesa e alla
Convenzione. L'iniziativa, promossa nel contesto dell'impegno del
Ministro per le Pari Opportunità per il contrasto dello stalking,
si pone come una prima risposta concreta a favore delle tante donne
vittime di atti persecutori. Uno studio di fattibilità verterà
sulla possibile creazione di una specifica banca dati.
Lo stalking è individuato dalla moderna sociologia nel
"comportamento assillante e invasivo della vita altrui, realizzato
mediante la reiterazione insistente di condotte intrusive". In
Italia non costituisce ancora un'autonoma figura di reato, ma una
recente iniziativa legislativa dei Ministri delle Pari Opportunità
e della Giustizia è al vaglio della Commissione Giustizia in sede
referente della Camera dei Deputati. Di fronte a un caso concreto,
si ricorre dunque di volta in volta a fattispecie penali diverse:
minacce, ingiurie, lesioni, danneggiamenti.
Secondo la "Indagine multiscopo sulla sicurezza delle donne",
condotta in ambito nazionale dall'Istat nel 2007, sarebbero
6.743.000 le donne che, nel corso della loro vita, sono state
vittime di violenza fisica o sessuale. I comportamenti persecutori
indicati come più frequenti dal campione (25mila donne di età
compresa tra i 16 e i 70 anni) sono stati: ripetuti tentativi di
costringere la vittima a colloqui (68,5%), insistenti richieste di
appuntamento (61,8%), presenza fisica all'esterno dell'abitazione o
di altri luoghi frequentati dalla vittima (57%), invio di messaggi,
telefonate, e-mail o regali indesiderati (55,4%), controllo degli
spostamenti (40,8%), modalità varie (11%).
Strade sicure per tutti
La sicurezza stradale è una cosa molto seria. E come tale l'hanno
considerata i carabinieri del Comando Provinciale di Udine, che per
la Befana hanno fatto trovare nella calza di otto cittadini
indisciplinati "carbone e sanzione", avendoli sorpresi nell'arco
notturno mentre erano intenti alla guida di veicoli in stato di
riscontrata ebbrezza alcolica.
Otto violazioni al Codice della Strada, sette patenti di guida
ritirate e tre veicoli sequestrati, è il risultato dei controlli
effettuati nel giorno dell'Epifania dalle 79 pattuglie dispiegate
sul territorio. A operare, seguendo con il massimo impegno le
direttive emanate dal Comandante Provinciale, colonnello Giorgio
Salomoni, e dai Comandanti delle Compagnie di Udine, Tarvisio,
Latisana, Tolmezzo, Palmanova e Cividale, sono stati le Stazioni e
i Nuclei Operativi e Radiomobili dell'intera provincia. L'obiettivo
è stato quello di assicurare a tutti gli utenti della strada le
garanzie di incolumità e tranquillità che assai spesso vengono
minacciate dal solito "bicchiere di troppo" o da un colpevole
istante di irresponsabilità, che a posteriori diviene
irreparabile.
La presenza dell'Arma sul territorio, anche e soprattutto nei
giorni di festa, è stata una scelta precisa, attuata con
consapevole sacrificio, parte integrante di un'articolata azione
finalizzata a tutelare la sicurezza delle strade. La prevenzione è
spesso lo strumento più efficace, e partendo da questo presupposto
l'Arma di Udine ha proceduto nel corso delle festività natalizie al
controllo, mediante l'utilizzo di etilometro, di 366 conducenti.
Fra questi, 42 avevano un tasso alcolico eccedente quello previsto
dalla legge. Numeri consistenti, che definiscono una statistica
annuale significativa. Nel corso del 2008, infatti, sono stati ben
837 i conducenti di veicoli denunciati all'Autorità Giudiziaria per
riscontrata guida in stato di ebbrezza e 47 quelli deferiti per
guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti. Il tutto su un
totale di 8.412 controlli, operati con l'ausilio dell'etilometro.
Difficile quantificare esattamente gli effetti preventivi dei
controlli, ma si può essere certi che la presenza delle pattuglie
sul territorio sia stata un efficace deterrente, che ha fatto
registrare un'incoraggiante diminuzione dei sinistri stradali e del
numero delle vittime.
Quest'ultimo, tornando alla vecchina con la scopa, è forse il
regalo più bello e più gradito che le donne e gli uomini in
uniforme della provincia friulana potevano fare, per la Befana, ai
loro concittadini.
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