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Calendario e Agenda: la tradizione si rinnova

da sinistra: lo scrittore Andrea Camilleri, il conduttore televisivo Massimo Giletti, il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Gianfrancesco Siazzu, il giornalista Roberto Gervaso e l'attrice Barbara Matera Il 5 dicembre scorso, nell'Aula Magna della Scuola Ufficiali, ha avuto luogo un appuntamento tanto tradizionale quanto sempre atteso con rinnovata curiosità: la presentazione del Calendario Storico e dell'Agenda Storica dell'Arma. La tradizione si è formata e radicata negli ottant'anni che il Calendario ha compiuto, essendo stato editato per la prima volta a Firenze nel 1928, divenendo nel tempo uno dei veicoli divulgativi più immediati ed efficaci dell'immagine e dei valori istituzionali; la curiosità nasce dal fatto che, via via, la pubblicazione ha acquisito un notevole prestigio, per contenuti e veste grafica, tanto da divenire un ambìto cult per collezionisti, estimatori e non solo.

Erano presenti in sala il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale di Squadra Aerea Vincenzo Camporini, il Direttore dell'Aisi Giorgio Piccirillo, l'Ordinario Militare per l'Italia monsignor Angelo Pelvi, i vertici dell'Arma in servizio e in congedo, autorità civili e militari, rappresentanti degli organi d'informazione e alcuni attori che hanno interpretato con successo figure di carabinieri televisivi. Sul palco, insieme al Comandante Generale Gianfrancesco Siazzu: l'illustre scrittore e sceneggiatore Andrea Camilleri; il noto giornalista e saggista Roberto Gervaso, ambedue collaboratori della nostra Rivista, e la bella e brava attrice e conduttrice televisiva Barbara Matera. Ha fatto da moderatore l'altrettanto noto e brillante giornalista e conduttore televisivo Massimo Giletti, non nuovo a questa manifestazione, che ha ringraziato i Carabinieri per il loro impegno quotidiano nell'offrire sicurezza ai cittadini, non senza sacrificio (ricompensato, però, dall'affetto della gente). Dopo la proiezione di un filmato istituzionale, ha preso la parola il generale C.A. Siazzu, il quale, ricordando che il Calendario Storico ha una tiratura superiore ad un milione e trecentomila copie, ne ha illustrato il contenuto, comune con quello dell'Agenda Storica: il legame fra il territorio e i Carabinieri, «un vincolo forte, fatto di vera e propria appartenenza, che, a ben guardare, costituisce il denominatore comune, il filo che unisce i temi monografici trattati nelle scorse edizioni, perché è proprio da questo legame con il territorio che la figura del Carabiniere trae la sua forza e la sua motivazione». In quest'ottica, le tavole del maestro Luciano Jacus, sotto la direzione artistica di Paolo Di Paolo, ripercorrono idealmente, «a partire dalla storia risorgimentale e preunitaria (…), il cammino attraverso il quale l'Arma ha progressivamente esteso il suo servizio sul territorio nazionale, favorendo la coesione e il dialogo con le popolazioni e l'affermazione dello Stato di diritto». Il Comandante Generale ha parlato poi dell'Agenda Storica, che tratta particolarmente il tema dell'Alamaro, simbolo d'elezione distintivo dei Carabinieri sin dal 1814, ed ha concluso rivolgendo un pensiero alle famiglie dei Caduti che, a Natale, sentono maggiormente «il vuoto dell'affetto perduto», esprimendo «la certezza che la grande Famiglia dell'Arma saprà stringersi, come sempre, intorno a loro».

Andrea Camilleri, a sua volta, ha ricordato di aver scritto il racconto d'accompagnamento all'edizione del Calendario 2005, che aveva per protagonista il maresciallo Antonio Brancato: una figura archetipica di Comandante di Stazione, ugualmente determinato e comprensivo, professionale e umano. Queste qualità, connaturate nei Carabinieri, ne hanno consolidato la fiducia e il rispetto presso le popolazioni. Ugualmente Roberto Gervaso, che ha simpaticamente raccontato come un giorno, totalmente affascinato dalla lettura di un Calendario dell'Arma, arrivò a compromettere un incontro galante, ha ribadito come i Carabinieri rappresentino un riferimento sicuro per disponibilità ed efficienza. Infine Barbara Matera, richiamandosi alla sua partecipazione alla fiction Carabinieri 7, ha espresso la propria fierezza di aver indossato, sia pure per esigenze di scena, l'uniforme dell'Arma (peraltro quella già indossata da Manuela Arcuri nella stessa serie televisiva), percependone l'autorevolezza e l'impegno ad essa correlati. Durante gli interventi, c'è stato un breve intermezzo telefonico con l'irresistibile showman Rosario Fiorello, che ha duettato con Camilleri riproponendone la riuscitissima imitazione che gli ascoltatori radiofonici hanno apprezzato nella trasmissione Viva Radio Due.

Il Comandante Generale, infine, ha consegnato al carabiniere Alex Schwazer, medaglia d'oro nella 50 km di marcia alle ultime Olimpiadi di Pechino, le insegne del grado di carabiniere scelto, al quale l'atleta è stato promosso per meriti eccezionali, mentre sullo sfondo venivano proiettate le immagini della sua avvincente gara e quelle del Calendario Storico 2008, dedicato a I Carabinieri e lo Sport. Sono quindi salite sul palco alcune ragazze in costumi regionali, ciascuna accompagnata da un Comandante di Stazione, per rappresentare il legame profondo che unisce l'Arma all'Italia, mentre il baritono Roberto Lovera ha interpretato impeccabilmente la canzone Nel blu dipinto di blu. Una conclusione perfetta per questo appuntamento festoso, ma anche molto significativo.
V.P.