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Gennaio
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ATTUALITA'
Ospiti di riguardo: Giordano Bruno
Guerri
Al via da questo mese sulla nostra
Rivista, con una serie in cui farà "parlare" le grandi città, la
collaborazione del noto giornalista e scrittore che, nella sua
lunga attività professionale, ha conosciuto gli uomini dell'Arma
molto da vicino. E ha avuto modo di apprezzarne la dedizione e
l'impegno anche nei lavori più "oscuri"
Venticinque anni fa (ero molto giovane) la Mondadori mi offrì
un'opportunità che era stata respinta da scrittori, giornalisti,
studiosi più noti e importanti di me. Si trattava di scrivere un
libro con Patrizio Peci, per aiutarlo a spiegare la sua storia di
brigatista rosso e di primo pentito delle Br.
La collaborazione del capo della colonna di Torino con il generale
Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva dato una prima - formidabile -
spallata al terrorismo che aveva insanguinato per anni l'Italia. Le
Br avevano messo Peci in testa alla lista dei nemici da abbattere e
avevano già rapito, processato e "giustiziato" per vendetta suo
fratello Roberto. Insomma, pubblicare un libro insieme a lui era
una faccenda abbastanza pericolosa.
Ma non me ne pentii, perché quel libro fu importante per la
comprensione del terrorismo e per distogliere tanti giovani da più
o meno velate simpatie per la "geometrica potenza" delle Br:
infatti raccontava dall'interno le miserie ideologiche,
intellettuali e quotidiane di un'organizzazione velleitaria quanto
sanguinaria.
Il libro, "Io, l'infame", è stato ristampato proprio in questi
giorni da Sperling & Kupfer (vedi scheda nella rubrica
Segnalibro, a pagina 114).
Rileggendolo, mi sono reso conto che è ormai diventato un documento
storico, e mi ha fatto tornare alla mente gli uomini eccezionali
che conobbi in quel periodo: i carabinieri che vigilavano su Peci
notte e giorno. Mi impressionarono la dedizione e l'impegno che
mettevano in un lavoro pericolosissimo, necessariamente oscuro,
praticamente senza limiti di orario e per uno stipendio di certo
non principesco.
Da allora sono diventato amico dei carabinieri, e per questo sono
felice di iniziare la collaborazione al vostro giornale con una
sfida nuova. A me piace raccontare storie, storie vere di uomini e
avvenimenti, e per "Il Carabiniere" tenterò una prova suggestiva:
far parlare le grandi città d'Italia e del mondo, come se fossero
loro stesse a raccontare la loro vita pluricentenaria. Anche le
città hanno qualcosa da dirci, basta ascoltarle.
Giordano Bruno Guerri |
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