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Ospiti di riguardo: Giordano Bruno Guerri

Al via da questo mese sulla nostra Rivista, con una serie in cui farà "parlare" le grandi città, la collaborazione del noto giornalista e scrittore che, nella sua lunga attività professionale, ha conosciuto gli uomini dell'Arma molto da vicino. E ha avuto modo di apprezzarne la dedizione e l'impegno anche nei lavori più "oscuri"

Il giornalista e scrittore Giordano Bruno Guerri Venticinque anni fa (ero molto giovane) la Mondadori mi offrì un'opportunità che era stata respinta da scrittori, giornalisti, studiosi più noti e importanti di me. Si trattava di scrivere un libro con Patrizio Peci, per aiutarlo a spiegare la sua storia di brigatista rosso e di primo pentito delle Br.

La collaborazione del capo della colonna di Torino con il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva dato una prima - formidabile - spallata al terrorismo che aveva insanguinato per anni l'Italia. Le Br avevano messo Peci in testa alla lista dei nemici da abbattere e avevano già rapito, processato e "giustiziato" per vendetta suo fratello Roberto. Insomma, pubblicare un libro insieme a lui era una faccenda abbastanza pericolosa.

Ma non me ne pentii, perché quel libro fu importante per la comprensione del terrorismo e per distogliere tanti giovani da più o meno velate simpatie per la "geometrica potenza" delle Br: infatti raccontava dall'interno le miserie ideologiche, intellettuali e quotidiane di un'organizzazione velleitaria quanto sanguinaria.
Il libro, "Io, l'infame", è stato ristampato proprio in questi giorni da Sperling & Kupfer (vedi scheda nella rubrica Segnalibro, a pagina 114).

Rileggendolo, mi sono reso conto che è ormai diventato un documento storico, e mi ha fatto tornare alla mente gli uomini eccezionali che conobbi in quel periodo: i carabinieri che vigilavano su Peci notte e giorno. Mi impressionarono la dedizione e l'impegno che mettevano in un lavoro pericolosissimo, necessariamente oscuro, praticamente senza limiti di orario e per uno stipendio di certo non principesco.

Da allora sono diventato amico dei carabinieri, e per questo sono felice di iniziare la collaborazione al vostro giornale con una sfida nuova. A me piace raccontare storie, storie vere di uomini e avvenimenti, e per "Il Carabiniere" tenterò una prova suggestiva: far parlare le grandi città d'Italia e del mondo, come se fossero loro stesse a raccontare la loro vita pluricentenaria. Anche le città hanno qualcosa da dirci, basta ascoltarle.

Giordano Bruno Guerri