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Fumetti che passione!

È in edicola dal 27 giugno Unità speciale, il nuovo mensile a strisce che racconta la lotta contro il crimine di un tenente dell'Arma

Un'immagine di copertina per un numero di Unità speciale Chi si vergogna di essere un lettore di fumetti alzi la mano. Nessuno? Meno male. Per quanto non rientri fra i più citati quando si parla di cultura, il genere delle strisce è senz'altro da comprendere nel settore. Come sempre, dipende da come i prodotti vengono realizzati: con quale gusto, su quali argomenti, di quali taglio e livello. Ma chi, tanto per fare esempi cari a tutti, non ha tratto arricchimento e piacere dalla lettura di un bel numero di Topolino? O chi non ricorda la pregevole Storia d'Italia a fumetti curata da un professionista dell'informazione come Enzo Biagi? La cultura, non ci stanchiamo di ripeterlo, va saputa offrire, ai tanti che hanno bisogno di trascorrere il poco tempo libero, fra una corsa e un impegno di lavoro, in maniera distensiva. E dunque salutiamo con piacere Unità speciale, una serie a fumetti incentrata sui Carabinieri, in edicola dal 27 giugno. L'editore, nel campo, è di indiscusso prestigio. Parliamo infatti dell'Eura, una casa editrice romana che risale al 1974, e che, nel corso della sua storia più che trentennale, ha lanciato personaggi e serie di grande successo come L'Eternauta, Dago, Savarese, Martin Hel e il più recente John Doe. Ogni settimana l'Eura, tuttora presieduta da Filippo Ciolfi, uno dei padri fondatori, manda in edicola Lanciostory e Skorpio, che racchiudono più storie: puntate di varie serie e "liberi", ovvero fumetti in cui ogni singolo racconto è storia a sé.

Ci siamo già occupati di questa novità editoriale nel numero di maggio, in breve. Ma ora che il primo episodio è finalmente uscito, vogliamo parlarne più diffusamente, con i protagonisti. Come dite? No, non con i personaggi di Unità speciale, quello sarebbe un po' più difficile. Anche perché il tenente Ranieri e i suoi collaboratori sono sempre impegnati per le loro indagini, che li portano a girare il mondo e ad occuparsi dei fenomeni criminali più complessi. Intendevamo riferirci agli autori e agli editori della serie. La parola a Cinzia Tani, affermata scrittrice, finalista al Premio Campiello 2008 con Sole e ombra, che con Massimo Guglielmi firma le sceneggiature.

Dottoressa Tani, questa scivolata sul fumetto, come la spieghiamo?
«Scivolata? Tutt'altro! Sono molto contenta di dedicarmi ai fumetti, e anche di parlare di Carabinieri. Per me, che da tempo nei miei libri e nei miei programmi mi occupo di crimini, Unità speciale è una bella occasione per conoscere la vostra realtà in modo più diretto, dall'interno. Grazie alla collaborazione con voi, infatti, queste storie, che per tradizione del fumetto sono rigorosamente in bianco e nero, si coloreranno di realismo e di vita vissuta».

Quanto tempo e quanto impegno richiede la preparazione di un prodotto editoriale come questo? «Non poco. L'organizzazione prevede riunioni-fiume nella bella casa di campagna di Sergio Loss, direttore editoriale dell'Eura, nel corso delle quali impostiamo il percorso della serie e facciamo le scalette delle varie storie. Quindi realizziamo le sceneggiature, che sono sottoposte alla supervisione della rivista Il Carabiniere e della direzione editoriale Eura per poi essere passate ai disegnatori, che le trasformeranno in belle strisce a fumetti».

Unità speciale, annunciata nel marzo scorso al Salone del Fumetto di Milano, ha già fatto presa sui media nazionali, che hanno pubblicato ampi servizi sul tenente Ranieri e la sua squadra. Un interesse che commentiamo con Enzo Marino, direttore commerciale dell'Eura fin dai suoi albori e, come egli stesso ci dirà, legato a filo doppio alla nostra Istituzione.
Caro Direttore, questa Unità speciale cosa rappresenta per voi?
«Senza enfasi, posso dire che credo rappresenti, e non solo per noi, la più grande novità del secolo nel campo dei fumetti. In Italia non c'è mai stato nulla di simile: un fumetto "sui" Carabinieri e "con" i Carabinieri. Per quanto riguarda noi dell'Eura, poi, è un ingresso in un mondo nuovo, che ci fa piacere, perché è una realtà che amiamo e che siamo contenti di raccontare».

Da un punto di vista tecnico?
«Rispetto ad altri prodotti, che hanno ambientazioni e contesti di pura fantasia, è un lavoro molto più complesso. È una sfida importante, perché non è facile rappresentare, sia graficamente sia nel testo, la realtà. È fondamentale l'ottima collaborazione con voi, che ci consente di ricostruire correttamente i dettagli e le sfumature della vita. Questo varrà soprattutto nella fase iniziale. Poi, mi auguro, i nostri autori e i nostri disegnatori acquisiranno la necessaria padronanza».

Vogliamo parlare del titolo?
«Unità Speciale è un titolo che tiene conto dell'equilibrio fra realtà e finzione. Il reparto al quale il tenente Ranieri approderà dopo la sua prima esperienza siciliana è una struttura immaginaria, che confrontata al reale potrebbe assomigliare al Ros, ma che non lo è. Il nostro resta un fumetto, e in quanto tale è un prodotto artistico, creativo».

La passione per i Carabinieri, che traspare in modo evidente dalle sue parole?
«Perdonatemi. Pur non essendolo, io mi sento uno di voi. Mio padre Salvatore, di origine siciliana (precisamente di Messina, sede di servizio del capitano Zanetti!), ha combattuto nella Seconda guerra mondiale con l'uniforme dell'Arma. È stato anche in Africa. Ho un nipote nei Carabinieri, che presta servizio in Sardegna. Il mio migliore amico è un giovane maresciallo del Comando Tutela Patrimonio Culturale, un segugio dell'arte. Devo continuare?».

La vera Unità speciale, almeno fino a giugno, quando il fumetto è entrato in servizio, è stata però il gruppo di lavoro che vedete nella foto in basso, in riunione nella sede dell'Eura, in via Nomentana. Ne è elemento trainante un veterano dei fumetti, Sergio Loss, che, proprio per la sua esperienza e professionalità nel settore, è molto curioso di vedere cosa succederà, adesso che il nuovo prodotto è in edicola.

«Beh, certo. Finora per i nostri fumetti abbiamo seguito uno standard differente: personaggi e serie in cui l'immaginazione la fa da padrona, senza briglie né obblighi di verosimiglianza. E ci siamo rivolti a un pubblico che conosciamo, da cui sappiamo quale tipo di risposta aspettarci. Qui esploriamo un mondo nuovo, da un punto di vista creativo e anche da un punto di vista editoriale. Non sappiamo ancora chi ci leggerà, e come reagirà».

Molto interessato alle reazioni del lettore anche Massimo Guglielmi, altro autore della serie. Sceneggiatore per il cinema e la televisione, per lui l'accostamento è immediato: «Credo che Unità speciale possa avere un impatto intenso quanto i prodotti del piccolo e grande schermo. C'è un protagonista, Ranieri, che è un giovane pieno di ideali, ma ha anche la sua umanità, i suoi punti deboli. Sono certo che conquisterà il pubblico».

Anche per Guglielmi l'Arma è una novità solo in campo artistico. «Il vostro ambiente lo conosco bene. Mio cognato è un ufficiale, lavora al Comando Generale (il tenente colonnello Marco Uggeri, n.d.r.). E, conoscendovi, penso che Unità speciale offra dei Carabinieri un'immagine, se pure inconsueta, abbastanza vicina alla percezione dei cittadini».

Tutto in famiglia, dunque? Beh, a patto che sia una famiglia all'ultima moda: ovvero, il più possibile "allargata"! Parliamo dei lettori, naturalmente, che speriamo siano numerosi quanto le stelle del firmamento.
Roberto Riccardi