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Dalle ordalie ai capitani del popolo

Dopo il crollo dell'Impero Romano e la parentesi dell'età feudale, bisogna attendere l'epoca dei Comuni per la rinascita di istituzioni a carattere militare preposte alla tutela dell'ordine pubblico

Un affresco di Simone Martini raffigurante Guidoriccio da Fogliano, che nel Trecento fu capitano del popolo di Siena Che fine aveva fatto tutto il corollario di leggi, consuetudini, istituzioni che avevano reso grande l'Impero Romano? Perso o mal conservato nei ricordi dei superstiti, dediti più alla sopravvivenza che alle vecchie tradizioni: era iniziato quel periodo conosciuto come Alto Medioevo, che qualche storico definisce "i secoli bui".

Una definizione ingenerosa, spesso dettata da motivi settari: proprio nei "secoli bui", infatti, i monasteri mantennero in vita le scienze, la matematica e la medicina, ma anche la filosofia araba e i classici greci e latini, materie pagane che pure avrebbero potuto osteggiare.

Il Medioevo riuscì inoltre ad amalgamare il mondo latino-romano con quello germanico, creando così, in embrione, il futuro spirito "europeo", coeso dalla comune religione cristiana.

Diversa la situazione nel campo del diritto: nel 533 l'imperatore Giustiniano fece realizzare il Digesto, cinquanta volumi di opere firmate da grandi giuristi romani, ma fu un ritorno illusorio, mancando oramai gli organi esecutivi che avrebbero dovuto amministrare e far rispettare le leggi.

Centodieci anni dopo, nel 643, il re longobardo Rotari emise un Editto che riuniva le leggi, romanizzate, della sua gente, ma questo fu applicato solo alle popolazioni longobarde, mentre per quelle italiche valeva il Digesto. L'Editto sanciva una complessa regolamentazione per la composizione delle vertenze fra i cittadini, sostituendo la faida (in tedesco antico fehida, soddisfazione del diritto leso ottenuta con la forza) con il guidrigildo (tedesco antico wergeld o latino longobardizzato weregildus, soddisfazione della parte lesa tramite un pagamento in denaro da parte del colpevole). Fu un grande passo in avanti nella civilizzazione dei longobardi, ma si era ben distanti dalle norme del diritto romano.

Per non parlare poi di altre consuetudini, quali le ordalie (tedesco antico ordal, "giudizio di Dio"), che sopravviveranno in Europa fino al 1215, quando verranno condannate dal quarto Concilio Laterano, e in Inghilterra fino al 1220, sotto il regno di Enrico III. Le ordalie erano cerimonie di due tipi, del fuoco o dell'acqua: il reo sospetto doveva maneggiare oggetti roventi o immergere una mano in acqua od olio bollenti, o nel piombo fuso. Se ne fosse uscito indenne, avrebbe significato che Dio lo aveva protetto e dunque era innocente. Il clero, che si asteneva dalla violenza, aveva il privilegio del "boccone maledetto": un boccone di pane o formaggio benedetto che, masticato dal presunto reo, lo avrebbe soffocato se colpevole.

Il vero volto del medioevo. Questa lunga premessa è stata necessaria per ricordare il clima del primo Medioevo, un periodo oggi troppo spesso idealizzato dai tanti autori moderni di saghe e opere letterarie che distorcono la realtà, amplificandone solo visioni parziali. Chi visse quei secoli, in effetti, non si trovò in un tripudio di oscurantismo, come alcuni vorrebbero, ma neanche in un'epoca gioiosa di cavalieri e belle dame impegnati in cacce, tornei e banchetti, come vorrebbe uno sciocco pseudo-folclore che di tanto in tanto riemerge.

Crollati l'autorità centrale e l'esercito, l'Impero si era frazionato in una miriade di borghi fortificati, abitati e protetti da chi disponeva di un gruppo di armati, con una struttura sociale ridotta a tre livelli: quello del comando (dal quale in seguito avrà origine la nobiltà), quello degli armati, e quello di chi doveva solo produrre. Il clero era in una condizione a parte.

In questo scenario, sarebbe fuori luogo parlare di tutela dell'ordine pubblico a qualsiasi livello: solo in alcune città (la stessa Roma contava poche decine di migliaia di abitanti) esistevano servizi come ospedali, conventi, prigioni e una parvenza di commercio. La sicurezza delle strade, la prevenzione e la repressione del crimine, il controllo degli incendi erano ricordi del passato.

Raramente i cittadini si rivolgevano al loro signore per dirimere controversie, perché il suo giudizio sarebbe stato personale, e sia citante che citato avrebbero rischiato brutte sorprese: le norme del diritto erano lettera morta, e la sicurezza non esisteva: un servo della gleba, ossia la maggioranza degli abitanti del borgo, non godeva di alcuna garanzia.

Anche negli eserciti medievali la tutela della disciplina, dell'ordine e della legalità, garantita un tempo da Cohortes Praetoriae e Statores, era assente, e la scala delle gerarchie si basava sulla forza degli individui. Per l'armigero non esisteva la garanzia di una carriera: quindi, come dargli torto se si comportava più come un predatore che come un milite, dovendo subire solo i lati negativi del suo mestiere, senza godere di alcun diritto?

Fino a poco prima dell'anno Mille, i borghi campestri a struttura latifondista, detti ville, constavano del castello signorile fortificato cui era annessa una fattoria circondata dai tuguri dei contadini (villani); il responsabile della fattoria, cespite economico vitale per tutta la comunità, era detto balivo, e fra i suoi compiti, oltre a quello di gestire coltivazioni e raccolti (per questo sapeva leggere e far di conto, virtù in genere ignota al suo signore), vi era l'amministrazione della giustizia.

Ma, come tutto nel feudo del quale faceva parte la villa, era una giustizia molto autarchica. Per poter trovare qualcosa che faccia tornare alla mente le istituzioni romane preposte alla tutela dell'ordine pubblico e, segnatamente, quelle operanti in campo militare, bisogna arrivare alla nascita dei Comuni.

Un nuovo attore: il capitano del popolo. Il Comune fu una forma di Governo territoriale che si diffuse principalmente nell'Italia centrosettentrionale tra XI e XII secolo, nato dalla volontà di affrancamento dalla soggezione feudale e caratterizzato dal rifiorire delle attività commerciali e dal nascere della borghesia.

I comuni si accorsero ben presto che per difendere le loro libertà serviva un'organizzazione militare, la cui funzione fino a quel momento era stata espletata dalla nobiltà: sia i cittadini sia gli abitanti del contado vennero allora suddivisi in fazioni dette "popoli". Ogni popolo forniva una compagnia di armati per la difesa della città, composta da tutti gli uomini validi, dai quindici ai settanta anni, preti compresi, e posta, dagli inizi del XIII secolo, al comando di un capitano del popolo.

Questi, che doveva essere forestiero per non subire ingerenze dai poteri locali, esercitava anche funzioni giudiziarie e di polizia in difesa degli interessi dei cittadini, e disponeva di una personale milizia. Per la prima volta dopo centinaia di anni, tornava così sulla scena la presenza di una struttura assimilabile a quella di una polizia militare, che avrebbe operato nei vari comuni e, in seguito, nelle signorie che succedettero loro come evoluzione istituzionale a partire dalla fine del XIII secolo, ma ancor più a lungo nello Stato Pontificio.

L'ufficiale non aveva sempre gli stessi incarichi: durante periodi di rivolta cittadina, ad esempio, poteva assumere funzioni dittatoriali di reggente, mentre a volte cambiò anche nome, venendo chiamato capitano di guerra, di giustizia o, più tardi, bargello (latino longobardizzato barigildus, nome di funzionario carolingio di rango elevato); l'incarico, rinnovabile, poteva variare da sei mesi a un anno, e solo le attribuzioni e il fatto di essere chiamato da un'altra città rimasero costanti.

L'importanza cittadina di questo personaggio era tale che molto spesso, per estensione, veniva denominato bargello anche il palazzo dove risiedeva, come avviene tuttora a Firenze per l'attuale sede di un famoso museo d'arte. Ha lasciato traccia di sé nella storia di questo periodo Guidoriccio da Fogliano, signore di Reggio Emilia, che dall'aprile del 1327 al febbraio 1333 fu capitano di guerra a Siena, per essere richiamato nello stesso anno da aprile a settembre, poi ancora come capitano del popolo dalla fine del 1349 alla sua morte, avvenuta nel giugno del 1352.

In altri Paesi questa evoluzione prese altre vie, anche perché, mentre l'Italia subiva una indubbia regressione (da Roma si era sviluppato un Impero che si era esteso a tutti i Paesi del mondo occidentale, per poi entrare in crisi, dividersi e collassare), nel Vecchio Continente si assisteva invece alla nascita delle future grandi nazioni europee in conseguenza dell'agglomerarsi delle antiche società tribali.

Al di fuori d'Italia. Sia in Inghilterra sia in Francia, ad esempio, dove la cavalleria (intesa in senso medievale) sarebbe divenuta più potente e temuta e sarebbe vissuta molto più a lungo che in Italia, già dal XII secolo esistevano i ranghi di connestabile e di maresciallo, rispettivamente constable e maréchal, entrambi derivanti dalla radice latina che affondava le sue origini nella gestione della cavalleria da guerra romana.E questo anche se, lo dobbiamo riferire sia pure a titolo di curiosità, a Roma la cavalleria non aveva mai avuto un peso determinante, dal momento che veniva quasi esclusivamente usata per l'esplorazione o per molestare i fianchi del nemico. Scontri campali come la carica di Villodrigo del 1812 della Gendarmeria napoleonica o quella di Pastrengo del 1848 dei Reali Carabinieri, insomma, non ebbero mai modo di verificarsi nei secoli imperiali.

Il motivo è semplice: i romani non conoscevano l'uso delle staffe, che verranno introdotte nel nostro Paese solo nel Medioevo. Senza poter fare perno su di esse, l'equites non aveva dunque possibilità di combattere efficacemente. Il cavaliere medievale, invece, alzandosi sulle staffe, poteva menare fendenti devastanti con tutta la forza del proprio corpo o, nelle giostre come in battaglia, rinsaldarsi sulla sella spostando in avanti il proprio punto di equilibrio per colpire con precisione con la propria lancia e sopportare meglio l'urto di quelle avversarie.

Tornando al constable (dal latino comes stabuli, soprintendente delle stalle reali) e al maréchal (tardo latino marescalcus, termine analogo a maniscalco), come vedremo, saranno figure di importanza basilare, dotate di attribuzioni giudiziarie.

Franco M. Puddu