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La finzione è finzione, la realtà è realtà. Ma è innegabile: anche
i prodotti di fantasia, quando vengono proposti con la forza di un
mezzo mediatico che entra simultaneamente in milioni di case, hanno
un effetto potentissimo sulla percezione del reale. Chi, se pensa
"in astratto" alla figura di un maresciallo dei carabinieri, non
richiama alla mente Gigi Proietti e la sua splendida
interpretazione di Giovanni Rocca, Comandante della Stazione di
Viterbo?
Platone, alcuni secoli fa, lo aveva già capito: esistono i
cavalli, quelli veri, ma l'immagine più importante è "l'idea di
cavallo", quella che ognuno ha dentro di sé. È Bucefalo,
Ronzinante, Furia? Un po' di tutti loro, e qualcosa ancora.
Ebbene: nella bella cittadina laziale c'è sicuramente un
maresciallo "vero", che in questo stesso istante, mentre noi
leggiamo Il Carabiniere, si sta occupando della sicurezza dei bravi
cittadini viterbesi. Magari è alle prese con un caso simile a
quelli brillantemente risolti, sullo schermo, dal Rocca nazionale.
Eppure se ci troviamo a passare nei pressi del Palazzo dei Priori,
inspiegabilmente, anche solo per un attimo, è spontaneo aspettarsi
di veder comparire da un momento all'altro il Proietti in
uniforme.
Non è possibile, lo sappiamo. Accontentiamoci allora di gustarci
la nuova miniserie dell'epopea. Il Maresciallo Rocca e l'amico
d'infanzia, uscito dalla penna di Laura Toscano e in onda il 3 e il
4 marzo su Raiuno, ha un cast d'eccezione e una storia complicata e
misteriosa al punto giusto. Intanto, però, diamo anche uno sguardo
a ciò che già da qualche tempo i palinsesti televisivi ci
offrono.
Sono partite le nuove edizioni di due serie che hanno riscontrato
un grande successo presso il grande pubblico. La Rai ripropone Don
Matteo, versione nostrana di un filone di gialli imperniati sulla
figura del sacerdote investigatore. Capo-scuola, nemmeno a dirlo, I
racconti di Padre Brown, usciti dalla penna del londinese Gilbert
Keith Chesterton. La letteratura si era già fatta tv: la Rai aveva
messo in onda i soggetti nel 1970-71, con la pregevole
interpretazione dell'indimenticato Renato Rascel.
Mediaset risponde invece con Ris, che riprende una serie americana
molto più recente, C.S.I. La fanno da padroni, nel genere,
l'indagine scientifica e il grado di innovazione delle forze
dell'ordine. Nel nostro caso sono proprio i Carabinieri a
raccogliere la sfida tecnologica lanciata dal crimine.
C'è un aspetto importante che riguarda le opere di fantasia
ispirate a storie o istituzioni realmente esistenti. Occorre
partire dall'idea che sempre di finzione si tratta, senza
aspettarsi che le cose, sullo schermo, accadano esattamente come
nella realtà. Ricercare la verosimiglianza a tutti i costi non è
lecito, sarebbe come ripetere il Tg delle 20 in un format diverso.
Pirandello, contestato dalla critica per la pretesa "irrealtà" del
personaggio di Mattia Pascal, ebbe a produrre notizia di due fatti
di cronaca identici a quelli che aveva raccontato. E si lamentò:
perché le creazioni dell'arte, per sembrare vere, devono essere
verosimili? I fatti della vita se ne infischiano di esserlo: non ne
hanno bisogno, perché sono già veri! Meditiamo, gente,
meditiamo.
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