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Complici il cenone natalizio e i botti di capodanno, è passato
pressoché inosservato un provvedimento del Governo che interessa
chi debba cambiare l'auto nel 2008. Un decreto legge collegato alla
finanziaria, datato 28 dicembre, ha infatti prorogato (e in parte
migliorato) gli incentivi per chi contribuisca a una miglior
qualità dell'aria nelle città: chi rottama una vettura Euro 0, 1 o
2, sostituendola con un'Euro 4 o 5, ottiene un contributo di 700
euro e non paga il bollo per un anno. Vantaggi che si aggiungeranno
alle promozioni di ogni casa automobilistica per dirottare verso di
sé la preferenza dei clienti già invogliati all'acquisto dalla
mossa governativa.
Gli incentivi alla rottamazione sono riservati a chi acquisti
un'auto nuova o a chi decida addirittura di rinunciare all'auto,
sostituendola con un abbonamento ai mezzi pubblici, gratis per tre
anni. Ma il provvedimento può aiutare anche chi non può permettersi
di acquistare una Euro 4 o 5 in arrivo direttamente dalla fabbrica,
affrontando una spesa comunque considerevole, e desideri invece
puntare sull'usato. La politica a favore del nuovo, infatti, ha
fatto crollare i prezzi del vecchio tra il 10 e il 30%. Così si
trovano i modelli Euro 4 più antichi (per esempio alcune
Volkswagen) - in ottime condizioni e magari con poche migliaia di
chilometri sulle spalle - a meno della metà del prezzo dello stesso
modello ancora da immatricolare.
E chi voglia spendere ancora meno senza incorrere nelle
limitazioni delle domeniche a piedi o delle targhe alterne (che
quest'anno si preannunciano numerose), può scegliere una Euro 3 o
addirittura 2, installando poi un impianto a Gpl o a metano, con
cui si circola sempre. Certo, bisogna aggiungere al prezzo
d'acquisto dell'auto un investimento dai 1.500 ai 2.500 euro: ma
nelle pieghe del decreto governativo sono previsti anche mini
incentivi (3/500 euro) per chi fa questa scelta, e il gas costa la
metà del carburante tradizionale. Con la soddisfazione di inquinare
assolutamente zero. Unica avvertenza: gli impianti a gas si possono
montare solo sui modelli d'auto a benzina. Il che, dal punto di
vista finanziario, è peraltro un vantaggio in più: sul mercato
dell'usato costano meno dei diesel.
Sarà chiaro, a questo punto, che chi scrive è decisamente
favorevole alla soluzione "auto vecchiotta". Una questione di
esperienza personale. Nella mia vita di automobilista al volante di
una decina di macchine diverse ma sempre rigorosamente non nuove,
ho riscontrato parecchi vantaggi in questa scelta. Per esempio
l'assenza di quei difettucci presenti in ogni auto appena uscita
dalla fabbrica, risolti dai primi proprietari quando la vettura era
ancora in garanzia. Poi la dotazione di accessori (autoradio, aria
condizionata, tappezzeria in pelle, eccetera) che nessuna
quotazione dell'usato calcola. Infine la possibilità di scegliere
un modello di categoria superiore, vista la convenienza del prezzo
iniziale. A volte, certo, manutenzione e riparazioni sono più
frequenti rispetto all'auto nuova: ma il risparmio iniziale
compensa ampiamente questo handicap. Soprattutto se l'acquisto è
stato fatto seguendo le regole del piccolo prontuario che
segue.
COSA COMPRARE. Le auto moderne sono costruite per arrivare
tranquillamente a percorrenze di almeno 100mila chilometri, ma è
ovvio che quelle più "giovani" hanno meno bisogno del meccanico:
occhio dunque al contachilometri. Verificate inoltre che i
"tagliandi" di manutenzione siano stati eseguiti regolarmente e da
officine autorizzate. Un meccanico e un carrozziere di fiducia vi
garantiranno che non ci siano vizi occulti al telaio, al motore o
all'abitacolo. Controllate che funzionino anche tutte le
apparecchiature elettriche ed elettroniche. Infine i pneumatici: se
sono "lisci", vanno cambiati. E possono costare
parecchio.
DOVE COMPRARE. La cosa migliore è comprare auto Fiat da
concessionari Fiat, Volkswagen da Volkswagen, Peugeot da Peugeot…
perché si ha la certezza che siano state controllate da meccanici
che conoscono il marchio. Seguendo le indicazioni del paragrafo
precedente, però, si possono scegliere anche modelli diversi presso
i concessionari monomarca, oppure rivolgersi ai "saloni"
multimarca. In ogni caso, meglio puntare su auto con certificati di
garanzia che obblighino i venditori a riparazioni gratuite in caso
di guasti nel primo periodo di uso, a fornire auto in prestito
durante la permanenza in officina, a volte a concedere la
sostituzione del veicolo se, guidandolo, l'acquirente dovesse
decidere che non fa per lui. Infine, i privati: si risparmia di
certo, vista l'assenza di intermediazioni, ma il consiglio del
meccanico di fiducia, qui, è indispensabile. Ai privati conviene
rivolgersi soprattutto per liberarsi dell'auto che si è sostituita
con quella "nuova": concessionari e autosaloni fanno valutazioni da
fame.
INTERNET. Un po' di navigazione può aiutare da un lato a
piazzare l'auto che si sta sostituendo, dall'altro a trovare più
facilmente il modello desiderato. Tra le centinaia di siti , i più
consigliabili sono quelli di Quattroruote, eBay e, nelle grandi
città, le versioni elettroniche dei giornali di piccoli annunci
(Secondamano.it a Milano, Torino e Bologna, Portaportese.it a
Roma).
AFFARE FATTO. Una stretta di mano tra chi vende e chi compra ha
sempre il suo valore. Una nuova legge europea, inoltre, protegge
gli acquirenti di un'auto dai "vizi occulti" che dovessero
manifestarsi entro un anno dall'acquisto. Tuttavia, prima del
"passaggio di proprietà", conviene avere in mano, con il contratto
di garanzia, quello in cui il venditore sottolinei affidabilità e
caratteristiche della vettura.
TRAPPOLE E BUROCRAZIA. Prima dell'acquisto di un'auto usata,
verificate che l'auto non sia rubata (online:
http://coordinamento.mininterno.it/servpub/ver2/SCAR/cerca_targhe.htm)
o ipotecata (sul foglio complementare), che i precedenti passaggi
di proprietà siano in regola e che la revisione biennale sia
recente.
Atto essenziale dell'acquisto/vendita è il "passaggio di
proprietà". Due operazioni: annotazione del nome del nuovo
proprietario sul "Certificato di Proprietà" (firma autenticata) e
sul foglio complementare del libretto di circolazione;
registrazione della nuova situazione al Pra. Entrambe spettano,
anche economicamente, a chi compra. Della prima, se si acquista da
concessionari o autosaloni, sono loro a occuparsi, ma non deve
costare più di 200-300 euro. Per la seconda, è interesse del
venditore accertarsi che sia stata eseguita: diversamente, resta
responsabile di multe, incidenti,
eccetera. |