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La piccola caserma dei Carabinieri di Borgo Ameno sul Colle è
situata in Piazza Garibaldi, nel centro storico del paese, fra la
bella Chiesa parrocchiale e l'antica Torre civica, oggi sede del
Municipio e di una ben dotata Biblioteca comunale. Intorno, vi
fanno corona i civettuoli portici tardo-ottocenteschi, animati da
alcune botteghe e negozi, fra cui spiccano il glorioso Caffè
Garibaldi, la Farmacia Garibaldi, la Sala da barba Garibaldi, il
Circolo cittadino Garibaldi e l'Accademia dei Bastian Contrari,
piuttosto maldigerita dalla gran parte dei Borgoamenesi, fors'anche
perché intitolata a Nino Bixio.
Non cercate sulle guide e mappe turistiche l'ubicazione di Borgo
Ameno sul Colle, perché è un paese estremamente discreto e
riservato. Tanto riservato che, da tempo immemorabile, con dispensa
esclusiva sancita in una speciale Bolla Imperiale perpetuamente
riconosciuta, mantiene tuttora «…ne la justa et honesta observantia
de li diritti altrui, lo franco privilegio di habere et menare
propria riserbata vita, como si fusse fora da lo restante mondo
reale et ordinario».
Il paese, insomma, esiste, ma non esiste. Come dire: un comune…
fuori del comune. Di tanto in tanto vi capita qualche forestiero
che ha evidentemente smarrito la strada, ma poi la ritrova, e del
casuale passaggio a Borgo Ameno neanche si ricorda più.
Gli stessi paesani, d'altronde, nel pieno rispetto di questa
innata e consolidata riservatezza, si conoscono e non si conoscono.
E quasi tutti si danno del "lei", o del "voi", per non cadere in
uno sconveniente eccesso di confidenza.
In forza alla piccola stazione dei Carabinieri c'è l'ineffabile
brigadiere Astronomico, uomo e militare tutto d'un pezzo, cortese e
simpatico quanto basta, equipaggiato di scintillante sguardo
magnetico e di un paio di mustacchi d'ordinanza che trasmettono la
giusta autorevolezza e soggezione, ma soprattutto dotato di un
acume eccezionale, che gli permette di risolvere in quattro e
quattr'otto (…e talora perfino in tre e tre sei!) anche i casi
impossibili. Che a Borgo Ameno sono peraltro la norma.
L'ultimo è stato appunto quello del "furto del sorriso".
«Signor Generale!», gli urla un vecchietto sulla settantina,
giungendo trafelato in caserma, ed evitando abilmente il piantone
di guardia, «mi hanno rubato il sorriso! Non trovo più il mio bel
sorriso!».
«Calma!», replica il Brigadiere, con tono deciso e rassicurante.
«Si sieda, e mi racconti tutto con calma… Intanto, io non sono
Generale. Sono il brigadiere Astronomico».
«Scusatemi tanto, signor Brigadiere, ma... mi hanno rubato il
sorriso! Adesso, ditemi voi: come faccio senza il mio
sorriso?».
«Ma non è, per caso, che ha perso la dentiera?», s'illumina il
Brigadiere. «Si nota bene che non la porta con sé…».
«Macché, quella l'ho appena lasciata a riparare. È il sorriso
che ho perso… il sorriso… Che disgrazia!».
«Ma dico, cerchi di ragionare insieme a me: come possono averle
rubato il sorriso? E chi, poi? E a quale scopo?».
«Eh, lo so io, lo so io!», brontola il vecchio, quasi
lacrimando. «Al Circolo Garibaldi, per esempio, specialmente fra i
giocatori di briscola e tressette, c'è sempre qualche muso lungo, e
un sorriso come il mio gli farebbe comodo, altroché. E poi, ci sono
quei Bastian Contrari… quelli non mi piacciono mica tanto, a me. Mi
sembrano dei furbacchioni… Perché non mandate qualcuno a perquisire
la loro sede?».
«Si rende conto che servono degli indizi precisi, e che comunque
ci vuole un mandato?».
«E io che vi ho detto, signor Brigadiere? Vi sto mandando io,
no?».
«Caso mai, ne riparleremo… Piuttosto, mi dica: quando se n'è
accorto?».
«…Che i Bastian Contrari sono dei furbacchioni?».
«Ma no! Della sparizione del suo sorriso…».
«Beh, mi sono accorto un paio d'ore fa, mentr'ero da Peppino, il
barbiere… In un primo tempo non ho dato peso alla cosa, ma adesso…
Voi lo conoscete, a Peppino: è un figaro scherzoso. Stamattina,
mentre m'insaponava, mi ha raccontato due barzellette… Di quelle un
po' malinconiche, sa, signor Brigadiere, ma senza malizia. Dopo la
prima barzelletta, invece di ridere o sorridere, mi è venuto un
nodo alla gola, e alla seconda, quasi quasi piangevo…».
«In confidenza, sono d'accordo con lei: Peppino è un bravissimo
tagliapeli ma le barzellette non le sa raccontare!».
«Macché, signor brigadiere Malinconico!...».
«…Astronomico, prego».
«Ah, già, scusate. Senza sorriso, è facile imbrogliarsi!... No,
questa mattina Peppino le ha raccontate benissimo, le barzellette.
Roba da scompisciarsi. Dovevate sentire e vedere: perfino don
Gelsomino, il parroco, s'è fatto delle gran risate… Con tutto il
rispetto, si capisce!».
«Certo, si capisce… Quello che ancora non capisco è come possano
essere andate le cose in questa vicenda così assurda… Ma lei,
sospetta almeno di qualcuno? Ha una sua convinzione o una qualche
traccia su cui poter lavorare?».
«Ad essere sincero, quando ho visto sorridere don Gelsomino…
beh, quel suo sorriso… sì, insomma…».
«…Adesso non mi dica che sospetta di essere stato derubato dal
parroco!».
«Per carità, signor Brigadiere! Intendevo dire che anche don
Gelsomino ha la dentiera, ma è piuttosto sgangherata, e gli fa un
sorriso molto meno bello di quello che avevo io. Così, m'è venuto
di pensare che il suo dentista, chissà, magari in prestito, per
rimediare… poteva forse aver preso come modello il mio sorriso
smagliante, e poi…».
«Ma no, la prego! non faccia illazioni esagerate. Mi sembra
un'ipotesi artificiosa e comunque molto azzardata. Piuttosto,
cerchi di ricordare: ieri, lei, sorrideva?».
«No, signor Brigadiere. E neanche l'altro ieri. Adesso che mi ci
fate pensare, è da almeno una settimana che non ho più il mio
sorriso. E che me l'abbiano rubato è assolutamente sicuro perché,
tornando a casa dal barbiere, fino a pochi minuti fa ho messo
sottosopra tutte le stanze, per cercarlo, e se fosse caduto, o
nascosto da qualche parte, sarebbe di certo sortito fuori».
«Ricorda di aver fatto qualche incontro strano,
ultimamente?».
«Nessun incontro, signor Brigadiere. Né strano né solito. Da
quando ho accompagnato alla corriera mia figlia e la mia nipotina
Chicca non sono più uscito di casa… Salvo stamattina, per andare da
Peppino a farmi radere la barbaccia lunga di otto giorni…».
«…Sicché, lei ha una nipotina?».
«Non è una nipotina, signor Brigadiere: è la cosa più bella del
mondo!...», risponde il vecchio, mentre gli occhi gli diventano
lucidi per la commozione.
«Ed è partita con la sua mamma otto giorni fa?».
«Proprio così. Mia figlia, signor Brigadiere, non ha avuto un
matrimonio felice, e negli ultimi due anni lei e la bambina hanno
sempre vissuto con me. Adesso, però, e per sua fortuna, la mia
figliola ha trovato un buon lavoro in città, e sono andate
via…».
Il brigadiere Astronomico non lascia più proseguire il
vecchietto. Lo fa anzi accompagnare a casa dall'appuntato Percuoco,
dopo averlo ampiamente rassicurato sul rapido ritrovamento del suo
sorriso. Non di furto, si tratta, ovviamente. Ma di amore e di
smisurata nostalgia. Per una nipotina che è «la cosa più bella del
mondo». Senza di lei, per qualsiasi nonno, il sorriso svanisce.
Come se fosse stato rubato.
Astronomico ora sa che non sarà difficile sistemare presto, e
nel modo più giusto, la situazione…
Diavolo d'un brigadiere! Un altro caso impossibile che va
speditamente in archivio.
(da un'idea di Bob Richards) |