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Speciale
Il Natale dei
Carabinieri
Come vengono trascorse le Feste in
alcune Stazioni dell'Arma. Dal massimo impegno per la stagione
turistica, ai serrati controlli, al momentaneo, inevitabile,
isolamento
Dicembre. Natale è alle porte. Con le prime luci colorate che
appaiono lungo le strade, nelle vetrine dei negozi, nelle case; con
gli alberelli addobbati presenti un po' ovunque; con i presepi
artistici riproposti dove a prevalere è il profondo senso religioso
(ma non solo), un'atmosfera irripetibile ci coinvolge tutti, anche
al di là del significato che la Festa assume per la Cristianità.
Sarà per le temperature rigide, per la neve che spolvera paesini e
città, favorendo antiche, suggestive rappresentazioni, ma ognuno di
noi attende - e vive davvero - il Natale come momento di
riconciliazione tra gli uomini.
Un momento sentito, importante, e nondimeno un'occasione di gioia
e divertimento, di festa e allegria. In cui la gente si ritrova
dopo lunghe separazioni, si riunisce in casa, si incontra per le
strade. Ma anche un momento in cui la presenza delle Forze
dell'Ordine si rende indispensabile, nei piccoli come nei grandi
centri abitati, richiamando il loro massimo impegno. Che cos'è
dunque il Natale per un carabiniere? Quanto di quell'atmosfera
festosa dei tanti di noi "cittadini in vacanza" può essere vissuto
da chi è chiamato a garantire la sicurezza dei propri connazionali?
Abbiamo provato a chiederlo ai Comandanti di quattro Stazioni
dell'Arma, tra loro molto diverse: quella di Chiesa in Valmalenco,
in provincia di Sondrio, località sciistica ai confini con la
Svizzera; di Cortona, nelle vicinanze di Arezzo, cittadina d'arte
molto nota anche all'estero, al centro del Bel Paese; di Filicudi e
Alicudi, suggestive isole nell'arcipelago siciliano delle Eolie; di
Usini e Tissi, minuscoli e tranquilli centri collinari in provincia
di Sassari. Quattro realtà dove la presenza degli uomini dell'Arma
si rende fondamentale non solo per tutelare la popolazione contro
gli episodi di delinquenza e criminalità - «pochi, in realtà, siamo
ancora un'isola felice», confermano all'unisono nelle Stazioni -,
ma soprattutto come punto di riferimento per risolverne gli
innumerevoli problemi, quotidiani e non. «Certo», dice il capitano
Luca Stegagnini, 36 anni, originario di Firenze, a Cortona dal
2005, al comando di una Compagnia cui fanno capo sette Stazioni: in
tutto 84 militari, «qui da noi in Val di Chiana è rimasta traccia
della tradizione medievale di inviare nel territorio, allora una
palude, i delinquenti della zona, come fosse il confino. E così c'è
ancora qualche squilibrato che compie atti eclatanti: un
accoltellamento, un colpo di pistola. Ma si tratta di casi
sporadici». Con il turismo, spiega invece, «la circolazione di
denaro, specie in alta stagione, è molto elevata, e non mancano
rapine, furti, tentativi di truffa, insolvenza fraudolenta, di cui
sono vittime soprattutto gli anziani».
Il compito dei militari, dunque, principalmente, è di «controllare
le molte manifestazioni turistico-culturali che caratterizzano la
cittadina». Ma ad essere impegnata dal turismo, a Natale, ancor più
di Cortona, che raggiunge il top nella stagione estiva, è senza
dubbio Chiesa in Valmalenco. Sul versante del Bernina, a 906 metri
di altezza, punto di partenza della funivia più grande d'Europa,
con una popolazione di 6.000 abitanti, se si comprendono anche
Lanzada, Torre Santa Maria, Spriana e Caspoggio, d'inverno ne
raggiunge circa 30mila. «Sotto Natale qui la neve non manca mai.
Così per noi Natale vuol dire lavoro, intenso lavoro», ci dice il
MasUps Alessandro Di Roio, Comandante della Stazione, 43 anni,
originario di Pordenone. «La nostra attività principale è di
soccorso e vigilanza sulle piste da sci. Ma in zona non mancano
giovani disadattati, dediti all'alcool e alla droga», precisa. Di
Roio ha con sé altri sette Carabinieri, di cui due siciliani, tutti
sciatori. «Anch'io me la cavo», aggiunge. «Anche se come Comandante
non avrei l'obbligo del diploma di sci...». A Chiesa da ben dieci
anni, sposato, con cinque figli e in attesa del sesto,
rappresentante provinciale dell'Associazione nazionale famiglie
numerose - «penso sia bello tornare a fare tanti bambini», dice -
trova la sua in montagna «un'esperienza importante. Ormai mi
considero il "parroco" della cittadina. Diamo una mano su tutto. La
popolazione conta su di noi». Già, la popolazione conta sui
Carabinieri. Ce lo confermano anche alla Stazione di Filicudi, dove
il Comandante, maresciallo ordinario Fabio Scardino, 25 anni,
romano, nell'isola delle Eolie dal settembre 2005, d'inverno svolge
il proprio compito, esteso alla vicina Alicudi, con l'aiuto di un
carabiniere di 26 anni, di Benevento, e di un appuntato
quarantaduenne, di Lipari. «Tra Filicudi e Alicudi si contano in
tutto 320 abitanti», ci racconta, «e riusciamo a cavarcela. Anche
se il nostro compito è piuttosto ampio.
La gente si rivolge a noi per qualsiasi cosa: dalla denuncia del
furterello al bisogno di acqua, che qui è portata dalla nave, e
viene distribuita da un addetto. Ma facciamo anche i Vigili del
Fuoco: se ci sono incendi, chiamano noi. Ci chiamano se hanno
problemi amministrativi». E siete sempre in tre… «Due, in realtà.
Uno può essere in licenza. O a riposo. Ma d'estate, per fortuna»,
aggiunge subito, «quando le isole si popolano con circa 4.000
turisti, tra cui personalità politiche e magistrati di fama,
arrivano altri tre tirocinanti, appena usciti dalle Scuole
dell'Arma». Un'esperienza insolita, comunque... «Prima ero a
Palermo, e prima ancora a Firenze», spiega Scardino, «e per chi ha
vissuto e lavorato sempre in grandi città, vivere a Filicudi non è
facilissimo. Ricordo le prime sere, con tutto il mare intorno...
Quel che pesa di più è l'isolamento. Specie in inverno. Se c'è il
mare mosso le prime isole che perdono i collegamenti sono le
nostre... Due settimane fa siamo stati cinque giorni senza frutta,
né verdura, né pane. E senza posta. Abbiamo delle scorte, ma sa,
anche i pasti diventano ripetitivi!». A Filicudi, «isola
bellissima, selvaggia, Patrimonio dell'Umanità», sottolinea il
maresciallo, d'inverno non è aperto né un bar, né un'edicola: solo
un supermercato, e il ristorante il sabato sera. I giornali non
arrivano e manca anche Internet. «Noi come Arma abbiamo tutto»,
precisa. «Ma ad informare la gente c'è soltanto la tv». Stazione
"di prima fascia" anche quella di Usini e Tissi, al nord della
Sardegna, 6.200 abitanti, «ma con notevoli previsioni di crescita,
visto il boom edilizio conseguente ai soli 10 chilometri che
separano i due piccoli centri da Sassari», ci spiega il suo
Comandante, MasUps Giovanni Caneo, originario di Alghero, 51 anni,
ad Usini da ben otto. Il maresciallo lavora con otto carabinieri:
«un maresciallo ordinario, un brigadiere e cinque appuntati, tra i
35 e i 40 anni». Tutti della zona? «Alcuni vengono da Roma e da
Napoli, ma ormai sono "trapiantati" qui in Sardegna, dove hanno le
famiglie». Usini non è un centro turistico, ma da qualche tempo è
divenuta meta di circuiti enogastronomici. Oltre al vino, è nota la
sua produzione di carciofi e olive. «Se poi si aggiunge la
vicinanza alla Costa Smeralda e ai siti archeologici di Alghero»,
dice Caneo, «per i prossimi anni, specie nella bella stagione, si
può prevedere un sempre maggiore afflusso di visitatori, e quindi
un nostro crescente impegno». Al momento, comunque, precisa,
«definirei l'attività dei due piccoli centri relativamente
tranquilla, e senza differenze notevoli tra inverno ed estate».
Poca malavita... «Niente a che vedere con la Barbagia, dove ho
prestato servizio a lungo, prima di essere trasferito qui. Ma non
mancano tossicodipendenza e piccoli reati: sono soprattutto i
giovani, più scapestrati, a preoccupare». E allora, come sarà
questo Natale? «A pieno regime», risponde il maresciallo. «Anche se
ad Usini per le Feste non ci sono particolari manifestazioni, il
lavoro però aumenta. Abbiamo il nostro centro storico, con i
negozi, le banche, l'ufficio postale... E il giro di denaro è
prevedibile». Addobberete la Caserma? «Ma certo, l'Albero è un
classico.
Uno dei nostri carabinieri se la cava benissimo...». «Il Natale a
Filicudi? Abbiamo un alberello, lo mettiamo in ufficio, sulla
scrivania», dice il maresciallo Scardino. E il presepe? «L'anno
scorso avrei voluto farlo. Ma qui anche per procurarsi un
cacciavite bisogna arrivare a Lipari. Due ore e mezza di nave o una
e venti di aliscafo. Per Milazzo, poi, dove è il nostro Comando
superiore, le ore di nave sono cinque, e quelle di aliscafo due e
mezza... Ci sarà la Messa di mezzanotte, e noi Carabinieri
parteciperemo». Messa di mezzanotte anche ad Usini: «La
celebrazione si svolge in centro, abbiamo una chiesa molto bella»,
racconta il maresciallo Caneo. «Ma siamo presenti anche perché è
necessaria una vigilanza costante: i più giovani non esitano a
disturbare con i petardi!». A Cortona, dove d'inverno è molto
sentita l'attività teatrale e concertistica, quest'anno il periodo
festivo si aprirà con il concerto del Coro della Virgo Fidelis, il
6 dicembre. «Concerto prenatalizio», spiega il capitano Stegagnini.
«Ci è venuta l'idea dopo aver ospitato negli scorsi anni, d'estate,
la Fanfara della Scuola Marescialli e Brigadieri. Il generale
Giambattista Giacchero ha accettato volentieri. Prevediamo che il
concerto avrà un notevole richiamo. Quello dell'Arma», aggiunge, «è
l'unico presidio di Forze dell'Ordine in tutta la Val di Chiana
reatina, se si eccettua la Forestale, che ha però altre competenze.
E questo ci dà una visibilità notevole». Una "visibilità" coltivata
da una simpatica tradizione. «Tutti gli anni nel periodo natalizio
la Compagnia organizza servizi di pattuglia appiedata in uniforme
di rappresentanza. Serve un po' per i turisti», spiega, «ma anche
con finalità di prevenzione ed eventuale repressione di reati nel
centro storico. A Natale la cittadina si ripopola...». Tradizione,
quella del mantello, che appartiene anche al Comando di Chiesa in
Valmalenco. «Mi piace che i Carabinieri possano condividere con la
gente l'atmosfera festiva», dice il maresciallo Di Roio. «Così,
quando i Comuni di Chiesa e Lanzada, che in occasione del Natale
allestiscono il Presepe vivente, ci hanno chiesto in prestito le
uniformi per far comparire anche i carabinieri, sono stato
contentissimo!». E Filicudi sotto le Feste prende vita? «Giusto
qualche lucina che brilla qua e là... Filicudi bisogna conoscerla,
altrimenti tante cose non si possono immaginare. Qui d'inverno
tutti i giorni sono uguali. Noi abbiamo sempre il nostro bel da
fare, tra piccoli furti e tentativi di abusi edilizi. Ma gli
isolani vivono dell'attività estiva. D'inverno un po' di
giardinaggio, la cura dei piccoli orti, e delle case dei non
residenti. Il 25 in ogni caso si sta in famiglia. Forse è
Capodanno, con i fuochi artificiali, il momento più animato. C'è
qualcuno davvero esperto». E per voi carabinieri, questo Natale "in
mezzo al mar"? «Cucineremo qualcosa di speciale, non c'è dubbio.
Del resto cuciniamo ogni giorno!», ride. «Vedremo qualche programma
natalizio in tv... Giocheremo un po' a carte. Siamo molto amici.
Che vuole... In servizio e fuori, stiamo sempre insieme». Dolci,
spumante, panettoni, arrivano da casa? «Anche qualche isolano ce ne
fa omaggio. Per strada ci salutano, ci fanno gli auguri. Gli
isolani ci rispettano. E in fondo ci temono anche un po'». Neanche
la Stazione di Chiesa in Valmalenco, nonostante l'intensa attività
di controllo alla quale è chiamata nel periodo delle Feste,
rinuncia alla celebrazione del Natale. «Quello che ci impegna»,
spiega Di Roio, «non è tanto il servizio piste, di routine, e per
il quale, nel territorio di Chiesa, possiamo contare anche sulla
Polizia di Stato, quanto i servizi esterni.
Dobbiamo risolvere qualunque cosa capiti. Per fortuna gli
incidenti non sono così numerosi». «Comunque facciamo l'Albero, il
Presepe, se ci riusciamo il 23 organizziamo una cena con le
famiglie», continua. «E addobbiamo la Caserma. Ci vuole!». E con i
turni, come siete organizzati? «Sotto le Feste cerchiamo di non
andare in licenza. Abbiamo un nostro codice: solo i siciliani
tornano a casa. Gli altri si adattano col riposo. Quest'anno siamo
tutti in servizio. Due carabinieri rimangono a disposizione a
Natale e due a Capodanno. Ma cenano con le famiglie. A proposito: i
più bravi di noi a far da mangiare sono i siciliani. Sono il nerbo
della Stazione, i siciliani!». Per chi resta l'atmosfera dev'essere
malinconica... «Ma no, tutt'altro! L'atmosfera a Natale è bella
anche per noi, davvero». «L'atmosfera? Questa di Usini la definirei
"serena"», dice a sua volta il maresciallo Caneo. «Siamo in otto,
con i turni riusciamo tutti a trascorrere un po' di tempo in
famiglia. E non rinunciamo neanche a qualche riunione conviviale
tra noi militari. Con l'aiuto delle mogli, naturalmente!». Il menu?
«Il maialino, o l'agnello, e inevitabili, gli gnocchetti!». «Per
Natale i nostri militari possono avere le ferie e andare a casa, ma
rimangono quasi tutti in zona», spiega il capitano Stegagnini. «C'è
anche chi ha origini lontane, ma per fortuna, ormai, i più hanno
famiglia qui. Anche i figli vanno a scuola qui. Il pendolarismo c'è
per chi è ancora scapolo». Niente turni? «Optiamo per lo
scaglionamento. Chi va in ferie a Natale è di servizio a Capodanno,
chi a Natale lavora, a Capodanno va a casa, e c'è chi sceglie
l'Epifania». E in Caserma si fa qualcosa di natalizio? «Il Natale
nelle nostre sette Caserme è molto sentito: in tutte si fanno
l'Albero e il Presepe, e addobbiamo gli uffici, seppure in maniera
molto sobria. Io passo sempre a visitare le Caserme... E poi,
inviamo le pattuglie nei centri commerciali, dove, tra vetrine con
esposizione di merci e shopping, i tentativi di furto non
mancano!». Chi è di turno, insomma, lavora sodo. «Ma c'è anche modo
di festeggiare», sottolinea. «Prima di Natale c'è un pranzo con
tutti i militari in congedo, organizzato dall'Associazione
Nazionale Carabinieri, alla quale siamo molto legati. Vengono
invitati i Comandanti di Stazione o di Compagnia con le famiglie.
Il 21 o il 22, poi, c'è la cena di Compagnia: due o tre carabinieri
cucinano con prodotti locali. La sera si mangia il panettone, e c'è
chi gioca a carte. Il giorno di Natale, invece, chi può sta in
famiglia. Sono tutti sposati, e quindi appena possono vanno a casa.
Non è più come un tempo...». Lei quando è stato a Roma l'ultima
volta?, chiediamo al maresciallo Scardino. «Eh, a metà settembre,
ma non ci andavo da aprile. Sa, c'è anche la responsabilità del
Comando. L'estate non mi posso allontanare. Con tutte le
personalità presenti…». E questo Natale, lo trascorrerà a Filicudi?
«Probabile», risponde sereno. di Minna
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Minna Conti
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