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La salute è di tutti

In stretta collaborazione con il Ministero della Salute, i Nas svolgono da ben quarantacinque anni un'intensa attività di tutela dei cittadini consumatori

Militari del NAS mentre effettuano un controllo in un'azienda alimentare per la distribuzione di uova Truffe e scandali alimentari rappresentano un serio rischio per la sicurezza dei consumatori. Eppure - lo sostiene Legambiente, il sistema italiano dei controlli alimentari è uno dei più efficaci a livello internazionale - sono decine di migliaia le ispezioni effettuate sulla filiera alimentare dalle Forze dell'Ordine e dagli enti preposti ai controlli: come i Carabinieri del Nas, che ne hanno effettuati 35.138 solo nel 2006. Interpellati dall'associazione ambientalista "Italia a Tavola 2007" sui soggetti, istituzionali e non, in cui ripongono la maggior fiducia in merito alla sicurezza alimentare, i cittadini italiani affermano di fare assegnamento anzitutto negli istituti scientifici (83%), seguiti dagli organismi di controllo come i Nas, e dalle associazioni a tutela dei consumatori. In particolare il campione di intervistati, alla domanda su chi contatterebbe se si ritrovasse vittima di una frode alimentare, ha risposto i Nas (34%), seguiti dal medico di famiglia, dalla Asl, dalle associazioni dei consumatori e dal Ministero della Salute.

L'attività. «Tutte le volte che abbiamo lavorato con i Nas», ha detto Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, «abbiamo trovato grande competenza ed efficacia. Svolgono un lavoro decisivo e in Italia sono un esempio positivo. Si tratta di un Nucleo impegnato in un settore molto delicato, su inchieste puntuali, utili e importanti. Noi abbiamo in piedi molte campagne, che coinvolgono anche gli altri Nuclei specializzati dell'Arma. I sondaggi», ha concluso Della Seta, «dicono che i Carabinieri in Italia sono l'istituzione che gode della maggiore fiducia da parte dei cittadini. Nel caso dei Nas, la sensibilità è maggiore perché il nostro è un popolo molto attento alla sicurezza di ciò che consuma». Da gennaio a settembre 2007, i Nas hanno effettuato 48.449 ispezioni, rilevato 12.483 infrazioni penali, contestato 17.400 infrazioni amministrative. Le persone segnalate all'autorità giudiziaria sono state 5.971, quelle arrestate 142, e sono stati prelevati 17.546 campioni di materiali quali medicinali, alimenti, mangimi per verificarne genuinità e conformità ai regolamenti e alle leggi. A seguito dell'intervento dei Nas, sono state chiuse 850 strutture e ne sono state poste sotto sequestro 686. Il maggior numero di ispezioni sono state eseguite nei settori farmaceutico e sanità (18.414 in otto mesi), ristorazione (5.356), carni e allevamenti (4.638). L'operazione "Estate Tranquilla", partita nel giugno 2007, ha condotto a 418 ispezioni in campeggi e villaggi turistici, 631 in stabilimenti balneari, 577 in prodotti della pesca, 1.059 in discoteche, bar e gelaterie, 682 in strutture ricettive per anziani, 331 in strutture sanitarie di emergenza e urgenza, 580 in agriturismi. In particolare, per prevenire il diffondersi della brucellosi bufalina nella provincia di Salerno - malattia che può infestare gli allevamenti di bufala, mettendo in pericolo la salute dei consumatori e in ginocchio l'indotto creato intorno a un prodotto notissimo -, i Nas hanno costituito una task force per creare un'anagrafe dei bovini, grazie all'immissione nel corpo degli animali di un bolo elettronico che li identifica. In questo modo, i capi vengono costantemente monitorati e si procede all'abbattimento di quelli infetti. «I Nas», ha spiegato il Comandante, generale Saverio Cotticelli, «sono i referenti europei per tutte le allerte comunitarie come epidemie e pandemie. La collaborazione con il Ministero è fondamentale. Lavoriamo per salvaguardare la buona sanità e la buona produzione. Lottiamo contro chi, per arricchirsi, avvelena i prodotti destinati ai cittadini. I Nas sono a tutela di coloro che osservano le regole e che hanno costi e responsabilità maggiori di quelli che non lo fanno e delinquono. Comunicare con noi consente ai cittadini di difendersi dalle truffe».

Preziosi alleati. Il cittadino deve cercare di cambiare il proprio stile di vita abituandosi a leggere le etichette, ad interrogarsi sul perché un prodotto costi meno rispetto ad un altro (anche se, va sottolineato, non sempre l'insidia è in agguato). Non può esserci, insomma, solo la corsa a vuotare l'armadietto quando si diffonde la notizia sull'incerta composizione del dentifricio proveniente da un lontano Paese. Né si può vivere in costante preoccupazione per la salute dei propri figli. «Quello dell'alimentazione dei bambini», commenta in proposito il professor Giuseppe Titti, già Presidente della Società Italiana di Pediatria del Lazio, «è un tema che tocca particolarmente la sensibilità dei genitori. Ci sono situazioni non chiare, è difficile non cadere nell'errore. Ma i Nas, sulla base della loro esperienza, ormai sanno bene come comportarsi». L'informazione e il bisogno di comunicare con gli organismi di tutela è dunque sempre più pressante: «Lo sappiamo bene», ha aggiunto il generale Cotticelli, «e ci sono molti progetti in cantiere. A questo proposito vorrei ricordare il servizio di Isoradio, grazie al quale gli automobilisti possono conoscere i reparti dell'Arma contattandoli. Abbiamo due ufficiali che rispondono alle domande». Forse per tutte queste ragioni c'è chi vorrebbe ancora più carabinieri tra i Nas: «Tra i vari nuclei delle Forze dell'Ordine», commenta Carlo Rienzi, Presidente del Codacons, «sicuramente i Nas rappresentano per i consumatori un prezioso alleato». Proprio con i Nas il Codacons ha instaurato, nel tempo, un rapporto di proficua collaborazione, chiedendo e ottenendo il loro intervento contro esercenti scorretti e locali che non rispettavano le principali norme igieniche. Il ruolo dei Nas nella difesa dei consumatori è fondamentale. Per questo non possiamo negare che, rispetto alle esigenze dei cittadini, il loro numero dovrebbe essere almeno decuplicato!». Ben venga, dunque, l'interesse dei giovani ad entrare nel Nucleo… «Certo. Anche se, prima di diventare Nas, essi devono fare i "semplici" carabinieri», precisa il Comandante. «È quella la base di tutto. Poi viene l'esperienza, attraverso i numerosi corsi di aggiornamento sulle nuove tecniche, e la specializzazione».
M. Letizia D'Agata