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Il sistema che tutela la salute dei cittadini italiani è davvero
così problematico e inefficiente? Sembrerebbe proprio di no, a
sentire l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Di più: il nostro
sistema sanitario, nonostante le inevitabili difficoltà, si è
aggiudicato addirittura la medaglia d'argento mondiale,
sbaragliando la concorrenza di quasi duecento Paesi. Solo la
Francia, ha stabilito l'Oms, riesce a fare di meglio. E non è
neanche vero, contrariamente a quel che si dice, che in materia di
servizi ospedalieri e affini siamo fra i più spendaccioni. Leggere
per credere.
Per la prima volta l'Oms ha messo a confronto, sulla base di
diversi indicatori qualitativi, i sistemi sanitari di 191 Paesi di
tutto il mondo. E l'Italia non se l'è cavata affatto male: con una
media che oscilla tra i 71 e i 74,6 anni, infatti, ci troviamo nel
gruppo di testa per quanto riguarda la speranza di vita in salute,
al pari di gran parte degli Stati membri dell'Unione Europea,
nonché di Giappone, Australia e Canada. Stessa musica, con un
indice che va dallo 0,974 allo 0,999, in tema di uguaglianza tra i
cittadini nell'accesso alla Sanità.
Posto in tribuna d'onore assicurato anche dal "livello globale dei
risultati del sistema sanitario" e dalla sua "performance
complessiva". Va un po' meno bene se si passa a considerare la
"capacità di reazione", che fa retrocedere l'Italia dai livelli
d'eccellenza al gruppo dei Paesi arrivati secondi nella classifica
virtuale stilata dall'Organizzazione mondiale fra i quasi duecento
Stati membri.
La combinazione dei cinque indicatori considerati dall'Oms -
livello generale della salute della popolazione, disparità nei
gradi di salute, capacità di reazione del sistema sanitario,
distribuzione tra la popolazione di questa capacità di risposta e
ripartizione del peso finanziario della Sanità fra i vari strati
sociali - ha insomma tributato al nostro Paese un ragguardevole
secondo posto nella classifica generale, subito dopo i "cugini"
d'Oltralpe. Un risultato ancor più significativo se si pensa che la
medaglia di bronzo è stata assegnata alla Repubblica di San Marino,
e che per trovare gli Stati Uniti d'America bisogna scendere fino
alla posizione numero 37, a causa - secondo l'Organizzazione
internazionale - di un'insufficiente uguaglianza nell'accesso alle
cure e di una speranza di vita al di sotto del gruppo di
testa.
Un ultimo accenno lo merita il dato relativo alla spesa sanitaria:
al contrario di quel che comunemente si ritiene, infatti, l'Italia
non si colloca ai vertici nella top ten degli scialacquatori. Si
trova invece nel gruppo dei Paesi che, in linea con la gran parte
dei membri dell'Unione Europea, alla lubrificazione del sistema
sanitario dedica una percentuale di Pil che oscilla tra gli 8,7 e i
10,4 punti. Nel Vecchio Continente l'Oscar del risparmio va alla
Gran Bretagna (al 18esimo posto nella classifica generale
dell'Oms), mentre la Germania, titolare in Europa del record di
spesa, nonostante l'investimento di oltre 10 punti di Pil, non è
riuscita a salire oltre la 25esima
posizione.
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