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Una funzione sociale

Le celebrazioni per il 193° anniversario della fondazione dell'Arma sono state un'occasione per riflettere sul ruolo che i Carabinieri rivestono nella vita del Paese e delle sue Istituzioni

Il Presidente della Repubblica con il Comandante Generale dell'Arma al momento della ricompensa della Medaglia d'Oro al merito della Sanità Pubblica alla Bandiera dell'ArmaAncora una volta, come lo scorso anno, il tempo assai incerto della prima settimana di giugno ha parzialmente risparmiato la cerimonia per la celebrazione del 193° anniversario della fondazione dell'Arma. Parzialmente, diciamo, perché in effetti è accaduta una cosa abbastanza singolare: un nutrito temporale, di quelli tipicamente primaverili con i "goccioloni", come si dice nella capitale, ha soltanto lambito Piazza di Siena dove, com'è tradizione, nel tardo pomeriggio del giorno 5 ha avuto luogo l'evento solenne.

I radi spruzzi di pioggia caduti, insomma, non sono bastati a scuotere più di tanto l'allegria dei moltissimi spettatori, parenti, amici ed "estimatori", come sempre assiepati in ogni ordine di posti e con l'animo pervaso da una festosità composita, da un sentimento fatto di ammirazione, compiacimento e finanche esaltazione e legittimo orgoglio alla vista dei reparti, delle loro variopinte uniformi, dei movimenti perfetti e della fierezza dei giovani militari, uomini e donne di ogni grado, che lì rappresentavano tutta l'Arma con le sue specialità, con la sua determinazione, con la sua professionalità altamente qualificata in ogni branca del servizio. Nella tribuna d'onore: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; il Ministro della Difesa Arturo Parisi; i Capi di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, e delle Forze Armate, tra i quali il Comandante Generale dei Carabinieri Gianfrancesco Siazzu; e poi molti rappresentanti del Parlamento, del Governo, del Corpo Diplomatico; alte autorità civili, militari e religiose di Roma, e i vertici dell'Istituzione in servizio e in congedo.

Schierata sul piazzale, una Brigata di formazione agli ordini del generale Leonardo Leso: Bandiere di Guerra dell'Arma e del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania"; Stendardo del Reggimento Carabinieri a cavallo; Stendardo e Bandiera di Combattimento della Fregata "Carabiniere"; Medagliere dell'Associazione Carabinieri; Labaro dell'Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Militari dell'Arma dei Carabinieri (Onaomac); Compagnia multinazionale della Forza di Gendarmeria Europea; rappresentanza del Coespu (Centro di Eccellenza per le Unità di Polizia di Stabilità); Banda dell'Arma. Ancora, tre Reggimenti, di cui il 1° su due Battaglioni Allievi, rispettivamente dell'Accademia di Modena, della Scuola Ufficiali, della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze (Reggimento di Velletri) e della Scuola Allievi Carabinieri di Roma. Il 2° si componeva di tre Battaglioni, con personale del 1° Reggimento Paracadutisti, dei Reggimenti 7° "Trentino-Alto Adige", 8° "Lazio" e 13° "Friuli-Venezia Giulia"; degli Squadroni Eliportati Cacciatori di Calabria e di Sardegna, di una Compagnia di specialità composta da militari impiegati all'estero (a Rafah, Striscia di Gaza), della Tutela dell'Ambiente e della Salute, del Dispositivo Identificazione Vittime Grandi Disastri, del Servizio Navale e Aereo. Inoltre, cinofili ed atleti delle Sezioni sportive di Judo, Karate, Scherma, Pentathlon Moderno, Tiro a Segno, Sport Invernali, Paracadutismo Sportivo, Atletica Leggera e Nuoto, più alcuni Comandanti di Stazione e Carabinieri di Quartiere e una Compagnia di donne ufficiali, marescialli e carabinieri di varia provenienza. Il 3° Reggimento era interamente montato, con Fanfara a cavallo, Bandiera Colonnella, uno Squadrone Corazzieri e due di Carabinieri a cavallo, nonché rappresentanze delle Gendarmerie a cavallo di Spagna, Portogallo, Olanda, Marocco, Romania e Cile. Fuori dallo schieramento era presente la Fanfara della Scuola Allievi Carabinieri di Roma.

Nel suo messaggio augurale, pervenuto al Comandante Generale la sera del 4 giugno, il Presidente della Repubblica, dopo aver rivolto l'omaggio a quanti «hanno perduto la vita nell'assolvimento del compito», ha sottolineato come «nella sua storia, l'Arma ha sempre rappresentato per il Paese un fermo ed insostituibile riferimento. Gli Italiani sanno di poter fare affidamento sui Carabinieri, sulla loro presenza capillare… L'Arma, salda nei valori della Patria e nei principi della Costituzione repubblicana e forte delle proprie secolari tradizioni, offre al Paese ed alla comunità internazionale uno straordinario contributo, con dinamismo e mentalità aperta all'innovazione ed in piena sinergia con le altre Forze Armate e con le Forze di Polizia». Napolitano ha evidenziato quindi lo sforzo di aggiornamento dell'Istituzione per rispondere «con efficienza sia alle esigenze di tutela dell'ordine e della legalità sia ai delicati compiti di pacificazione e stabilizzazione nel contesto delle missioni internazionali». Anche l'ammiraglio Di Paola ha inviato un messaggio, con cui ha porto «un pensiero deferente e commosso» ai Caduti dell'Arma, «componente essenziale delle Forze Armate», che «con esse opera, pienamente integrata in tante regioni del mondo».

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha definito inoltre i Carabinieri quali «protagonisti attivi ed apprezzati di quel processo di trasformazione mirato a far sì che lo strumento militare continui ad essere in grado di rispondere alle nuove sfide della rivoluzione dello scenario internazionale». Prima della cerimonia vera e propria, due formazioni delle Scuole Allievi Marescialli e Brigadieri e Carabinieri hanno fornito un apprezzatissimo saggio di addestramento formale con evoluzioni in ordine chiuso; sono seguiti gli onori al Presidente della Repubblica e l'intervento del Ministro Parisi. Il quale, dopo i saluti di rito, ha ricordato i primi anni di vita dell'Arma, nel Piemonte del 1814, quando «nasceva (...) una figura nuova di soldato (il carabiniere, appunto). Legato al Re, ma con una caratterizzazione forte di tutore dell'ordine e delle leggi in funzione di pubblica utilità e di sicurezza collettiva, un soldato del Re al servizio di un ideale di "buon governo"».

Ora, a distanza di quasi due secoli, il patrimonio di valori dell'Arma, ha sottolineato Parisi, resta fermo. «Un patrimonio di valori rinnovati e rafforzati in oltre mezzo secolo di storia repubblicana. Grazie ad essi l'Arma è oggi come ieri percepita come la rappresentazione più immediata dello Stato. Ma i Carabinieri, più che l'immagine dell'autorità dello Stato, ne rappresentano l'autorevolezza e la credibilità». Riferendosi alla legge di riordino del 2000, il Ministro ha ribadito «la duplice natura dell'Istituzione, pienamente partecipe dei sistemi di difesa e sicurezza del Paese secondo un binomio inscindibile che sottolinea la continuità funzionale dei due ambiti di intervento». Una peculiarità che non manca di suscitare «un interesse crescente delle Forze di Polizia straniere che ogni anno chiedono di visitare i reparti dei nostri Carabinieri». Dopo aver esaltato il ruolo delle Stazioni e delle Tenenze, «avvertite dalla popolazione come un patrimonio di ciascuna comunità, in grado di incidere direttamente anche sulla percezione individuale della sicurezza», Parisi ha sottolineato l'impegno crescente dei Carabinieri nella loro funzione di Polizia Militare nelle missioni all'estero, per la quale è stato avviato un programma di ristrutturazione.

Quindi ha accennato al contributo che l'esperienza maturata dai Carabinieri nei teatri operativi ha fornito «anche alle più recenti iniziative sviluppate in ambito internazionale: la Gendarmeria europea e il Coespu», ed ha concluso, rivolgendosi al Presidente Napolitano, affermando che «la fiducia nei Carabinieri è ben riposta» e che a loro, ancora una volta, «va il "grazie" degli Italiani, il "grazie" della Repubblica».

Dopo gli onori ai Caduti, è stata la volta della consegna delle ricompense: Medaglia d'Oro al merito della Sanità Pubblica alla Bandiera dell'Arma, in particolare per «il contrasto alla diffusione delle sostanze stupefacenti e dopanti, nonché nella protezione dei diritti dei più deboli»; Medaglia d'Oro al valor militare alla memoria dell'appuntato Donato Fezzuoglio e Medaglia di Bronzo al valor militare all'appuntato scelto Enrico Monti, rispettivamente caduto e ferito in un conflitto a fuoco con tre rapinatori avvenuto a Umbertide (Perugia) il 30 gennaio 2006; Medaglia d'Oro al valor civile alla memoria del carabiniere Angelo Spagnolo, ucciso il 24 settembre 2005 a Monteiasi (Taranto) da un rapinatore che aveva cercato di fermare; Medaglia d'Oro al valore dell'Arma alla memoria del vice brigadiere Cristiano Scantamburlo e Medaglia d'Argento al valore dell'Arma all'appuntato Roberto Domini, i quali, il 12 febbraio 2006, ingaggiavano un conflitto a fuoco con un pregiudicato fermato al Lido delle Nazioni di Comacchio (Ferrara); e ancora, Medaglia d'Oro al valor civile al maresciallo ordinario Giuseppe Portolesi e al brigadiere capo Enrico Dolci per il conflitto a fuoco sostenuto dagli stessi il 24 giugno 2005 a Libido San Giacomo (Milano) contro due malviventi; Medaglia d'Oro al valor civile al carabiniere Giovanni L'Altrelli che il 3 gennaio 2007, a Rodi Garganico (Foggia), riusciva a salvare due donne e un bambino dall'annegamento (vedi Il Carabiniere, febbraio 2007, pag. 36).

È seguita, come ormai di consueto, la premiazione di cinque Comandanti di Stazione particolarmente distintisi nel servizio: il luogotenente Luciano Gallorini, da Erba (Como); il luogotenente Salvatore Iaconi Farina, da Soragna (Parma); il luogotenente Tommaso De Simone, da Roma-San Lorenzo; il luogotenente Antonino Zammataro, da San Ferdinando di Puglia (Foggia). La manifestazione ha avuto termine con l'immancabile e sempre suggestivo Carosello equestre del Reggimento Carabinieri a cavallo, al comando del colonnello Giorgio Dino-Guida, e con gli onori finali al Capo dello Stato.
Vincenzo Pezzolet