Cambiano i tempi, ma i
Carabinieri continuano ad esserci: e sono sempre più presenti,
sempre più vicini, sempre più "prossimi". Può sembrare
retorico, ma non è questo il caso. Visto che, quando per
andare in treno da Firenze a Roma ci voleva una giornata, il
cinema era ancora in bianco e nero e per burattini di legno,
trottole e bambole di pezza si facevano follie, quel militare
dell'Arma appariva come un signore "tutto d'un pezzo",
implacabile ed irremovibile. Mentre oggi, nell'epoca
dell'hi-tech e dei computer, le donne e gli uomini con gli
alamari sono diventati gli amici di ogni giorno. Anche per i
più piccoli di noi.
A confermarcelo, le "opinioni" di un campione rappresentativo di
circa mille nostri connazionali - tutti ancora "colonne" della
scuola primaria (elementare, se preferite) - tra gli 8 e gli 11
anni. Scelti, cioè, in un'età in cui, pur non avendo perso la
schiettezza dell'infanzia, non si è ancora adolescenti. E,
nondimeno, in cui si è pronti ad esercitare il diritto ad esprimere
la propria opinione su argomenti d'interesse diretto. Così come
vuole, all'articolo 12, la Convenzione Internazionale sui Diritti
del Fanciullo (Onu, 1989). A "sondare gli umori", con un'indagine
di Customer Satisfaction, più propriamente definita "Children
Satisfaction", l'Arma dei Carabinieri, in collaborazione con il
Comune di Roma e le Scuole.
Il "microfono" utilizzato aveva la forma di «un questionario
semi-strutturato», per dirla con gli esperti - in primis il
colonnello Mariano Bardi e il tenente colonnello Giuseppe Alverone,
dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comando Generale
dell'Arma - ovvero domande dotate di una rosa di opzioni affiancate
da quesiti a risposta libera. Un questionario proposto, per
correttezza d'indagine, dai soli insegnanti e (per evitare
possibili condizionamenti) badando bene che nessuna divisa
circolasse nei paraggi delle classi, individuate in contesti
sociali diversi. Si cercavano delle indicazioni, si sono avute
delle opinioni: precise e prive di dubbi (per certi versi, forse,
anche troppo…).
Opinioni precise per idee chiare. Ad iniziare dalla capacità di
individuare con certezza, per strada, il carabiniere (solo 2 su 100
dei "mille" si confondono tra un poliziotto, un vigile del fuoco e
un appartenente all'Arma) o comporre il giusto numero telefonico di
pronto intervento delle "gazzelle" (il 112!). E se il carabiniere
risulta essere di certo "serio" (per oltre il 43% degli
intervistati) è però anche "simpatico" (42,30%): nulla a che vedere
con il personaggio dell'antico immaginario. Uomini e donne, quelli
dell'Arma, cordialmente affidabili. Autorevoli ma affabili. A cui
rivolgersi per la propria sicurezza nei luoghi pubblici, in misura
anche maggiore di quanto lo si fa con i genitori (un 45,4 contro un
44,1%), tanto da desiderare, come ha scritto un giovane
intervistato, che «anche mia madre e mio padre vorrei che fossero
carabinieri almeno starei sempre al sicuro».
E il garantire la sicurezza è, per i futuri adolescenti, l'impegno
d'istituto principale a cui è chiamata l'Arma (ne sono convinti più
di 57 su 100), tanto che «arrestare i delinquenti» - che sono,
comunque, il più diffuso motivo di paura - non solo si classifica
al secondo posto, e ben distanziato (con quasi il 29% di
preferenze), ma dovrebbe servire, essenzialmente, a istruire i
malintenzionati perché «capiscano lo sbaglio» e «fargli imparare a
non farlo più», ovvero a prevenire, questo sì, per una futura
maggiore sicurezza di tutti.
Idee chiare, dicevamo. Sempre. Qualunque sia il campo indagato:
dalle "peggiori cattiverie" che un essere umano può commettere (in
testa l'uccidere una persona, per il 59,9%), alle paure che si
provano, dove, dopo i già citati "ladri" (ma la parola va letta nel
senso più ampio di "criminali"), compare non a caso - e prima del
trovarsi nel mezzo di un incendio scoppiato in luoghi chiusi
(21,3%) - il finire sotto un'autovettura (28,7%). Non a caso,
perché l'uscire con gli amici (secondo oltre il 30% dei "mille"),
assieme al giocare nel parco con loro (che, con il 23,4% delle
scelte, viene superato di poco dai videogiochi, al 24,6%), risulta
il passatempo più gradito e, nel contempo, anche potenzialmente il
più ricco di oscuri pericoli. Proprio per strada (il 68,9% la pensa
così) e nel parco (11,6%), oltre che su Internet (13,4%), i
children temono infatti di poter fare spiacevoli, inopportuni
incontri. Da qui richieste precise ai Comuni per spazi più ampi
protetti da rifiuti, inquinamento e traffico, ma anche per una più
assidua presenza (quindi un incremento dei servizi di "prossimità")
delle Forze dell'Ordine.
Perché i carabinieri «non dovrebbero fare niente per migliorarsi:
sono perfetti così come sono!», sostengono i "mille", che però non
muoiono dalla voglia di esser carabinieri a loro volta - solo il
14,6% del totale lo vorrebbe "fare da grande" (ma, come ha
commentato il colonnello Mariano Bardi, «il dato non preoccupa,
sappiamo che oggi i modelli prevalenti sono altri»). Semplicemente,
dovrebbero essercene di più. In modo che «nella mia città ci
fossero meno ladri. Nel mio quartiere la pulizia». Un desiderio di
tutti, qualunque età si abbia. Anche se l'autore in questione ha
concluso: «Nella mia scuola voglio che ci danno meno compiti».
Possiamo chiederlo ai carabinieri? |