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Casa ecologica...

...e magari anche caserma. Risultano di notevole interesse le iniziative per ridurre le emissioni di gas a effetto serra delle abitazioni, promuovendo e incentivando l'innovazione tecnologica

Foto di una casa passiva Con la recente entrata in vigore del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, "Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia", è stato fissato un ulteriore punto fermo nel settore della salvaguardia ambientale. L'introduzione della nuova legislativa è, infatti, volta a stabilire "i criteri, le condizioni e le modalità per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici al fine di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l'integrazione delle fonti rinnovabili e la diversificazione energetica, contribuire a conseguire gli obiettivi nazionali di limitazione delle emissioni di gas a effetto serra posti dal protocollo di Kyoto, promuovere la competitività dei comparti più avanzati attraverso lo sviluppo tecnologico". Così l'articolo 1, "Principi generali", del testo di legge. «È un'operazione culturale che, oltre a permetterci di tagliare le emissioni di anidride carbonica sarà di stimolo alla crescita, all'innovazione tecnologica e alla riduzione della bolletta energetica delle famiglie», ha spiegato Pierluigi Bersani, Ministro dello Sviluppo economico.

Costretti ad un sommario esame per ragioni di spazio, consultiamo insieme i 17 articoli e i 12 allegati di specificità. Il decreto si applica agli edifici di nuova costruzione e a quelli oggetto di ristrutturazione, con talune eccezioni. Nel caso di ristrutturazioni di edifici esistenti, e per quanto riguarda i requisiti minimi prestazionali, è prevista un'applicazione graduale in relazione al tipo di intervento; l'applicazione integrale vale per l'edificio la cui superficie utile è superiore a 1.000 metri quadrati. Entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, saranno definiti i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al contenimento dei consumi di energia; entro un anno, invece, gli edifici di nuova costruzione saranno dotati, al termine della costruzione stessa e a cura del costruttore, di una certificazione energetica. Tale attestato deve comprendere sia i dati relativi all'efficienza energetica propri dell'edificio, sia i valori vigenti a norma di legge e i valori di riferimento, che consentiranno ai cittadini di valutare e confrontare la prestazione energetica dell'edificio, nonché i suggerimenti in merito agli interventi più significativi ed economicamente convenienti per il miglioramento delle prestazioni stesse.

Appuntiamo, ora, nella nostra agenda conoscitiva, le varie scadenze previste dal decreto. La certificazione dei consumi energetici scatterà, in caso di compravendita dell'intero immobile, dal prossimo 1° luglio per gli edifici superiori ai 1.000 metri quadrati; dal 1° luglio 2008 lo stesso obbligo riguarderà anche gli edifici di superficie al di sotto dei 1.000 metri quadrati, sempre in caso di compravendita di immobile. Dal 1° luglio 2009, infine, l'etichetta energetica diventerà obbligatoria anche per vendere un singolo appartamento. «I nuovi edifici dovranno essere schermati dai raggi del sole in modo da diminuire il bisogno di condizionamento; saranno fortemente incentivate le caldaie ad alta efficienza che fanno risparmiare un 20 per cento dei consumi, e sarà introdotta una piccola quota di fotovoltaico, obbligatorio nelle case di nuova costruzione», commenta Gianni Silvestrini, Consigliere per l'energia e l'ambiente del Ministro Bersani. «La somma delle misure adottate costituisce una rivoluzione tecnologica nel settore edilizio, responsabile del 30 per cento dei consumi energetici», prosegue Silvestrini, «e i benefici saranno immediatamente visibili: ogni anno si costruiscono 250mila nuovi alloggi e ogni nuova abitazione consuma per il riscaldamento una tonnellata di petrolio l'anno secondo i vecchi standard, oltre un terzo in meno secondo i nuovi».

Al testo normativo è accluso un articolato di dettagliate disposizioni finali. Il titolo III, articolo 13, recita: "Il Ministero della Attività Produttive predispone programmi, progetti e strumenti di informazione, educazione e formazione al risparmio energetico che privilegiano le sinergie di competenza e di risorse dei pertinenti settori delle amministrazioni regionali e che possono essere realizzati anche avvalendosi di accordi con enti tecnico-scientifici e agenzie, pubblici e privati. Gli stessi programmi e progetti hanno come obiettivo sia la piena attuazione del decreto attraverso nuove e incisive forme di comunicazione rivolte ai cittadini e agli operatori del settore tecnico e immobiliare, sia la sensibilizzazione degli utenti finali e della scuola, (...) nonché l'aggiornamento del circuito professionale e la formazione di nuovi operatori per lo sviluppo e la qualificazione di servizi, anche innovativi, nelle diverse fasi del processo edilizio, con particolare attenzione all'efficienza energetica e alla installazione e manutenzione degli impianti di climatizzazione e illuminazione".
Umberto Pinotti