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Cronache
L'Arma in sella
Visita alla base romana del Reggimento
a cavallo, dove uomini e animali si allenano per raggiungere i
luoghi più impervi del nostro Paese e per compiere le eleganti
coreografie che ogni anno ammiriamo durante il Carosello
storico
Dai rastrellamenti
lungo i crinali più impervi e irraggiungibili della Penisola
alla gloria del podio olimpico, passando per il leggendario
Carosello di piazza di Siena. Il tutto per un totale di circa
560 esseri viventi e 1.640 gambe. No, nessuna allucinazione, e
nessun errore nel far di conto: l'effetto moltiplicatore è
dato dalla particolare composizione organica del Reggimento a
Cavallo. Circa trecento militari, e al loro fianco
duecentosessanta splendidi quadrupedi di diverse razze e
colori, allevati e addestrati nella suggestiva cornice di Tor
di Quinto, sempre pronti a scendere in campo per le
tradizionali funzioni di alta rappresentanza, per accompagnare
i cavalieri in divisa nelle operazioni di pattugliamento, o
ancora per raggiungere assieme agli atleti-carabinieri le
vette dell'agonismo sportivo a livello nazionale e
internazionale.
Ogni giorno in pista. Chi ha potuto ammirare il celebre Carosello
durante l'annuale festa dell'Arma, o ha avuto modo di assistere
alla parata del 2 giugno, avrà pensato che cavalli e cavalieri
siano nati galoppando a suon di musica con le sciabole sguainate,
tale è l'eleganza e la naturalezza delle figure eseguite. Ma è
sufficiente fare quattro passi in un giorno qualsiasi lungo i campi
e i maneggi di Tor di Quinto per rendersi conto dell'allenamento
senza sosta che una simile perfezione richiede. Un addestramento
quotidiano, a dispetto della fatica e delle intemperie.
Rigorosamente a suon di musica: il Reggimento guidato dal
colonnello Giorgio Dino-Guida, infatti, vanta l'unica Fanfara a
cavallo in grado di suonare tutti gli strumenti previsti, anche al
passo o al trotto. Con una mascotte d'eccezione: una simpaticissima
cagnolina di sette anni di nome Lady, nata e cresciuta al
Reggimento, che nelle occasioni importanti sfila "in divisa"
accanto ai cavalieri dell'Arma. Sempre impeccabili, siano in due o
in centotrenta, dirimpetto a una caserma per un'inaugurazione o
davanti al Quirinale per il solenne cambio della guardia.
Un binomio vincente. Il segreto del successo il colonnello
Dino-Guida lo sintetizza in un'immagine assai efficace: quella del
binomio fra l'uomo e il cavallo. Una simbiosi costruita giorno dopo
giorno, attraverso l'addestramento e la cura quotidiana, affidata
agli stessi militari che montano in sella. Compatibilmente con le
turnazioni e le esigenze di servizio, infatti, l'obiettivo è fare
in modo che cavallo e cavaliere facciano coppia fissa, affinando
così quella comunicazione fisica tutta particolare che è alla base
del buon rendimento. In ogni caso, gli uomini del Reggimento a
cavallo provvedono a far sì che l'addestramento dei quadrupedi sia
uniforme, per consentire anche in caso di scambi di cavaliere
prestazioni ai massimi livelli. Quanto alla scelta degli esemplari,
ad occuparsene provvede un'apposita commissione di rimonta nominata
dal Comando Generale, che si rivolge prevalentemente al mercato
italiano, anche se talvolta, specialmente per l'acquisto dei grigi
su cui montano gli uomini del secondo squadrone e della Fanfara,
guarda con interesse anche oltre i confini del nostro Paese.
il reggimento in pillole. A cavallo i carabinieri arrivano nei
luoghi più impervi, laddove ruote e motori non possono spingersi.
Oppure pattugliano con agilità ed eleganza le zone centrali delle
città, a cominciare da Roma, per proseguire con Milano, Monza,
Firenze, Napoli e Palermo, dove il Reggimento vanta nuclei
permanenti. Nella base di Tor di Quinto, invece, trovano ospitalità
il Comando con le sue articolazioni (gli uffici e una direzione
veterinaria), un'unità operativa (il Gruppo squadroni, formato da
due squadroni e dalla Fanfara) ed una addestrativa (il Centro
ippico, articolato in tre sezioni: addestramento e corsi;
perfezionamento e rimonta; equitazione, alle dipendenze del Comando
Generale, che comprende gli atleti dell'Arma che gareggiano a
livello nazionale ed internazionale). In occasione delle trasferte,
tramite appositi van per il trasporto di quadrupedi, vengono
spostati fino a 90 cavalli per volta.
Tutti alla carica di Pastrengo. Figure articolate e complesse,
alternate sia nella loro rappresentazione sul campo, sia
nell'abbinamento con le musiche eseguite dalla Fanfara a cavallo
del Reggimento che suona anche al trotto e al galoppo e dalla
Fanfara a piedi della Scuola Allievi Carabinieri di Roma. Il
Carosello storico di piazza di Siena, tradizione irrinunciabile
della Festa dell'Arma, è la massima dimostrazione
dell'addestramento collettivo. Non è l'unica, poiché gruppi di
cavalieri del Reggimento si spostano da un capo all'altro della
Penisola nelle più disparate occasioni di rappresentanza (e non
solo). Ma di certo è la più imponente e suggestiva.
Il tenente colonnello Gianni Cuneo, Comandante del Gruppo
squadroni, è la voce che ogni giorno accompagna e incita i
cavalieri del Reggimento a dare il meglio di sé. Armonizza i due
squadroni, uno di cavalli colorati, dal sauro al morello, l'altro
di cavalli grigi, ciascuno in campo con ben 48 elementi. Impegnati
di volta in volta nello scontro delle frotte, che simula una
contrapposizione in battaglia al galoppo con le sciabole sguainate;
nell'atterramento, che ripropone un classico delle guerre a
cavallo, con l'animale che si corica e ripara il suo cavaliere dal
nemico; nella grande carica finale, sciabole all'orizzonte,
ispirata alla carica di Pastrengo del 1848. Queste le figurazioni
tradizionali, sempre presenti. Di rivelare le sorprese in serbo per
il Carosello di quest'anno, il tenente colonnello Cuneo non ne ha
voluto sapere. C'è da capirlo. Vorrà dire che dovremo pazientare
ancora un po'! |
Claudia Passa
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