CARABINIERI

Entra nella Stazione On-Line dei Carabinieri
Ministero della Difesa
Home > L'Editoria > Il Carabiniere > Anno 2007 > Maggio > Cronache

L'Arma in sella

Visita alla base romana del Reggimento a cavallo, dove uomini e animali si allenano per raggiungere i luoghi più impervi del nostro Paese e per compiere le eleganti coreografie che ogni anno ammiriamo durante il Carosello storico

Una foto di una scuola durante una visita alla base di Tor di Quinto Dai rastrellamenti lungo i crinali più impervi e irraggiungibili della Penisola alla gloria del podio olimpico, passando per il leggendario Carosello di piazza di Siena. Il tutto per un totale di circa 560 esseri viventi e 1.640 gambe. No, nessuna allucinazione, e nessun errore nel far di conto: l'effetto moltiplicatore è dato dalla particolare composizione organica del Reggimento a Cavallo. Circa trecento militari, e al loro fianco duecentosessanta splendidi quadrupedi di diverse razze e colori, allevati e addestrati nella suggestiva cornice di Tor di Quinto, sempre pronti a scendere in campo per le tradizionali funzioni di alta rappresentanza, per accompagnare i cavalieri in divisa nelle operazioni di pattugliamento, o ancora per raggiungere assieme agli atleti-carabinieri le vette dell'agonismo sportivo a livello nazionale e internazionale.

Ogni giorno in pista. Chi ha potuto ammirare il celebre Carosello durante l'annuale festa dell'Arma, o ha avuto modo di assistere alla parata del 2 giugno, avrà pensato che cavalli e cavalieri siano nati galoppando a suon di musica con le sciabole sguainate, tale è l'eleganza e la naturalezza delle figure eseguite. Ma è sufficiente fare quattro passi in un giorno qualsiasi lungo i campi e i maneggi di Tor di Quinto per rendersi conto dell'allenamento senza sosta che una simile perfezione richiede. Un addestramento quotidiano, a dispetto della fatica e delle intemperie. Rigorosamente a suon di musica: il Reggimento guidato dal colonnello Giorgio Dino-Guida, infatti, vanta l'unica Fanfara a cavallo in grado di suonare tutti gli strumenti previsti, anche al passo o al trotto. Con una mascotte d'eccezione: una simpaticissima cagnolina di sette anni di nome Lady, nata e cresciuta al Reggimento, che nelle occasioni importanti sfila "in divisa" accanto ai cavalieri dell'Arma. Sempre impeccabili, siano in due o in centotrenta, dirimpetto a una caserma per un'inaugurazione o davanti al Quirinale per il solenne cambio della guardia.

Un binomio vincente. Il segreto del successo il colonnello Dino-Guida lo sintetizza in un'immagine assai efficace: quella del binomio fra l'uomo e il cavallo. Una simbiosi costruita giorno dopo giorno, attraverso l'addestramento e la cura quotidiana, affidata agli stessi militari che montano in sella. Compatibilmente con le turnazioni e le esigenze di servizio, infatti, l'obiettivo è fare in modo che cavallo e cavaliere facciano coppia fissa, affinando così quella comunicazione fisica tutta particolare che è alla base del buon rendimento. In ogni caso, gli uomini del Reggimento a cavallo provvedono a far sì che l'addestramento dei quadrupedi sia uniforme, per consentire anche in caso di scambi di cavaliere prestazioni ai massimi livelli. Quanto alla scelta degli esemplari, ad occuparsene provvede un'apposita commissione di rimonta nominata dal Comando Generale, che si rivolge prevalentemente al mercato italiano, anche se talvolta, specialmente per l'acquisto dei grigi su cui montano gli uomini del secondo squadrone e della Fanfara, guarda con interesse anche oltre i confini del nostro Paese.

il reggimento in pillole. A cavallo i carabinieri arrivano nei luoghi più impervi, laddove ruote e motori non possono spingersi. Oppure pattugliano con agilità ed eleganza le zone centrali delle città, a cominciare da Roma, per proseguire con Milano, Monza, Firenze, Napoli e Palermo, dove il Reggimento vanta nuclei permanenti. Nella base di Tor di Quinto, invece, trovano ospitalità il Comando con le sue articolazioni (gli uffici e una direzione veterinaria), un'unità operativa (il Gruppo squadroni, formato da due squadroni e dalla Fanfara) ed una addestrativa (il Centro ippico, articolato in tre sezioni: addestramento e corsi; perfezionamento e rimonta; equitazione, alle dipendenze del Comando Generale, che comprende gli atleti dell'Arma che gareggiano a livello nazionale ed internazionale). In occasione delle trasferte, tramite appositi van per il trasporto di quadrupedi, vengono spostati fino a 90 cavalli per volta.

Tutti alla carica di Pastrengo. Figure articolate e complesse, alternate sia nella loro rappresentazione sul campo, sia nell'abbinamento con le musiche eseguite dalla Fanfara a cavallo del Reggimento che suona anche al trotto e al galoppo e dalla Fanfara a piedi della Scuola Allievi Carabinieri di Roma. Il Carosello storico di piazza di Siena, tradizione irrinunciabile della Festa dell'Arma, è la massima dimostrazione dell'addestramento collettivo. Non è l'unica, poiché gruppi di cavalieri del Reggimento si spostano da un capo all'altro della Penisola nelle più disparate occasioni di rappresentanza (e non solo). Ma di certo è la più imponente e suggestiva.

Il tenente colonnello Gianni Cuneo, Comandante del Gruppo squadroni, è la voce che ogni giorno accompagna e incita i cavalieri del Reggimento a dare il meglio di sé. Armonizza i due squadroni, uno di cavalli colorati, dal sauro al morello, l'altro di cavalli grigi, ciascuno in campo con ben 48 elementi. Impegnati di volta in volta nello scontro delle frotte, che simula una contrapposizione in battaglia al galoppo con le sciabole sguainate; nell'atterramento, che ripropone un classico delle guerre a cavallo, con l'animale che si corica e ripara il suo cavaliere dal nemico; nella grande carica finale, sciabole all'orizzonte, ispirata alla carica di Pastrengo del 1848. Queste le figurazioni tradizionali, sempre presenti. Di rivelare le sorprese in serbo per il Carosello di quest'anno, il tenente colonnello Cuneo non ne ha voluto sapere. C'è da capirlo. Vorrà dire che dovremo pazientare ancora un po'!
Claudia Passa