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«Un giocatore lo vedi
dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia…». Così canta
Francesco De Gregori, in una bella lirica dedicata allo sport
del calcio e ai ragazzi che imparando a giocare imparano a
vivere. Un verso ricco di significato, che associamo
volentieri al racconto di una importante iniziativa che ha per
teatro Monreale, località a un passo da Palermo conosciuta per
lo splendido Duomo, impreziosito dai mosaici dedicati al
Vecchio e al Nuovo Testamento.
Il gioco e lo sport di recente sono stati al centro di una dolorosa
vicenda, ampiamente discussa sui media, che ha più a che fare con
il fanatismo che con la passione e il corretto spirito agonistico
che dovrebbero ispirarli.
L'importante non è vincere, ma partecipare. Al famoso detto di
De Coubertin, sentiamo alla luce dei fatti di aggiungere una
piccola postilla. È importante anche "come" si partecipa. Ovvero,
nel campo da gioco e sugli spalti, "giocare pulito".
Un contributo a questa impostazione ci viene da Mariella Cimino
e Ignazia Ventura, due insegnanti della Scuola Elementare "Pietro
Novelli" di Monreale, che, avendo la responsabilità di un progetto
educativo, hanno pensato di avviare un'iniziativa insieme ai
carabinieri della locale Compagnia. Il nome, "La legalità corre
sulle ali di un pallone", la dice già lunga.
In concreto si tratta di questo: un appartenente all'Arma, con
l'ausilio di un insegnante, guida gli alunni attraverso il gioco
del calcio, facendo loro condividere le regole e i ruoli,
insegnando a collaborare nel gioco di squadra e aiutando a far
capire ai bambini che la violenza negli stadi danneggia la sana
competizione dello sport e lede i diritti altrui. Un calcio alla
violenza, è proprio il caso di dirlo.
Fra gli obiettivi indicati nella proposta avanzata dall'istituto
scolastico, quello di far conoscere, «in maniera adeguata alla
giovanissima età dei discenti, regole e norme con contestuale
stigmatizzazione dei comportamenti illeciti e dannosi», dovuti alla
mancata osservanza delle leggi. Il tutto con un «approccio alla
conoscenza di tipo ludico, sensoriale, emotivo e finalizzato ad
acquisire strumenti cognitivi, abilità, capacità operative,
atteggiamenti e comportamenti democratici» per contrastare ogni
forma di violenza.
Il capitano Massimiliano Sole, Comandante della Compagnia, non
ci ha pensato due volte. Ha messo nero su bianco il progetto e si è
fatto autorizzare a svolgere l'attività richiesta, incontrando
entusiastica adesione da parte dei tanti militari appassionati
dello sport nazionale per eccellenza. Gli incontri con i
giovanissimi allievi si svolgono presso il campo di calcio comunale
"Conca d'oro", ad appena 400 metri dalla caserma, la mattina o il
pomeriggio, con un impegno di circa due ore alla settimana, per una
durata complessiva di 3-4 mesi. È già la seconda edizione
dell'attività, che lo scorso anno è andata avanti da febbraio a
giugno.
Un'attività in assoluta armonia con il concetto di servizio di
prossimità, a costo zero, a cui partecipano il carabiniere
Francesco Benincasa, il maresciallo Maria Concetta Rollo, il
tenente Giuseppe Iacoviello e lo stesso capitano Sole.
Il pallone è tondo, si dice. Dunque decide da solo, molto
spesso, dove andare. Basta poco per deviare una traiettoria, far
fallire un'azione o modificare un prevedibile esito. Eppure anche
nel calcio e nello sport in genere, come nella vita, chi si impegna
per raggiungere un risultato prima o poi lo ottiene. È accaduto
l'anno scorso a Berlino alla nostra Nazionale, che in pochi si
aspettavano potesse arrivare a conquistare l'ambita Coppa. Accadrà
nella bella terra di Sicilia a questi uomini del domani, ai quali
sentiamo di fare in cuor nostro l'augurio più bello. Che vinca il
migliore! |