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Chi conosce il traffico di
Roma e la selva di veicoli che attraversano ogni giorno la
città può ben comprendere la portata "miracolosa"
dell'attività dei Carabinieri in motocicletta in forza al
Nucleo Radiomobile dell'Urbe. Un centinaio di centauri a bordo
di Bmw 850 di ultima generazione, autentici acrobati delle due
ruote, specializzati nella vera "mission impossible": scortare
delegazioni politiche e autorità militari straniere, dribblare
le code interminabili consentendo ai convogli d'ordinanza di
giungere in un batter d'occhio, qualunque cosa accada, da un
capo all'altro della capitale. Con un occhio vigile alla più
assoluta sicurezza, e l'altro alla coreografia sempre
impeccabile, come ricordano i tanti cittadini italiani che
hanno assistito al giuramento del Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, accompagnato a Montecitorio da
ventiquattro carabinieri su due ruote disposti "a freccia"
attorno all'auto presidenziale. E come non hanno mancato di
notare le tante delegazioni straniere, militari e politiche,
che ai più alti livelli hanno fatto visita al Comando Generale
dell'Arma e alle nostre Istituzioni, e che hanno espresso
grande apprezzamento per l'impeccabile servizio di scorta e
viabilità. Un servizio che nel maggio del 2005 è valso alla
sezione motociclisti del Nucleo Radiomobile un encomio solenne
da parte del Comandante Generale.
Per i centauri in divisa di viale Trastevere scortare Capi di Stato
del calibro di George W. Bush, accompagnare autorità in occasione
dei summit internazionali, esibirsi nella cornice dei Fori
Imperiali in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno,
stringere la mano ai potenti della Terra che si allontanano sulle
piste degli scali aeroportuali è ormai un fatto abituale.
Un'attività così ben collaudata che diverse forze di polizia
estere, a cominciare da quelle del Qatar e della Giordania, hanno
chiesto ai Carabinieri di «insegnare il mestiere» al proprio
personale. Detto, fatto: a breve le delegazioni straniere si
riuniranno nella Scuola di Velletri.
E pensare che i centauri di viale Trastevere, assieme alle altre
quattro sezioni del Nucleo Radiomobile comandato dal maggiore Luigi
Grasso, a sua volta articolazione del Reparto Operativo del Comando
Provinciale di Roma, trovano il tempo di controllare il territorio,
prevenire e reprimere, vigilare obiettivi sensibili. A due
motociclisti dell'Arma si deve ad esempio la fine della fuga
assassina del "lupo" Luciano Liboni, «con un tragico epilogo»,
specifica Grasso, «non certo voluto dai Carabinieri».
Complessivamente sono circa 400 i militari in forza al Nucleo, che
ha sede nel quartiere romano del Torrino, e che lo scorso 16
febbraio ha ricevuto la visita del Comandante Generale dell'Arma,
un evento di portata storica. Un Nucleo articolato - oltre ai
motociclisti - in una sezione "comando" (che gestisce personale e
mezzi di servizio), due sezioni "autoradio" altamente specializzate
e dotate di tecnologie di assoluta avanguardia, e una sezione
"infortunistica". La mole di impegno è considerevole, «l'attività»,
afferma ancora il maggiore Grasso, «decisamente multiforme e
altamente operativa». Verso il Nucleo Radiomobile, infatti,
confluiscono dalla Centrale operativa le richieste di pronto
intervento giunte al 112, «e gli interventi di controllo del
territorio». Un controllo a tutto campo: dalle rapine ai furti di
rame (molti i ladri finiti in manette, e ingente la refurtiva
recuperata), dalla repressione della piromania agli interventi per
bloccare tentativi di suicidio.
«All'attività di prevenzione e repressione», ci spiega il
Comandante del Nucleo, «si accompagna un'analisi dei fenomeni
criminosi. Ad esempio abbiamo studiato attentamente il "linguaggio"
dei segni lasciati dai ladri accanto ai citofoni delle case, per
dare indicazioni precise ai cittadini e aiutarli nella
prevenzione». Quanto agli interventi, ogni mese se ne contano a
decine per pattuglia, per un totale di arresti che si aggira fra
gli ottanta e i cento. Altrettante le denunce di soggetti in
libertà. Più del doppio sono poi le contravvenzioni elevate
mensilmente dalla sezione dedita alla viabilità e alla sicurezza
stradale, dotata di mezzi di prevenzione come gli etilometri o gli
autovelox (ben visibili e mai nascosti), ma anche di un
fornitissimo "kit" per gli incidenti stradali, e di sistemi
sperimentali che il Comando Generale ha affidato al Nucleo
Radiomobile perché siano "testati" in attesa di adottarli per tutta
l'Arma. Come il "drug test", rilevatore per individuare tracce di
sostanze stupefacenti nell'organismo di chi guida.
A bordo delle autoradio (oltre cento mezzi fra le Alfa 156 e le
nuovissime Alfa 159), un pannello per le segnalazioni agli utenti
della strada e un navigatore satellitare che permette alla Centrale
operativa di conoscere in tempo reale la posizione delle vetture.
Da segnalare, poi, un sistema di lettura delle targhe azionabile
anche in movimento, computerizzato e collegato al Ced interforze.
Se viene rilevata la targa di un'auto rubata o da ricercare, scatta
la segnalazione, con luogo ed orario. «Con questo sistema», spiega
Grasso, «a gennaio sono state ritrovate e restituite oltre 60 auto,
e oltre venti ladri sono finiti in manette». Occhio, però, al
contachilometri: la specializzazione tecnologica dell'Arma avanza,
e con le targhe rubate i carabinieri possono cogliere in flagrante,
dalle vetture in movimento, anche le auto in eccesso di
velocità!
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