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Marzo >
Cronache
Sicuri in casa
propria
Alcuni accorgimenti per evitare i
rischi domestici e vivere tranquilli nelle nostre
abitazioni
Lo scorso mese, supportati da un
recente opuscolo pubblicato dalla Protezione Civile e da
un'articolata intervista a Guido Bertolaso, abbiamo affrontato il
discorso sulla cultura della sicurezza per ciò che concerne le
calamità naturali.
In questo numero invece, con il contributo di alcune brochure
dell'Inail, Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli
Infortuni sul Lavoro, e dell'Ispels, Istituto Superiore per la
Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro, e i consigli del colonnello
Luciano Annicchiarico, a capo del Comando Carabinieri Ispettorato
del Lavoro, affrontiamo il non meno sentito problema della
sicurezza negli ambienti domestici. Le guide, infatti, vogliono
esplicitare gli incidenti più frequenti e più gravi che possono
verificarsi nelle nostre abitazioni (tanto più subdoli in quanto
spesso sottovalutati per eccesso di familiarità con esse) e
suggerire i comportamenti più adatti per prevenirli.
Come premessa chiariamo che stress, preoccupazioni, disagi
psicologici, ma anche stati d'animo eccessivamente euforici,
possono essere causa di disattenzione e far trascurare precauzioni
e comportamenti corretti. È più facile subire un infortunio se si è
affaticati o eccitati per troppi impegni, in ansia o eccessivamente
sicuri. Impariamo, dunque, a dare priorità alle cose da fare, a
fermarci e riflettere quando l'ansia ci condiziona: l'assuefazione
agli impegni quotidiani espone ai rischi della disattenzione, e fa
perdere anche il piacere di ciò che si sta facendo.
Iniziamo dal "pericolo dei pericoli": gli incendi. Per prevenirli
serve evitare che i tendaggi svolazzanti siano posti vicino a
fornelli, caldaie e stufe; tenere in un luogo protetto i prodotti
combustibili di uso domestico, come alcool e trielina; non si deve
schermare la luce con carta o stracci; è opportuno staccare la
presa dell'antenna tv durante i temporali, spegnendo il televisore
con l'interruttore e non con il telecomando. Da ultimo, perché non
dotarsi di un estintore nella propria abitazione?
Pericolo "elettricità". L'uso di apparecchi difettosi o
malfunzionanti, comportamenti errati o impianti elettrici non a
norma possono implicare un serio rischio di folgorazione, corto
circuito o addirittura di incendi. E allora: la messa a terra degli
impianti elettrici, obbligatoria, può salvare la vita; non usare
apparecchi elettrici in prossimità dell'acqua o con le mani
bagnate; non pulire i piccoli elettrodomestici immergendoli in
acqua; non tirare il cavo per disinserire la spina; non far passare
fili elettrici sotto i tappeti; adottare interruttori differenziali
salvavita.
E come non ragionare sui rischi del gas? I due grandi pericoli
sono rappresentati dalle fughe di gas e dall'ossido di carbonio
(CO2) liberato da apparecchi difettosi, altamente tossico. Anche
per questo comparto a rischio, i consigli: non lasciare i fornelli
accesi esposti a correnti d'aria che potrebbero spegnere la fiamma;
chiudere i rubinetti, aprire le finestre e non attivare comandi
elettrici se si avverte forte odore di gas; installare appositi
sensori del gas e chiudere il rubinetto principale se non si
utilizzano per lungo tempo gli apparecchi a gas.
Per esorcizzarlo, i divulgatori della sicurezza domestica hanno
voluto parlare anche del rischio "terremoti". Allora: in un luogo
chiuso, cercare riparo nel vano di una porta inserita in un muro
portante, sotto una trave, o sotto i tavoli; pericoloso invece
sostare vicino a mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero
caderci addosso; non precipitarsi verso le scale (talvolta la parte
più debole dell'edificio) e non usare l'ascensore (può bloccarsi);
all'aperto, allontanarsi da costruzioni e linee elettriche
(potrebbero cadere); non girovagare ma raggiungere subito le aree
di attesa individuate dal piano di emergenza comunale; non usare il
telefono e l'auto: linee di comunicazione e strade vanno lasciate
libere per i soccorsi.
E nel caso in cui le abitazioni fossero interessate da una
alluvione? Se si deve abbandonare la casa, chiudere il rubinetto
del gas e staccare il contatore della corrente elettrica, gli
impianti potrebbero danneggiarsi durante l'evento calamitoso;
tenere con sé documenti personali e medicinali abituali,
indispensabili qualora le abitazioni risultassero irraggiungibili a
lungo; indossare abiti e calzature che proteggano dall'acqua, per
mantenere il corpo caldo e asciutto; se non si può abbandonare la
casa, salire ai piani superiori e attendere l'arrivo dei soccorsi;
passata la piena, non utilizzare l'acqua finché non viene
dichiarata di nuovo potabile e non consumare alimenti esposti
all'inondazione; pulire e disinfettare da eventuali sostanze nocive
o agenti patogeni le superfici interessate dalla piena.
Concludendo. Proprio gli analisti che hanno stilato i manuali ci
ricordano (evitando, com'è buona regola, inutili allarmismi) di
prepararci all'emergenza domestica, così da affrontarla riducendo
al minimo i disagi. Tutto il nucleo familiare deve dedicare la
stessa attenzione a quei preparativi che comportano l'eventuale
allontanamento da casa, molto più difficile da affrontare se è
necessario farlo in tutta fretta. Così pure è prudente organizzarsi
per restare in casa un tempo superiore al normale.
Una buona organizzazione familiare per l'emergenza prevede la
preparazione di un elenco di informazioni circa i componenti del
nucleo familiare, la stesura di una lista di materiali di prima
emergenza, la predisposizione di una scorta di alimenti e beni di
prima necessità, l'individuazione di un luogo d'accoglienza
temporaneo e, infine, la designazione di un referente per le
emergenze, fuori dal territorio di residenza, che ciascun
componente della famiglia possa contattare per ottenere notizie
sull'evolvere dell'evento o sugli altri familiari al momento
eventualmente irraggiungibili. |
Umberto Pinotti
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