CARABINIERI

Entra nella Stazione On-Line dei Carabinieri
Ministero della Difesa
Home > L'Editoria > Il Carabiniere > Anno 2007 > Marzo > Cronache

Sicuri in casa propria

Alcuni accorgimenti per evitare i rischi domestici e vivere tranquilli nelle nostre abitazioni

Lo scorso mese, supportati da un recente opuscolo pubblicato dalla Protezione Civile e da un'articolata intervista a Guido Bertolaso, abbiamo affrontato il discorso sulla cultura della sicurezza per ciò che concerne le calamità naturali.

In questo numero invece, con il contributo di alcune brochure dell'Inail, Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, e dell'Ispels, Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro, e i consigli del colonnello Luciano Annicchiarico, a capo del Comando Carabinieri Ispettorato del Lavoro, affrontiamo il non meno sentito problema della sicurezza negli ambienti domestici. Le guide, infatti, vogliono esplicitare gli incidenti più frequenti e più gravi che possono verificarsi nelle nostre abitazioni (tanto più subdoli in quanto spesso sottovalutati per eccesso di familiarità con esse) e suggerire i comportamenti più adatti per prevenirli.

Come premessa chiariamo che stress, preoccupazioni, disagi psicologici, ma anche stati d'animo eccessivamente euforici, possono essere causa di disattenzione e far trascurare precauzioni e comportamenti corretti. È più facile subire un infortunio se si è affaticati o eccitati per troppi impegni, in ansia o eccessivamente sicuri. Impariamo, dunque, a dare priorità alle cose da fare, a fermarci e riflettere quando l'ansia ci condiziona: l'assuefazione agli impegni quotidiani espone ai rischi della disattenzione, e fa perdere anche il piacere di ciò che si sta facendo.
Iniziamo dal "pericolo dei pericoli": gli incendi. Per prevenirli serve evitare che i tendaggi svolazzanti siano posti vicino a fornelli, caldaie e stufe; tenere in un luogo protetto i prodotti combustibili di uso domestico, come alcool e trielina; non si deve schermare la luce con carta o stracci; è opportuno staccare la presa dell'antenna tv durante i temporali, spegnendo il televisore con l'interruttore e non con il telecomando. Da ultimo, perché non dotarsi di un estintore nella propria abitazione?

Pericolo "elettricità". L'uso di apparecchi difettosi o malfunzionanti, comportamenti errati o impianti elettrici non a norma possono implicare un serio rischio di folgorazione, corto circuito o addirittura di incendi. E allora: la messa a terra degli impianti elettrici, obbligatoria, può salvare la vita; non usare apparecchi elettrici in prossimità dell'acqua o con le mani bagnate; non pulire i piccoli elettrodomestici immergendoli in acqua; non tirare il cavo per disinserire la spina; non far passare fili elettrici sotto i tappeti; adottare interruttori differenziali salvavita.

E come non ragionare sui rischi del gas? I due grandi pericoli sono rappresentati dalle fughe di gas e dall'ossido di carbonio (CO2) liberato da apparecchi difettosi, altamente tossico. Anche per questo comparto a rischio, i consigli: non lasciare i fornelli accesi esposti a correnti d'aria che potrebbero spegnere la fiamma; chiudere i rubinetti, aprire le finestre e non attivare comandi elettrici se si avverte forte odore di gas; installare appositi sensori del gas e chiudere il rubinetto principale se non si utilizzano per lungo tempo gli apparecchi a gas.

Per esorcizzarlo, i divulgatori della sicurezza domestica hanno voluto parlare anche del rischio "terremoti". Allora: in un luogo chiuso, cercare riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante, sotto una trave, o sotto i tavoli; pericoloso invece sostare vicino a mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero caderci addosso; non precipitarsi verso le scale (talvolta la parte più debole dell'edificio) e non usare l'ascensore (può bloccarsi); all'aperto, allontanarsi da costruzioni e linee elettriche (potrebbero cadere); non girovagare ma raggiungere subito le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale; non usare il telefono e l'auto: linee di comunicazione e strade vanno lasciate libere per i soccorsi.

E nel caso in cui le abitazioni fossero interessate da una alluvione? Se si deve abbandonare la casa, chiudere il rubinetto del gas e staccare il contatore della corrente elettrica, gli impianti potrebbero danneggiarsi durante l'evento calamitoso; tenere con sé documenti personali e medicinali abituali, indispensabili qualora le abitazioni risultassero irraggiungibili a lungo; indossare abiti e calzature che proteggano dall'acqua, per mantenere il corpo caldo e asciutto; se non si può abbandonare la casa, salire ai piani superiori e attendere l'arrivo dei soccorsi; passata la piena, non utilizzare l'acqua finché non viene dichiarata di nuovo potabile e non consumare alimenti esposti all'inondazione; pulire e disinfettare da eventuali sostanze nocive o agenti patogeni le superfici interessate dalla piena.

Concludendo. Proprio gli analisti che hanno stilato i manuali ci ricordano (evitando, com'è buona regola, inutili allarmismi) di prepararci all'emergenza domestica, così da affrontarla riducendo al minimo i disagi. Tutto il nucleo familiare deve dedicare la stessa attenzione a quei preparativi che comportano l'eventuale allontanamento da casa, molto più difficile da affrontare se è necessario farlo in tutta fretta. Così pure è prudente organizzarsi per restare in casa un tempo superiore al normale.

Una buona organizzazione familiare per l'emergenza prevede la preparazione di un elenco di informazioni circa i componenti del nucleo familiare, la stesura di una lista di materiali di prima emergenza, la predisposizione di una scorta di alimenti e beni di prima necessità, l'individuazione di un luogo d'accoglienza temporaneo e, infine, la designazione di un referente per le emergenze, fuori dal territorio di residenza, che ciascun componente della famiglia possa contattare per ottenere notizie sull'evolvere dell'evento o sugli altri familiari al momento eventualmente irraggiungibili.
Umberto Pinotti