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Rubatemi tutto, ma non la mia arte!

Una banca dati unica al mondo, strumenti sofisticati, una struttura organizzatissima ma, alla base di tutto, c'è l'occhio attento ed esperto dei trecento carabinieri del Comando

I militari del TPC durante una operazione Nonostante sia passato già qualche decennio dalla data di nascita del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, l'idea di aver anticipato l'Onu suscita ancora una certa soddisfazione fra i militari di piazza Sant'Ignazio. Già, perché quando nel 1970 l'Unesco chiese agli Stati membri di dotarsi di strutture investigative specializzate nella tutela del patrimonio artistico, da oltre un anno l'Arma aveva già un nucleo, all'epoca unico al mondo.

Parliamo del futuro Comando Tpc, che oggi, organizzato come ufficio in diretta collaborazione con il Ministro per i Beni Culturali, a stretto contatto con gli esperti del dicastero - vanta alle dipendenze circa 300 militari, articolati in una struttura centrale (da cui dipendono le sezioni operazioni ed elaborazione dati presso il Comando e un Reparto operativo che comprende le sezioni antiquariato, archeologia, falsificazione ed arte contemporanea), e in 11 nuclei periferici sul territorio nazionale.

Banca dati a prova di record. Primo in Italia nel settore, ai vertici anche su scala planetaria per consistenza numerica e livello di specializzazione, il Comando Tpc può contare sulla più completa banca dati del mondo, compresa nel codice dei beni culturali e del paesaggio, con circa due milioni e mezzo di records catalogati fra oggetti d'arte rubati e scomparsi.

Uno strumento inestimabile sotto il profilo investigativo, gestito dai Carabinieri ma a disposizione anche delle altre forze di polizia, e utile per i cittadini, che, cliccando sul sito www.carabinieri.it, possono consultare il data base e accertarsi, prima di acquistare un oggetto d'arte, che non provenga da un furto.

Quando la cultura È peacekeeping. Nella banca dati sono confluiti anche i reperti censiti da un ufficiale italiano che, prima ancora dell'arrivo del nostro contingente di pace, si è recato in Medio Oriente per verificare il patrimonio andato disperso nel saccheggio del Museo di Bagdad. Un'attività che, condotta in collaborazione con l'Unesco, ha inibito attraverso la sistematica pubblicazione che gli oggetti d'arte trafugati in Iraq potessero essere immessi nei circuiti commerciali. Con l'insediamento del contingente a Nassiriya, poi, i carabinieri specializzati nella tutela del patrimonio artistico sono stati direttamente coinvolti nella missione, e insieme alla Polizia irachena hanno censito i siti archeologici della zona e organizzato corsi per personale locale.

Una vocazione internazionalista, quella del Comando, riconosciuta a livello planetario, fino in Cina e in Sudamerica, dove i governi hanno chiesto loro aiuto per formare propri nuclei.

007 a caccia d'arte. I continui riconoscimenti in campo internazionale sono un grande motivo d'orgoglio per l'Arma. Ma, come il Comandante Generale Gianfrancesco Siazzu ha sottolineato nella sua introduzione al Calendario 2007, il nucleo va orgoglioso non tanto dei recuperi effettuati, innumerevoli, quanto di aver riportato il sorriso in tante comunità grazie al ritrovamento di opere rubate.

Un intero Louvre e anche di più. Nella storia del Comando Tpc non mancano ritrovamenti rocamboleschi e operazione spettacolari.

Sia per qualità dei reperti trafugati (basti pensare alla Flagellazione e alla Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, alla Muta di Raffaello, al Vaso di Eufronio, alla Madonna con Bambino di Pinturicchio), sia per vastità: solo negli ultimi quattro anni, all'attivo dell'Arma figurano operazioni di grande rilievo come la "Stupinigi" (ritrovamento della refurtiva presso la Palazzina di caccia di Stupinigi), la "Mozart" (contro una ramificata organizzazione dedita allo scavo clandestino).

Per contenere tutte le opere recuperate dall'Arma, ha scritto Siazzu, probabilmente non basterebbe l'intero Louvre.

La parola al Comandante. L'edificio di piazza Sant'Ignazio, a Roma, dove ha sede il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, è già di per sé un'opera d'arte.

Da poche settimane il Comandante Ugo Zottin, alla presenza del Ministro Rutelli, ha ceduto il testimone al generale Giovanni Nistri. Delle statistiche abbiamo già parlato, della banca dati più completa del mondo anche. Ma quel che bisogna ricordare, spiega Nistri, è che nulla di tutto ciò sarebbe efficace senza l'occhio attento ed esperto dei nostri trecento carabinieri.

Spesso le opere rubate vengono sezionate, e ogni parte viene messa in commercio molti anni dopo il furto. Per chiunque sarebbe difficile, per non dire impossibile, riconoscere nella raffigurazione grafica di un angelo il frammento di una pala della Natività. Qui, dice il Comandante, entrano in gioco la sensibilità, la preparazione, l'esperienza e le conoscenze del carabiniere, con la collaborazione degli esperti del Ministero.

La capacità di ricostruire dalle parti un insieme. Questo nessun sistema al mondo potrà mai sostituirlo.I blitz per il recupero delle refurtive sono soltanto una parte dell'attività del Comando Tpc. Grande spazio viene dato anche alla prevenzione, spiega il generale, attraverso il monitoraggio di antiquari e mercatini, riunioni regolari con gli operatori del settore, la collaborazione con i musei per la messa in sicurezza, il sorvolo in elicottero delle aree a rischio, assieme agli esperti delle sovrintendenze interessate, per prevenire scavi archeologici fuorilegge, le ricognizioni subacquee per il controllo dei siti archeologici marini.

Quando poi gli oggetti d'arte o i reperti vengono trafugati, gli investigatori dell'Arma devono essere abili nell'individuare la pista: generalmente, dice ancora Nistri, l'azione criminosa prevede uno o più esecutori materiali, dopo la palla passa ai ricettatori e infine ai committenti, che talvolta, come può accadere con i musei, finiscono loro malgrado col ritrovarsi terminali di un'attività criminosa.Esistono rotte e traffici collaudati, sia in Italia che all'estero, ma la rete è versatile, muta a seconda della tipologia di merce trafugata. Per trasportare e rivendere mobili rubati, spiega ancora Nistri, è necessaria un'organizzazione logistica diversa da quella che serve per un piccolo oggetto. La specializzazione dei singoli reparti consente di volta in volta di individuare il canale giusto.

Poi, a seconda del livello e del valore, la refurtiva viene ritrovata nei mercatini, nelle case private o nei musei. Dal Metropolitan Museum di New York ai banchetti di Porta Portese, sempre con la stessa passione e lo stesso impegno.

Approfondimenti

Object ID - aiutati che Dio t'aiuta, insegna la saggezza popolare. Aiutati che il carabiniere t'aiuta, potremmo dire a proposito dell'Object ID, uno strumento agevole ed utilissimo reperibile sul sito istituzionale dell'Arma.

Per cercare le opere trafugate, infatti, spesso manca un'adeguata descrizione del reperto. Specialmente quando si tratta di privati e di opere non particolarmente note.

Ragion per cui, sul sito istituzionale è disponibile un modulo da compilare appena si viene in possesso di un bene culturale: basta indicarne con precisione le caratteristiche sull'apposita griglia, e aggiungere un'immagine.

L'inserimento in banca dati e la ricerca della refurtiva saranno così notevolmente agevolati.

12 mesi con il tpc - dodici mesi in compagnia del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Sono i Carabinieri 007 delle opere d'arte i protagonisti del Calendario 2007 dell'Arma.

Operazioni rocambolesche, immagini di reperti sottratti alle grinfie di ladri e trafficanti senza scrupoli, una sintesi dei blitz più salienti che hanno impedito che tesori inestimabili e piccoli gioielli venissero perduti per sempre. Da Piero della Francesca a Raffaello, da Tintoretto a Tiepolo, dai codici miniati agli Stradivari, fino al celebre Vaso di Eufronio che nel 2008 tornerà finalmente in patria dal Metropolitan Museum di New York.

Un modo originale per coniugare il tradizionale pregio grafico del Calendario dei Carabinieri con la divulgazione dell'attività di uno settori investigativi più affascinanti.

Un po' di numeri - quasi 100mila oggetti provenienti da furti e rapine, oltre 345mila reperti archeologici frutto di scavi clandestini, 173.603 falsi sequestrati, quasi 7mila persone denunciate, ben 662 criminali finiti in manette.

È un bilancio importante quello che il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha potuto tracciare nell'ultimo quinquennio di attività, dal 2001 al 2006. Un consuntivo massiccio, sommatoria di operazioni condotte con successo in tutto il Paese e non solo. E soprattutto un bilancio in crescendo, frutto di una sempre più raffinata specializzazione.

Quanto ai gusti dei trafficanti d'arte, sul podio troviamo la pittura, con 17.720 reperti.

Segue a stretto giro l'ebanisteria, con 17.253 furti. Scorrendo la classifica troviamo poi gli oggetti asportati dalle chiese (14.730), la numismatica (9.777), i beni librari (8.439) e la scultura (7.506). All'ultimo posto si piazza la filatelia, che nel 2006 sembra non aver interessato affatto i ladri di cultura. Questione di tendenza.

Claudia Passa