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I proverbi, si sa,
non mentono. Ma come la mettiamo, quando ne incontriamo due
che si contraddicono a vicenda?… Il primo, "paese che vai
usanze che trovi", si riferisce alle differenze; il secondo,
"tutto il mondo è paese", alle analogie. Sono due verità
innegabili, solo apparentemente in contrasto. Lo abbiamo
scoperto visitando il Giappone, a 11 ore e mezzo di aereo da
noi, 7 di fuso orario. Tutto diverso, tutto uguale.
Riscopriamo insieme differenze e analogie che costituiscono il
fiume che ci separa dall'Impero del Sol Levante… e il ponte
che ad esso ci unisce.
CIAC, SI VOLA! Il primo
impatto avviene con la Jal, la compagnia di bandiera. La gentilezza
del personale, la pulizia e l'efficienza, sono il biglietto da
visita. Ma il vero shock, anticamera di future sorprese, è
tecnologico: il piccolo schermo di fronte a ogni sedile, con un
telecomando che dà accesso a un imponente menu. Film di prima
visione in varie lingue (italiano compreso), giochi, documentari,
audio, che rendono breve il viaggio e fanno nascere all'arrivo un
po' di delusione, per non aver veduto tutto.
CENTO CITTÀ IN UNA.
Dall'aeroporto di Narita a Tokyo il paesaggio è surreale.
Autostrade a più livelli che tagliano la città, snodandosi fra i
grattacieli e i percorsi pedonali, spesso sopraelevati. La capitale
ha un panorama incredibile anche per un altro motivo. Possiede
riproduzioni in dimensione naturale di tutto: la Torre Eiffel
(Tokyo Tower, più alta 3 metri dell'originale), il Ponte di
Brooklyn, la Statua della Libertà, un pezzo della laguna di
Venezia!…
L'altezza si coglie dai tanti
osservatori: nella Baia, in cima alla Tokyo Tower, o nei ristoranti
panoramici sui grattacieli di Shinjuku. La seconda città del
Giappone, Osaka, non è da meno: il Floating Garden è un
osservatorio sospeso nel cielo, con una struttura a vetri sorretta
da due grattacieli paralleli.
Fra i luoghi preferiti dagli
abitanti di Tokyo c'è il quartiere di Asakusa, ove si trovano tanti
negozietti di souvenir e gastronomia e il tempio buddista di
Kannon, dea della misericordia. La tradizione vuole che il tempio
sia sopravvissuto per miracolo tanto al terremoto del 1923, che
distrusse molti monumenti cittadini, quanto ai bombardamenti della
Seconda guerra mondiale, che causarono oltre 200mila morti.
Non lontano si trova il distretto di
Ginza, paradiso dello shopping e dell'alta moda. L'Italia la fa da
padrona. Essa è per molti giapponesi, per le sue bellezze
artistiche e naturali, l'apprezzata gastronomia e la moda, il
simbolo del Vecchio Continente. Le agenzie sono piene di dépliant
di viaggi nel Bel Paese. Per vedere, in sei giorni: Roma, Napoli e
Pompei, Firenze e Pisa, Venezia e Padova, Milano. Rilassante,
no?
Tornando ai terremoti, a Tokyo si
può visitare la Disaster Prevention Hall, ove vengono illustrati
tutti i disastri naturali possibili (dallo tsunami alle alluvioni,
dalle eruzioni dei vulcani ai sismi), con indicazioni su come
ridurre i rischi, simulazioni e prove di reazione.
Per giovani ed eterni fanciulli, non
mancano i parchi di divertimenti: nella capitale vi sono due
villaggi della Disney e uno della Sanrio. Osaka risponde con un
parco del cinema, l'Universal Studios Japan, in cui si possono
vivere esperienze ispirate ai più spettacolari film del panorama
mondiale. Come trovarsi in una giostra nel cielo di New York, nel
mezzo di una lotta mortale fra l'Uomo Ragno e Goblin. Grazie agli
occhiali in 3D, sembra di essere scagliati dalla cima di un
grattacielo, per poi essere salvati dal nostro eroe.
ANIMALI, CHE PASSIONE! Avete mai
visto una casetta per gatti randagi, con tanto di ombrellino per
ripararsi dal sole o dalla pioggia? A Tokyo se ne incontrano molte.
Ma è solo una fra le tante manifestazioni locali dell'amore verso
gli animali. In varie aree urbane si trovano Città dei cani e dei
gatti, in cui le bestiole hanno un habitat su misura, con spazi per
scorrazzare, sostare o socializzare. In una di esse assistiamo a un
divertente spettacolo: corsa di bassotti con premiazione sul podio,
cagnoline che danzano sulle punte e amenità simili. Anche i negozi
di animali dispongono di ampi spazi e recano in vetrina le immagini
degli "articoli" in vendita, con schede di presentazione.
Interessanti lo zoo di Tokyo, per
ammirare il panda e il macaco giapponese, e l'acquario di Osaka,
con pesci a noi sconosciuti e gamberoni difficili da mettere nel
piatto, visto che le loro chele sono più lunghe delle braccia
umane. Un'altra bella esperienza è il contatto con i cerbiatti, che
vivono in libertà in molti luoghi e si avvicinano per ricevere una
carezza o del cibo. Se ne trovano, ad esempio, nel Parco di Nara, o
sull'isola di Miyajima.
UN PROIETTILE CHE SI PRENDE
VOLENTIERI... ...è un convoglio ad alta velocità (shinkansen,
treno-proiettile), che attraversa gran parte del Giappone. Va ad
oltre 300 km/h. Scattare una foto in movimento è un'impresa
impossibile. Il comfort è massimo: i sedili sono comodi e spaziosi,
i vagoni puliti e attrezzati con telefoni. Ma l'esperienza più
bella è attendere il treno in un capolinea. Giunti al binario, si
notano dei numeretti disegnati per terra, che corrispondono alle
carrozze. Chi ha un posto prenotato si mette in fila davanti al
varco ove si apriranno le porte della sua carrozza. Accanto ai
varchi si allineano altrettante signore in divisa rosa, che in
pochi istanti puliscono a fondo ogni angolo, orientando i sedili
nella direzione di marcia. La sfida viene dalla sponda opposta del
Mar della Cina. A Shanghai è già attivo il primo treno a
levitazione magnetica: 7 minuti per percorrere i 35 chilometri
dall'aeroporto alla città, ad una velocità di 530 km/h.
PASSATO E FUTURO.
Più che un viaggio, un soggiorno in Giappone è un'esperienza
di vita, in cui si scoprono molte cose. La gente, educata e
dignitosa, e al tempo stesso vivace e allegra. L'ordine e la
pulizia, l'efficienza, la cura dei dettagli. Il culto della
bellezza e dell'armonia in ogni aspetto (e non sarebbe la
terra dei bonsai, dell'origami, del raku, dell'ikebana…). I
contrasti, primo fra tutti quello fra tradizione e
innovazione. Alla tecnologia spinta fanno da contraltare la
cerimonia del tè, le donne in kimono... e telefonino!, le
formalità. Ad esempio un cameriere o un bigliettaio,
nell'entrare in una sala o in una carrozza, si inchinano. Lo
fanno anche in assenza di persone, perché il rispetto si
estende al luogo di lavoro, a prescindere. Ve li immaginate,
simili convenevoli, in una stazione di Torino o di Roma? In un
pub di Milano o una pizzeria di Napoli?…
La modernità è in agguato ovunque. I
parcheggi sono tutti ultimo modello: si lascia l'auto all'ingresso,
ove essa viene sollevata e trasportata da un braccio meccanico fino
al primo posto disponibile. L'operazione inversa avviene al
prelevamento, così che il cliente non debba nemmeno entrare. Per le
strade, a ogni passo vi sono distributori automatici di bibite, con
bevande alla frutta e lattine di caffelatte freddo (ottimo). Sono
reperibili anche distributori di pollo fritto e patatine.
Nelle maggiori città, ci sono i
famosi alberghi diurni privi di camere, con file di vani
porta-persone dello spazio sufficiente per un corpo umano. Si
inserisce il denaro e il vano si apre per il numero di ore per il
quale si è pagato. L'ideale per i pendolari, ma non certo per chi
soffre di claustrofobia.
La tecnologia non risparmia nemmeno
i bagni. Nei locali pubblici e nelle camere d'albergo, accanto alla
tazza si trova una fila di pulsantini che si possono azionare
stando comodamente seduti. Getti d'acqua, bidet e sottofondo di
musica classica.
Sono veri e propri viaggi nel paese
dei balocchi le puntate nei grattacieli delle società di
tecnologia: Sony, Nokia e così via. Distese sconfinate di prodotti
ultima generazione, che non citiamo perché, mentre scriviamo,
l'ultimo modello sarà già diventato… il penultimo!
Completamente automatizzata, priva
di piloti, la linea ferroviaria Yamamote, che attraversa ad anello
la capitale. Ma la novità più originale sarà sul mercato nel 2010:
la prima produzione di robot, specializzati in lavori domestici e
assistenza domiciliare.
MIX DI RELIGIONI. In estate i
buddisti celebrano la settimana O-Bon, dedicata ai defunti. È un
incontro gioioso con gli antenati, secondo per allegria e
sontuosità solo ai festeggiamenti per l'Anno Nuovo, durante i quali
si esplodono fuochi d'artificio e si tengono processioni notturne
di lanterne colorate.
Parlare di buddisti in Giappone però
è improprio. Il tipico giapponese è seguace di almeno due culti. È
facile trovare accanto un santuario shintoista e un tempio buddista
e vedere le persone soffermarsi in entrambi. La prima fede,
autoctona, venera divinità chiamate kami, fra cui si annoverano
elementi naturali e antenati. Di matrice shintoista il culto della
natura divina dell'Imperatore, a cui Hirohito rinunciò dopo la
Seconda Guerra Mondiale. Un passo importante fatto per seguire le
riforme portate dagli americani, fra cui la nuova Costituzione,
promulgata dal generale Mc Arthur.
Il dettato, tuttora in vigore, è
teso a garantire stabilità e pace al Paese (l'articolo 7 indica che
il popolo rinuncia alla guerra e alle Forze Armate), ma non prevede
un imperatore femmina. Il 6 settembre la nascita di un maschio,
figlio del principe Fumihito, ha ovviato alla necessità di una
riforma costituzionale. Il buddismo, importato dalla Cina, si è
sovrapposto in modo naturale alla religione locale. Oggi tutti i
culti convivono pacificamente, tanto che molte persone, complice
l'estetica dei riti, praticano battesimo shintoista, nozze
cristiane e funerale buddista.
LA CULLA DELLA STORIA. Per
chi ama la storia o l'arte, limitarsi a visitare Tokyo è riduttivo.
Il luogo veramente imperdibile è Kyoto, già capitale dell'Impero,
dichiarata patrimonio mondiale dall'Unesco. Essa possiede vicoli e
case in stile antico e innumerevoli monumenti: dal Castello di Nijo
al Palazzo imperiale, dal Padiglione d'Oro al Tempio di
Kiyomizudera, ai giardini di roccia zen. Per chi subisce il logorio
della vita moderna, si consiglia l'esperienza della "passeggiata
del filosofo": un percorso nel verde di un paio di chilometri,
lungo un ruscello, che si snoda attraverso templi, pagode e statue
del Buddha. L'espressione migliore del contrasto fra antico e
moderno è la stazione ferroviaria, un'opera architettonica
impressionante per dimensioni e innovazione, che si fa apprezzare
per bellezza e armonia.
Il trasferimento della capitale da
Kyoto a Edo, ribattezzata Tokyo per l'occasione, avviene nel 1868,
quando l'Imperatore rinuncia allo splendido isolamento in cui era
vissuto il Giappone fino a quel tempo. Ha inizio allora il periodo
della Restaurazione Meiji, nel quale l'Imperatore riprende il
potere e avvia l'ammodernamento del Paese, che si apre agli scambi
commerciali con l'Occidente. Le vittime dell'epocale passaggio sono
i samurai fedeli allo Shogun Tokugawa, piegati e sconfitti nella
battaglia finale, ricordata nella recente pellicola L'ultimo
samurai, interpretata da Tom Cruise.
AVVISI AI
NAVIGANTI. Posto che le succitate 11 ore e mezzo di volo,
pena la salute fisica e mentale, non si possono affrontare
spesso, giunti in Giappone conviene non farsi mancare
nulla.
A Tokyo, nel quartiere di Ginza, si
potrà andare al teatro Kabuki-za, per uno spettacolo tradizionale.
Qualche minuto in fila alla biglietteria, una modica spesa, e si
accederà alla bella platea, muniti di cuffia con audio-guida in
inglese. Resteranno delusi solo gli spettatori in cerca del fascino
di qualche bellezza orientale. Le parti femminili sono infatti
interpretate da uomini: una regola che risale all'Ottocento,
imposta per debellare il fenomeno della prostituzione, che ruotava
attorno agli ambienti del teatro.
Un altro luogo di attrazione di
Tokyo è lo stadio del sumo, lotta giapponese in cui vince il
contendente che riesce a scagliare l'altro fuori del tappeto. Ma lo
sport nazionale è da tempo il baseball, praticato anche a scuola.
Vi sono campi dappertutto, molti dei quali sulle cime dei
grattacieli, con altissime reti di protezione. Dalla camera
d'albergo, se abbastanza in alto, si può assistere a partite anche
in notturna.
L'influsso dell'Occidente si coglie
anche in altri aspetti: sulla metropolitana si incontrano gruppi di
ragazze e ragazzi con i capelli biondi o rossi. Il forte boom della
chirurgia estetica si deve agli interventi per arrotondare la forma
degli occhi! Le sale giochi restano invece fedeli al pachin-ko,
gioco nazionale che ricorda alla lontana il flipper, a cui si
dedicano per ore intere persone di ogni età.
A Kyoto si dovrà fare una tappa a
Gion, quartiere delle geishe. Nei teatri della zona lo spettacolo
tradizionale prevede esibizioni di marionette (bunraku), musica
(koto, con l'arpa), commedia, danza delle maiko (aspiranti geisha),
ikebana (composizione floreale). Oppure si potrà entrare in un
ryokan, casa del tè, per assistere alla cerimonia. Nata quando la
società era divisa in caste, cha-no-yu aveva la funzione di rendere
le persone uguali. Il tè veniva bevuto da tutti nelle stesse
scodelle, dopo essersi inginocchiati in cerchio sul caratteristico
tatami.
La cucina locale, ammettiamolo, non
è fra le attrattive maggiori, ma, se ci si abitua ai sapori (odore
di soia e tè verde ovunque), l'effetto non è male. Il pesce crudo
(sushi), piatto forte, è servito in ristoranti e bar dedicati.
Altrove si possono gustare le verdure fritte (tempura), il riso, le
zuppe e diverse pietanze simili ai nostri tagliolini (soba e
udon).
HIROSHIMA: PER NON
DIMENTICARE. Merita senz'altro una visita il Memoriale della
Pace, dedicato all'evento della bomba atomica. La Cupola di quella
che era la sede dello sviluppo economico cittadino è ormai uno
scheletro. La sua immagine è un simbolo della distruzione cagionata
il 6 agosto 1945 dall'Enola Gay, che portò nell'immediato a 80mila
vittime, divenute 140mila alla fine dell'anno per le
radiazioni.
Altro simbolo sono le gru di carta,
che ricordano la vicenda della piccola Sadako Sasaki, due anni
all'epoca del lancio. La bimba, che contrasse nove anni più tardi
la leucemia, negli ultimi mesi di vita costruiva origami di carta a
forma di gru, poiché, secondo una leggenda, i kami avrebbero
esaudito qualunque desiderio a chi ne avesse costruite almeno
mille. Il suo desiderio era molto semplice: continuare a vivere.
Aiutata dai suoi amici realizzò oltre 1.300 gru, ma ciò non servì a
farla guarire. Alla bimba, la cui storia ha commosso il mondo, sono
dedicati questi versi: "Scriverò pace sulle tue ali, / intorno al
mondo volerai, / perché i bambini / non muoiano piú cosí".
Il Museo del Memoriale è una vasta
esposizione di reperti, che aiutano a scoprire dettagli non molto
noti. Ad esempio, che il lancio delle bombe, "Operazione
Manhattan", era stato pianificato fin dal settembre 1942. Nel Parco
della Pace, il monito per le generazioni future è una fiamma sempre
accesa. Si spegnerà quando tutte le armi nucleari saranno state
distrutte.
ARRIVEDERCI. Dopo giorni in
cui ci si sente ripetere dappertutto konichuà (buongiorno) e
arigatò (grazie), viene il momento di dire sayonara (arrivederci).
Nulla di grave: di un viaggio sono belli tutti i momenti, anche
quello del ritorno. È interessante ripartire da Kansai, nuovo
aeroporto internazionale di Osaka, realizzato su un'isola
artificiale costruita ad hoc. Imbarcarsi da lì è il saluto
migliore, l'ultima scoperta: percorrere il lunghissimo ponte che
collega l'aeroporto alla terraferma e pensare a ciò che sarà il
nostro continente in un futuro non lontano.
Forse. |