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L'agricoltura è ed è
sempre stata per l'Italia una delle basi fondamentali
dell'economia, e non meno degli altri settori è soggetta a
frodi di varia tipologia, tanto più che l'Unione Europea eroga
notevoli contributi ed ha stabilito una specifica normativa;
per questo nel 1994 fu deciso di istituire uno speciale
reparto dell'Arma che curasse la prevenzione e la repressione
dei reati in violazione di quelle norme, con particolare
riferimento proprio ai contributi comunitari.
Così prese vita inizialmente il
Comando Carabinieri Tutela Norme Comunitarie, alle dirette
dipendenze del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali.
Successivamente, con decreto interministeriale 8 giugno 2001, il
reparto ha assunto l'attuale denominazione di Comando Carabinieri
Politiche Agricole (con sede a Roma, in via Torino 44), inquadrato
nella Divisione Unità Specializzate Carabinieri, che fa parte a sua
volta del Comando Unità Mobili e Specializzate Carabinieri
"Palidoro", e articolato in un Nucleo di Coordinamento Operativo
(Nco) e tre Nuclei Antifrodi Carabinieri (Nac), con sedi a Parma,
Roma e Salerno, competenti per i relativi interventi nell'Italia
settentrionale, centrale e Sardegna, meridionale e Sicilia.
I compiti consistono in controlli
straordinari sull'erogazione e destinazione dei fondi comunitari
del settore agroalimentare, della pesca ed acquacoltura e sulle
operazioni di ritiro e vendita di prodotti agroalimentari, compresi
gli aiuti destinati ai Paesi in via di sviluppo e indigenti;
controlli specifici sulla regolare applicazione dei regolamenti
comunitari; concorso all'attività di prevenzione e repressione
delle frodi in coordinazione con l'Ispettorato Centrale Repressione
Frodi (Icrf), operando su tutto il territorio nazionale e, ove
necessario, anche all'estero su mandato del Ministro.
Il Comando Carabinieri Politiche
Agricole, che come tutti i reparti speciali agisce in stretta
collaborazione con l'Arma territoriale in un vicendevole supporto,
mantiene una proficua sinergia con organismi comunitari, nazionali
e regionali; in particolare, tra gli altri, con l'Ufficio europeo
per la lotta antifrode (Olaf), nel quale è presente anche un
ufficiale del nostro reparto; l'Agenzia per le Erogazioni in
Agricoltura (Agea), responsabile verso la Ue degli adempimenti
relativi alla gestione degli aiuti e degli interventi sul mercato e
sulle strutture del settore agricolo; l'Ente Nazionale Risi, che
tutela il settore risicolo; alcuni Organismi Pagatori Regionali
italiani.
Il personale di questo reparto, a
torto ancora poco conosciuto al grande pubblico, annovera poco più
di un centinaio di effettivi in possesso dei necessari requisiti,
che dopo aver superato una rigida selezione da parte del Comando
Generale hanno frequentato uno specifico corso. Ma non basta : per
contrastare il progressivo affinamento delle metodologie criminali,
il Comando Carabinieri Politiche Agricole organizza periodicamente
corsi di specializzazione e qualificazione professionale, di cui
elenchiamo alcuni tra i più significativi: Agricoltura biologica;
Produzioni zootecniche biologiche; Tecnica ispettiva aziendale;
Campionatura merci; Assaggiatori d'olio d'oliva; Analisi sensoriale
del vino; Valutazione sistemi gestione qualità, con la
partecipazione come docenti di tecnici del Ministero delle
Politiche Agricole e di noti professori delle più rinomate facoltà
di Agraria italiane. In questa ottica sono state stipulate
convenzioni con le Università di Perugia per il riconoscimento dei
crediti e "La Sapienza" di Roma per lo scambio di docenze.
Il reparto, che tra l'altro provvede
alla tutela dei marchi di qualità, settore cui giustamente viene
annessa grande importanza, in quanto rappresenta un traino per
tutta l'industria alimentare italiana, dispone di un numero verde
attivo 24 ore su 24: l'800.020320, che può avere funzioni di
consultazione e indirizzo anche per gli operatori; altre notizie
possono essere reperite nel sito istituzionale www.carabinieri.it,
nell'area tematica "Politiche
Agricole". |