Servo di Dio
Nel maggio di quest'anno l'Ente
Editoriale per l'Arma dei Carabinieri ha realizzato una brochure
dal titolo La figura del Servo di Dio Salvo D'Acquisto - Vice
Brigadiere dei Carabinieri (nella foto, la copertina con una bella
immagine dell'Eroe). La pubblicazione ha riportato gli esiti
dell'omonimo Convegno di studio organizzato nel febbraio 2005
presso la Scuola Ufficiali di Roma dal Comando Generale dell'Arma e
dall'Ordinariato Militare per l'Italia.
Al Convegno, i cui atti sono
integralmente riportati nella brochure, hanno dato lustro, fra gli
altri, gli interventi dell'allora Comandante Generale, Luciano
Gottardo, dell'Ordinario Militare, Monsignor Angelo Bagnasco, e, in
conclusione, del Cardinale Camillo Ruini.
Visto dal fratello
Dottor Alessandro D'Acquisto,
qualche particolare inedito per ricordare Salvo?
«Sì. A casa nostra spesso si
cantava. Alla bella voce della mamma si aggiungevano quelle dello
zio Oscar, e dei miei fratelli Franca e Salvo. Salvo studiò per
qualche tempo al Conservatorio San Pietro a Maiella, a Napoli:
aveva un timbro da baritono, forte ed armonioso».
In quali occasioni
cantavate?
«Soprattutto nel mese di maggio,
dedicato alla Madonna, ma anche durante l'anno. Mia madre era
assidua alla Santa Messa, con sé portava noi fratelli, anche da
grandi. In famiglia era particolarmente onorata e venerata la
Vergine Immacolata. Anche Salvo fu educato in questo clima di
particolare devozione alla Madonna».
Salvo era ligio al
dovere...
«...anche nelle cose più semplici.
Un giorno, essendo andato al cinema con un amico in divisa, non
volle sedersi perché vietato dal regolamento».
Qualche altro episodio?
«Un altro curioso episodio è questo.
Un giorno, a Villa Floridiana, Salvo venne multato da un vigile per
aver baciato in pubblico una ragazza sulla guancia. Ma Salvo lo
fece, per così dire, a fin di bene; si seppe poi che la ragazza
aveva una menomazione, cioè un occhio di vetro. Salvo, dandole quel
bacetto innocente, aveva solo inteso mostrarle affetto per farla
sentire meno sola e infelice».
Quindi il fratello conclude
scherzosamente: «Insomma, nonostante a parere di tutti cantasse in
modo egregio, mio fratello era veramente "uno fuori dal
coro"!». |