CARABINIERI

Entra nella Stazione On-Line dei Carabinieri
Ministero della Difesa
Home > L'Editoria > Il Carabiniere > Anno 2006 > Ottobre > Anniversari

Approfondimenti


Servo di Dio

Nel maggio di quest'anno l'Ente Editoriale per l'Arma dei Carabinieri ha realizzato una brochure dal titolo La figura del Servo di Dio Salvo D'Acquisto - Vice Brigadiere dei Carabinieri (nella foto, la copertina con una bella immagine dell'Eroe). La pubblicazione ha riportato gli esiti dell'omonimo Convegno di studio organizzato nel febbraio 2005 presso la Scuola Ufficiali di Roma dal Comando Generale dell'Arma e dall'Ordinariato Militare per l'Italia.

Al Convegno, i cui atti sono integralmente riportati nella brochure, hanno dato lustro, fra gli altri, gli interventi dell'allora Comandante Generale, Luciano Gottardo, dell'Ordinario Militare, Monsignor Angelo Bagnasco, e, in conclusione, del Cardinale Camillo Ruini.


Visto dal fratello

Dottor Alessandro D'Acquisto, qualche particolare inedito per ricordare Salvo?

«Sì. A casa nostra spesso si cantava. Alla bella voce della mamma si aggiungevano quelle dello zio Oscar, e dei miei fratelli Franca e Salvo. Salvo studiò per qualche tempo al Conservatorio San Pietro a Maiella, a Napoli: aveva un timbro da baritono, forte ed armonioso».

In quali occasioni cantavate?

«Soprattutto nel mese di maggio, dedicato alla Madonna, ma anche durante l'anno. Mia madre era assidua alla Santa Messa, con sé portava noi fratelli, anche da grandi. In famiglia era particolarmente onorata e venerata la Vergine Immacolata. Anche Salvo fu educato in questo clima di particolare devozione alla Madonna».

Salvo era ligio al dovere...

«...anche nelle cose più semplici. Un giorno, essendo andato al cinema con un amico in divisa, non volle sedersi perché vietato dal regolamento».

Qualche altro episodio?

«Un altro curioso episodio è questo. Un giorno, a Villa Floridiana, Salvo venne multato da un vigile per aver baciato in pubblico una ragazza sulla guancia. Ma Salvo lo fece, per così dire, a fin di bene; si seppe poi che la ragazza aveva una menomazione, cioè un occhio di vetro. Salvo, dandole quel bacetto innocente, aveva solo inteso mostrarle affetto per farla sentire meno sola e infelice».

Quindi il fratello conclude scherzosamente: «Insomma, nonostante a parere di tutti cantasse in modo egregio, mio fratello era veramente "uno fuori dal coro"!».