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Il
18 giugno scorso si è svolto a Firenze il 4° Raduno Nazionale degli
Allievi Sottufficiali del Corso 1964-1966. Normalmente il
nostro giornale non riporta notizie del genere, ma per questa
abbiamo fatto un'eccezione trattandosi di un quarantennale. Nel
frattempo alcune cose, formali e sostanziali, sono cambiate, dal
nome della Scuola, ai requisiti di arruolamento, però non è
cambiata la sostanza, né tantomeno le atmosfere. L'austero ingresso
principale, il cortile dell'alza e ammaina bandiera, il grande
locale del cinema che ci conteneva tutti, la mensa con la sua
elegante e delicata architettura gotica, il bellissimo e spazioso
chiostro con gli stessi cipressi dominati dall'esile campanile di
Santa Maria Novella... improvvisamente, ci sono tornati
familiari.
Questi luoghi d'arte, dove abbiamo
vissuto un periodo della nostra vita che ci ha segnato per sempre,
sono tornati ad appartenerci ancora e, con essi, sono riaffiorati
con immediata freschezza i legami di fraterna amicizia e di
generosa solidarietà. Incontrarsi dopo quarant'anni non è stato un
impatto facile, qualche difficoltà, qualche momento di indecisione
certamente c'è stato. Ma quasi subito, come in una magica
dissolvenza incrociata, ognuno ha visto e riconosciuto nel collega
ormai sessantenne, il giovane ventenne di allora con le stesse
identiche caratteristiche: stesso portamento, stessa inflessione di
voce, stesso sguardo, stesso sorriso, la stessa riservatezza o la
stessa esuberanza.
Non era cambiato nulla o quasi
nulla; solo qualche dettaglio, poca cosa.
Ed è stato bello conoscere di ognuno
(quasi duecento partecipanti) i traguardi raggiunti, i successi
ottenuti e scoprire, con sommo piacere, che numerose carriere si
sono concluse ai vertici militari e molti di quelli che hanno
deciso di affrontare la vita civile hanno raggiunto affermazioni di
grande prestigio e visibilità.
Dopo l'esuberanza dell'incontro, c'è
stato un momento di devoto raccoglimento con la celebrazione della
Santa Messa, officiata dal Cappellano Militare Capo della Scuola
Aerea don Michele Pes, concelebrata dal nostro collega, il diacono
Vincenzo Cipollone. Quindi, nel locale del cinema, sono seguiti i
discorsi di benvenuto e, con un colpo di scena che ha sconvolto il
programma e sorpreso tutti, è stato proiettato un filmato girato in
8mm da chi scrive nel 1965, durante il Campo d'Arma a Germagnano.
Un colpo d'ala inaspettato, che improvvisamente ha portato indietro
nel tempo tutti i presenti. Certo, quarantuno anni sono tanti anche
per una pellicola, e peccato che pochi sono stati quelli che hanno
potuto riconoscere il proprio volto, sottolineando le varie
inquadrature con goliardici e corali commenti, concludendo nel
finale con un forte e caloroso applauso. Incoraggiato dai consensi
dimostrati ho già provveduto a far riversare il filmato su Dvd e
sarò disponibile ad inviarne copia, a titolo gratuito, a coloro che
hanno identificato la propria immagine e vorranno conservarne la
memoria.
Un altro momento di cordiale
convivialità è stato vissuto durante il pranzo comune, al termine
del quale ci sono state le immancabili foto di rito e poi, poi
l'inevitabile distacco. Col cuore colmo di commozione si è arrivati
allo scambio dei saluti ed alle promesse di risentirsi e di
rivedersi. Certo, di rivedersi, se non prima, al prossimo raduno:
quello che sicuramente terremo nel 2010! Nel frattempo, visitando
il sito Internet www.1964-1966.it., sarà possibile fornire,
consultare e scaricare documenti, foto, filmati e quant'altro,
inerenti al nostro corso ed accedere al forum che verrà attivato
per dialogare, porre quesiti e seguire le iniziative e gli
argomenti che nel futuro verranno suggeriti, affrontati e
sviluppati. È importante dunque che ne venga diffusa la conoscenza
a tutti i nostri colleghi, specialmente a quelli che non sono
potuti venire a Firenze, perché a partire dai prossimi giorni
questo sito sarà il nostro punto di riferimento e di incontro.
Prima di concludere è doveroso
sottolineare che tutta l'organizzazione è stata ineccepibile ed è
pesata interamente sulle spalle di Dino Martelli, a cui va un
grazie grande, grande. Un altro grazie di cuore va al Comandante
della Scuola, generale di Divisione Giuseppe Barraco, che ha
concesso la disponibilità dell'Istituto, ed al colonnello
Gianfranco Antonini, che ci ha accolto con la sua gioviale simpatia
ed ha seguito le varie fasi del raduno con attenta, cortese e
partecipata disponibilità. |