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A Lainate la IV Giornata del Carabiniere

Un momento della manifestazione Il 27 maggio scorso si è svolta a Lainate (Milano) la IV Giornata del Carabiniere, lodevolmente organizzata dalla locale sezione Anc, che ha visto il debutto in pubblico dell'Università dei saggi "Franco Romano" (Us/Fr), nata da un'idea del compianto generale e sostenuta in varie forme dai familiari dopo la sua tragica morte avvenuta a Volpiano (Torino) il 14 dicembre 1999.

Si tratta, in sintesi, di un Centro culturale - aperto a soci ed amici dell'Arma - che ha sede presso la Presidenza nazionale Anc e ha lo scopo primario di promuovere l'immagine del Carabiniere attraverso: la realizzazione di una biblioteca elettronica per censire, catalogare e localizzare scritti, quadri, disegni ed oggettistica varia riguardanti la nostra cronaca, storia o leggenda; la raccolta di esperienze maturate dalle passate generazioni (memoriali, diari, racconti) per trasferirle a quelle presenti e future; l'organizzazione di convegni di studio sulle tematiche in argomento; la diffusione fra gli italiani dei valori di Patria e solidarietà sociale, della memoria dei nostri eroici Caduti.

Dopo dodici stages svolti in piena autonomia e pressoché totale isolamento, l'Us/Fr si apre al mondo esterno e ricerca sinergie e collaborazioni con istituzioni con simili finalità. A questo scopo, in seguito ad un'attenta e lunga fase di reciproco studio, si è giunti all'incontro con l'Università della Terza Età "Dino Pilotti" di Lainate. Nella splendida Sala delle Capriate della recuperata Villa Borromeo Visconti Litta (acquistata dal Comune nel 1970), previa illustrazione - a cura dei due Rettori Magnifici - dei principi etici ed ideali posti a fondamento delle rispettive norme statutarie, oltre che dei similari intenti operativi, è stato sottoscritto l'atto ufficiale di gemellaggio.

Molto apprezzati, nella circostanza, il caloroso videomessaggio inviato dal Comandante Generale dell'Arma, gli indirizzi di saluto espressi dal Sindaco e dal Presidente nazionale Anc testimoni dell'atto, la poetica relazione del Magnifico Rettore dell'Ute "Dino Pilotti" (Non sono eroi. Non desiderano, non vogliono essere eroi. Sono Carabinieri) .

La giornata è proseguita con l'inaugurazione della nuova sede della Sezione Anc, con un raduno interprovinciale (notata e applaudita la Sezione Svizzera di Lugano), un concerto della neo costituita fanfara dell'Ispettorato Anc della Lombardia e, per la parte storico-culturale, con la presentazione nell'affollatissimo oratorio San Giovanni Bosco del film muto girato nel 1913 e restaurato nella circostanza a cura dei saggi di Lainate.

Al di là della semplicistica trama (il carabiniere Moretti, dopo aver risparmiato a fatica 300 lire per sposarsi, sacrifica il gruzzolo per salvare dalla galera un bracconiere sorpreso a cacciare di frodo per sfamare il figlio ammalato), il dottor Angelo Sferrazza ha sottolineato l'importanza del restauro, trattandosi dell'unica pellicola, fra le tante prodotte nell'epoca, recuperata ed esistente.

Scoppiato il primo conflitto mondiale la cinematografia si orienta verso soggetti militareschi, mentre il fascismo - che pur vede l'apparizione del sonoro - fa scomparire, o quasi, i Carabinieri dagli schermi. Forse perché troppo fedeli alla Monarchia? Forse perché l'ordine fascista non aveva bisogno di tutori? L'oratore non ha dato risposta ai due interrogativi, preferendo invece soffermarsi sul boom del secondo dopoguerra e, in specie, di quest'ultimo decennio, quando i militari dell'Arma diventano protagonisti del grande e piccolo schermo.

Sempre nel filone culturale, l'illustrazione del tema "Il Carabiniere e l'umana solidarietà", che mi ha consentito di dimostrare come i militari non siano mai stati biechi reazionari, ma saggi tutori dell'ordine. Incaricati nel 1814 di ricondurre… la pubblica tranquillità che le passate, disgustose vicende hanno non poco turbato, lo seppero fare con lo stesso senso del dovere e spirito di sacrificio dei tanti colleghi oggi impegnati nel mondo in operazione di peace-keeping e di peace-enforcing.

Il mito della Benemerita quale Polizia di prossimità nasce nell'800 e si rafforza nel '900 per moto spontaneo delle popolazioni e delle Autorità locali. Saranno proprio i Comuni a raccogliere fondi per il Monumento di Torino inaugurato nel 1933, e la raccolta sarà superiore alle esigenze, tanto da dar vita ad apposita Fondazione per elargizioni a militari bisognosi e/o meritevoli. Un severo reclutamento, un meticoloso addestramento morale e professionale, uniti ad un efficace, continuativo controllo gerarchico hanno creato eroi sublimi ma, soprattutto, un generalizzato corretto standard operativo anche nelle situazioni difficili, anche quando i singoli erano certi sia della mancanza di ricompensa sia del timore di pena.

Fra le iniziative promozionali, ricordo infine il concorso letterario riservato ai ragazzi della terza media su tema carabinieresco.

Concludo con un grazie vivissimo ai tanti colleghi in servizio ed in congedo che hanno contribuito al lusinghiero successo della manifestazione. Un arrivederci presto sul piano operativo con i nuovi partner dell'Ute "Dino Pilotti".

Giuseppe Richero