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Quattro zampe con stellette

Compie 50 anni il Centro Carabinieri Cinofili di Firenze. Quasi duemila i cani addestrati contro le emergenze. Animale e conduttore sono due "colleghi" inseparabili: intervengono ventiquattr'ore su ventiquattro ovunque ci sia bisogno, proprio come una "gazzella" del Radiomobile

Animale e conduttore sono due Gli mancano solo le stellette, per il resto è un carabiniere a tutti gli effetti, con tanto di foglio matricolare e stato di servizio. Yupp ha dieci anni, che per un pastore tedesco non sono pochissimi, molti dei quali guadagnati sul campo del contrasto alla criminalità a fianco del suo conduttore, insieme al quale forma una delle unità cinofile più ricercate dall'Arma. «Quando un comando territoriale chiede l'intervento dei cinofili», dice il tenente colonnello Luciano Starace, Comandante del Centro Carabinieri Cinofili, «molto spesso viene espressamente perorata la sua presenza. Riesce ad annusare un quantitativo di droga anche a 50 metri di distanza».

Yupp, comandato dal luogotenente Mauro Torti, è in forza presso il Nucleo cinofili di Firenze, uno dei 23 distaccamenti italiani dove sono presenti i pastori tedeschi, pronti ad essere impiegati giorno e notte. Come una "gazzella" del Radiomobile. Nei casi più urgenti un elicottero dell'Arma atterra sul piazzale del Comando di Castello per prelevare cane e conduttore e trasportarli sull'obiettivo. Da lì inizia la caccia ad un rapinatore, a una persona scomparsa, a uno sciatore sepolto da una slavina. Una pista da battere che quasi sempre porta alla destinazione voluta. «Tutto grazie al formidabile olfatto dei cani, quaranta volte superiore a quello dell'uomo», sottolinea il luogotenente Umberto Minchella, istruttore capo presso il Centro Cinofili, il reparto che ha recentemente festeggiato il 50° anniversario dalla sua costituzione, avvenuta il 9 giugno 1956.

Già nei primi anni '50 si cominciarono ad addestrare e impiegare cani, con il preciso compito di supportare le pattuglie dei militari nelle attività di polizia giudiziaria, di ricerca e di soccorso. Furono tre i primi pastori tedeschi in servizio, addestrati da un ex maresciallo della Wermacht, Arthur Kindler, dislocati presso la Caserma "Baldissera", attuale sede del Comando Regione Carabinieri "Toscana". Tra i primi successi: l'individuazione e l'arresto di un malvivente che, con un complice, aveva ferito un sacerdote. Cercava di nascondersi nella campagna, ma i cani arrivarono presto a lui, dopo aver annusato alcuni indumenti che aveva perso.

Nel '56, riconosciuta l'insostituibile funzione di questi animali, fu deciso di addestrarne un numero sempre maggiore presso una nuova struttura con sede sulla collina di Castello. Lì nacque, e vi è tuttora, il Centro Carabinieri Cinofili. In cinquant'anni sono stati quasi duemila iIl pastore tedesco Yupp in azione cani addestrati nelle tre diverse specialità di servizio: il cosiddetto "da polizia" (ricerca di piste o di oggetti, difesa o attacco); individuazione di droga; scoperta di esplosivi. Il complesso è dotato anche di un'infermeria, diretta dal maggiore veterinario Dante Della Rosa, dove arrivano cani da tutta Italia.

«Il cane gioca, non lavora», ricorda il Vice Comandante, luogotenente Mario Conticchio, indicando le tecniche di addestramento. «Quando è in azione ritiene sempre di dover cercare qualcosa con cui il suo conduttore poi lo farà giocare. Come ad esempio una pallina di lana, che è stata tenuta a contatto con droga per assimilarne gli odori. Il cane pensa di cercare quella pallina ma in realtà trova la droga. A quel punto il conduttore gli dà una vera pallina con cui giocare. Entrambi sono contenti: il primo perché può divertirsi; il secondo perché ha assestato un nuovo colpo al narcotraffico».

Yupp è uno dei cani più famosi del Centro Cinofili, ma tanti altri vengono a ruota. Tra non molto dovrà lasciare il "servizio attivo". Come per i suoi coetanei, lo attende o il declassamento a cane da guardia di qualche caserma dell'Arma, oppure il vero e proprio pensionamento. Di norma, se ci sono le condizioni, viene preso dalla famiglia del suo conduttore. Altrimenti viene assegnato, dopo un attento vaglio, a chi ne fa richiesta: anche un civile purché dimostri la propria "cinofilia". Come riescono questi cani a cambiare vita e a staccarsi dal proprio conduttore? «Sono docili ed eclettici», assicurano i militari, «purché venga loro data la sola cosa di cui hanno bisogno: l'amore».

Sandro Addario