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L'entrata
in vigore, dal gennaio 2006, del nuovo Codice dell'Amministrazione
digitale pone le condizioni per realizzare una amministrazione
pubblica più efficiente e che costi meno, offrendo a cittadini ed
imprese il diritto di interagire con qualsiasi ufficio
pubblico.
Sulla base, ed anche in previsione,
di questa legge, il Cnipa, Centro nazionale per l'informatica nella
P.A., ha predisposto un Libro Bianco sulle iniziative realizzate in
tema di "dematerializzazione" degli strumenti cartacei. Il Libro
Bianco registra lo "stato dell'arte", cioè "le realizzazioni in
diversi ambiti sia dell'amministrazione centrale che regionale e
locale sul tema della eliminazione della carta esistente e per
limitare la produzione di documenti".
Ormai sono numerose le applicazioni
di dematerializzazione realizzate dalle pubbliche amministrazioni,
sia centrali che locali. Le tecnologie digitali, come si legge nel
Libro Bianco sulla dematerializzazione uscito recentemente, sono
una rilevante risorsa per l'efficienza e la produttività della
Pubblica Amministrazione. Una P. A. sia centrale che regionale e
locale che costa meno e lavora meglio crea una maggiore ricchezza
per il nostro Paese.
Il Libro Bianco è collegato al più
ampio impegno di razionalizzare i processi di trasformazione e
modernizzazione delle varie strutture burocratiche. Ma per giungere
a questi risultati occorre superare alcune barriere culturali che
si appongono al cambiamento: in sostanza, all'abbandono della carta
con una grande fiducia nel documento informatico. Questi i primi
risultati raggiunti dal gruppo di lavoro interministeriale e
contenuti nel Libro Bianco. È comunque prevista una nuova
pubblicazione probabilmente entro la fine dell'estate.
La dematerializzazione dei
documenti, tra i tanti tasselli della rivoluzione informatica, è
quello sul quale è possibile realizzare con maggiore rapidità
interventi concreti. Un esempio: la gestione documentale vale oltre
il 2 per cento del Pil. Una dematerializzazione di appena il 10 per
cento genererebbe un risparmio di 3 miliardi di euro, ripetibile
ogni anno. Ecco perché è necessario procedere rapidamente.
Del resto, il quadro normativo per
continuare nel processo di azzeramento della carta è completo. Ed
esistono già numerosi esempi concreti di interventi di
dematerializzazione. Il Ministero della Giustizia, ad esempio, ha
avviato alcuni esperimenti, quali la gestione di un procedimento
civile in forma digitale dall'atto di citazione fino alla sentenza.
A sua volta il Dicastero dell'Economia sta realizzando la
fatturazione elettronica dei provvedimenti. E quello dell'Interno
sta creando l'anagrafe dei cittadini italiani residenti
all'estero.
È stata poi realizzata la carta
d'identità elettronica, la quale contiene i dati di riconoscimento
personali ed il codice fiscale del cittadino e può riportare anche
l'indicazione del suo gruppo sanguigno. Il nuovo supporto è dotato
di una serie di dispositivi di sicurezza per impedirne la
contraffazione, e inoltre i dispositivi elettronici che vi sono
inseriti (banda ottica e microprocessore) consentono l'utilizzo per
l'accesso ai servizi nazionali e locali.
Il sistema Ina (Indice nazionale
delle anagrafi) prevede l'inoltro telematico ai Comuni e alle
Pubbliche Amministrazioni delle variazioni anagrafiche, garantisce
l'iscrizione del cittadino in una sola anagrafe comunale e consente
di eliminare le eventuali duplicazioni di iscrizione.
Viene istituito, inoltre, un Codice
di beni culturali e del paesaggio che definisce "beni culturali"
gli archivi ed i singoli documenti di Comuni, Province, Regioni e
Pubblica Amministrazione.
Un progetto molto interessante è poi
il network DocArea, della Provincia di Bologna, di gestione globale
per la documentazione di Enti locali, Comuni e Province. Il
progetto, che conta oltre 250 amministrazioni locali appartenenti a
diverse regioni italiane del Nord, del Centro e del Sud, si è
classificato al secondo posto per l'attuazione di strategie di
e-government nella comunicazione digitale fra quelli presentati al
Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie. Prevede lo sviluppo di
una infrastruttura tecnologica ed organizzativa per l'erogazione di
servizi finali; le attività di progettazione e sviluppo delle
soluzioni DocArea sono state effettuate coniugando le esigenze di
innovazione tecnologica con la normativa dettata dal
legislatore.
E se al Ministero della Salute
stanno ancora studiando le modalità di conservazione in forma
digitale delle cartelle cliniche, al Comando Generale dell'Arma dei
Carabinieri hanno trovato una soluzione per conservare in maniera
digitale i documenti informatici.
L'analisi dello stato di
informatizzazione della P.A. conferma che il percorso di
innovazione digitale ha assunto caratteristiche di irreversibilità.
Se ci si confronta con il quadro di cinque anni fa, allora
l'e-government era un valore delineato ma sostanzialmente poco
applicato. In questo periodo esso è stato visto con maggiore
consapevolezza nelle istituzioni e nella società: e le
amministrazioni hanno realizzato migliaia di progetti.
Oggi dunque la situazione è cambiata
in meglio. L'ormai diffusa disponibilità negli uffici pubblici di
personal computer in rete costituisce la premessa per un uso
abituale della posta elettronica, risorsa basilare del nuovo
modello di Pubblica Amministrazione digitale. Nel 2005 sono state
avviate trenta iniziative di applicazione della posta elettronica
in trecento procedimenti amministrativi, per un investimento
complessivo di 50 milioni di euro ed un risparmio annuo stimato a
regime di 150 milioni. Ciò è stato possibile grazie alla firma
digitale, la cui diffusione pone l'Italia al primo posto in Europa,
e alla posta elettronica certificata, che consente al mittente di
ricevere documentazione elettronica con valenza legale.
In conclusione, la digitalizzazione
della Pubblica Amministrazione è destinata ad indurre un aumento
delle produttività del settore pubblico, che inevitabilmente avrà
ricadute positive, come sostiene Livio Zoffoli, presidente del
Cnipa, sulla produttività dell'intero sistema Paese. Siamo in
fiduciosa attesa che ciò si avveri quanto
prima. |