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Il movimento e l'accesso

Aperto a Rafah, al confine tra la Striscia di Gaza ed il Sinai, lo scorso 25 novembre, un valico di frontiera per facilitare gli spostamenti tra i territori israeliani e quelli palestinesi. A garantirne la sicurezza, quale terza parte neutrale, è stata chiamata l'Unione europea

Oggi il deserto del Sinai è meno deserto. Questo è stato reso possibile dall'apertura del valico di frontiera a Rafah, sul confine tra la Striscia di Gaza ed il Sinai, a seguito degli accordi del 15 novembre 2005 sul "movimento e l'accesso" tra il Governo di Israele e l'Autorità Palestinese. L'intesa prevede anche la riapertura dell'aeroporto di Gaza, la costruzione di un porto, il collegamento tra Gaza ed il West Bank (territori ancora occupati da Israele) e la facilitazione dei movimenti all'interno del West Bank.

La visita a Rafah di Xavier Solana, Alto Rappresentante dell'Ue per gli Esteri e la SicurezzaL'Unione europea è stata invitata, su richiesta delle due parti e del "quartetto" costituito dalle Nazioni Unite, dagli Usa, dalla Russia e dalla stessa Ue, ad assumere il ruolo di terza parte neutrale a Rafah con la Missione per l'assistenza e il monitoraggio delle attività doganali e di sicurezza al valico (Eu Bam). La velocità e l'efficacia con le quali la Ue ha risposto all'invito hanno messo in luce una lodevole sinergia collettiva europea per la quale, in brevissimo tempo, è stato possibile dispiegare sul terreno uno strumento costituito ad hoc da 15 nazioni.

Il mandato della Missione è quello di monitorare, assistere, verificare e valutare le attività svolte dagli ufficiali di Polizia palestinese nei settori dell'immigrazione, della sicurezza e delle attività doganali; non quindi di sostituzione nelle funzioni esecutive che competono ai palestinesi, dei quali essa documenta l'operato con la redazione di rapporti che, negli eventuali casi di violazione degli accordi, vengono inviati al Collective Evaluation Working Group (Gruppo di lavoro collettivo di valutazione). Altri importanti compiti della Missione sono: l'attività di consulenza per la formazione qualificata del personale da convertire agli standard internazionali e creare e favorire lo sviluppo dei rapporti di fiducia tra le parti.

L'apertura ufficiale del valico è stata celebrata il 25 novembre 2005, alla presenza del Presidente dell'Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas; del Rappresentante Speciale per il Medio Oriente, Marc Otte; del Coordinatore Statunitense per la Sicurezza del Medio Oriente, William Ward; del Capo del Servizio di Sicurezza La conferenza dell'Unione europea che si è tenuta a Il Cairo a proposito del nuovo valicoEgiziano, Omar Suleiman, e dei Rappresentanti diplomatici di tutti i Paesi membri dell'Unione europea. La Missione Eu Bam ha iniziato ad operare il 26 successivo sotto la guida del generale dei Carabinieri Pietro Pistolese (vedi Il Carabiniere, gennaio 2006, pag. 30), assicurando l'apertura della frontiera per 5 ore al giorno nel primo mese di attività, estendendo poi progressivamente l'orario di apertura fino alle attuali 12 ore giornaliere; con il completo dispiegamento della Missione, l'operatività del valico frontaliero raggiungerà le 24 ore. In particolari occasioni, come per il pellegrinaggio alla Mecca nei mesi di dicembre e gennaio 2006, l'Eu Bam ha assicurato l'operatività del valico per 20 ore giornaliere, mostrando una notevole flessibilità operativa.

La forza organica dell'Eu Bam è al momento costituita da circa 70 ufficiali di Polizia di 15 Stati membri (più la Romania, non ancora membro effettivo dell'Ue). Una volta completato il dispiegamento l'organico salirà a circa 80 membri. Fino ad oggi oltre 250mila persone hanno beneficiato del passaggio a Rafah, di cui: 126mila in uscita dalla Striscia di Gaza verso l'Egitto e 124mila in entrata dall'Egitto alla Striscia di Gaza, con una media di utilizzo di circa 1.200 persone al giorno.

Non sempre le operazioni si sono svolte serenamente e l'Eu Bam ha dovuto fronteggiare talvolta situazioni critiche che le hanno consentito di evidenziare la professionalità dei propri teams internazionali. Fin dall'inizio della Missione, le condizioni della sicurezza nella Striscia di Gaza sono andate deteriorandosi. Il lancio di "Qassam rockets" da parte delle fazioni estremiste palestinesi si è puntualmente verificato e ovviamente le reazioni di fuoco israeliane non sono mai mancate, con il loro quotidiano triste seguito di dolore e di morte per entrambi i contendenti.

Ci sono stati anche svariati attacchi, azioni di cecchinaggio e di mina contro le pattuglie israeliane in servizio a Kerem Shalom, sul confine con la Striscia di Gaza, dove è situato l'Ufficio di Collegamento Israeliano-Palestinese- Europeo, presieduto da un ufficiale Eu Bam, ed attraverso il quale gli ispettori europei passano per raggiungere Rafah scortati dalla efficiente Guardia Presidenziale.

Comunque, malgrado le tante insidie di questa tormentata parte della terra, la Missione Eu Bam svolge il suo compito, orgogliosa di rappresentare l'Europa, come Unione e come attore della politica internazionale nel mondo, consapevole di essere al centro di una difficile fase di un Processo di Pace che tutti vogliono, o così dicono, ma ciascuno in dipendenza del raggiungimento dei propri obiettivi.

Trolese