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Di reparti che trattano di
tipologie criminali specifiche con personale altamente
specializzato l'Arma ne ha dieci; altrettanti "fiori
all'occhiello" raggruppati nella Divisione Unità Specializzate
Carabinieri che fa capo, a sua volta, al Comando Unità Mobili
e Specializzate "Palidoro". Tutti lavorano con pari
professionalità ed impegno, conseguendo brillanti risultati in
operazioni che spesso disarticolano e neutralizzano traffici
illeciti e bande di delinquenti. Questi risultati a volte sono
noti, ne parlano gli organi d'informazione e acquisiscono
visibilità al reparto e notorietà ad alcuni operatori, per via
delle molte interviste e dei dibattiti televisivi cui
intervengono. E va bene così, perché ne guadagna l'immagine
istituzionale.
Ma ci sono alcuni reparti che, per
ragioni generalmente connesse con la materia trattata o con
l'interesse dei mass-media, agiscono, come dire… un po' "in
sordina".
Il Comando Carabinieri
Antifalsificazione Monetaria (CC Afm), ad esempio, non è molto
conosciuto dal grande pubblico, anche se opera in un settore
delicatissimo, d'interesse vitale non solo per il nostro Paese ma,
con l'entrata in vigore dell'euro, per tutta la Comunità Europea e
per quanti economicamente vi gravitano intorno. È conosciutissimo
però a livello internazionale, nell'ambito degli organismi di
contrasto al falso nummario. Ma andiamo con ordine.
Diciamo molto rapidamente che il Dmi
del 22 gennaio 1992 riconobbe il "consolidato interesse dell'Arma
dei Carabinieri nel Falso Nummario" per cui, nell'ottobre dello
stesso anno, il Comando Generale dette vita al Nucleo Operativo
Antifalsificazione Monetaria, che dal giugno del 1999 è stato
elevato all'attuale Comando di Corpo CC Afm. Il reparto è ordinato
su un Nucleo Comando e una Sezione Operativa, per una forza
organica complessiva di quattro ufficiali e una trentina di
militari di ogni grado. È il caso di dire: "pochi ma buoni";
d'altra parte, gli specialisti dell'Arma intervengono come supporto
tecnico alla territoriale, per cui il numero ha una rilevanza
marginale. Il personale viene richiesto con un'interpellanza del
Comando Generale in base alle esigenze; quindi gli idonei
frequentano un corso addestrativo curato da militari del reparto
stesso e da tecnici della Banca d'Italia e dell'Istituto
Poligrafico e Zecca dello Stato. La sede è a Roma, in via Milazzo
24.
I compiti sono presto detti:
attività investigativa per individuare centri, organizzazioni
e flussi di falsificazione di banconote, monete, valori
bollati, documenti e carte di credito; sviluppo di contatti e
scambi informativi con analoghi organismi delle forze di
polizia estere, europei come l'Europol, la Banca Centrale
Europea, l'Ufficio Europeo per la lotta anti Frode (Olaf), e
internazionali come l'Interpol; cicli di conferenze
informative presso reparti territoriali e Scuole dell'Arma.
Questa proiezione estera ha notevole importanza sia sotto il
profilo info-operativo vero e proprio, sia ai fini
dell'individuazione di una normativa comune di riferimento in
ambito europeo, riguardante gli aspetti sanzionatorio e
procedurale, tanto che nel Comando Afm esiste, se non
ordinativamente ma praticamente, una Sezione Problematiche
Internazionali ed Europee molto attiva.
In genere il cittadino tende a
sottovalutare il falso nummario, perché la sua attenzione è
attratta dai reati violenti e di più immediato allarme sociale,
come le rapine, gli omicidi, il traffico di stupefacenti, eccetera
, ma in realtà si tratta di un crimine molto grave, perché può
compromettere la stabilità economico-sociale di un Paese. Oggi poi,
con la rapida globalizzazione, questa attività, condotta su reti di
distribuzione ramificate anche oltre i confini d'Europa, potrebbe
creare squilibri anche preoccupanti. Si tenga presente che nel
corso di conflitti caldi o freddi del XX secolo, più volte governi
di una nazione hanno cercato di immettere nel mercato denaro falso
di nazioni nemiche. Un caso per tutti: la Germania nazista, durante
la Seconda guerra mondiale, produsse forti quantitativi di sterline
contraffatte. La clonazione di carte di credito e il falso
documentale costituiscono altrettante minacce insidiose; la prima
poi è sempre più frequente ed è certamente quella che genera
maggiore allarme sociale; l'altra può avere risvolti
particolarmente sensibili sia per il conseguente legame con
interessi illeciti in generale, sia per le possibili connessioni
con il terrorismo e l'immigrazione clandestina.
È dunque alla professionalità e
all'approfondita competenza dei Carabinieri
dell'Antifalsificazione, con le sinergie che si sono create con
tutti gli operatori di giustizia e i tecnici del settore, che noi
affidiamo una larga fetta della nostra tranquillità, soprattutto in
prospettiva futura. Ma anche noi dobbiamo prendere coscienza, dando
la giusta rilevanza al problema e partecipando, nel nostro piccolo
o grande che sia, all'attività
preventiva. |