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Carabinieri AFM

Sono gli uomini del Comando Antifalsificazione Monetaria, un organismo che gode di un'altissima considerazione a livello internazionale, tra quanti operano per il contrasto al falso nummario. Fenomeno che, con la rapida globalizzazione, sta assumendo un profilo sempre più preoccupante

Uno specialista dell'Afm controlla l'autenticità di un biglietto da 50 euro. Sono questi, insieme a quelli da 20, ad incontrare il maggior interesse da parte dei falsariDi reparti che trattano di tipologie criminali specifiche con personale altamente specializzato l'Arma ne ha dieci; altrettanti "fiori all'occhiello" raggruppati nella Divisione Unità Specializzate Carabinieri che fa capo, a sua volta, al Comando Unità Mobili e Specializzate "Palidoro". Tutti lavorano con pari professionalità ed impegno, conseguendo brillanti risultati in operazioni che spesso disarticolano e neutralizzano traffici illeciti e bande di delinquenti. Questi risultati a volte sono noti, ne parlano gli organi d'informazione e acquisiscono visibilità al reparto e notorietà ad alcuni operatori, per via delle molte interviste e dei dibattiti televisivi cui intervengono. E va bene così, perché ne guadagna l'immagine istituzionale.

Ma ci sono alcuni reparti che, per ragioni generalmente connesse con la materia trattata o con l'interesse dei mass-media, agiscono, come dire… un po' "in sordina".

Il Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria (CC Afm), ad esempio, non è molto conosciuto dal grande pubblico, anche se opera in un settore delicatissimo, d'interesse vitale non solo per il nostro Paese ma, con l'entrata in vigore dell'euro, per tutta la Comunità Europea e per quanti economicamente vi gravitano intorno. È conosciutissimo però a livello internazionale, nell'ambito degli organismi di contrasto al falso nummario. Ma andiamo con ordine.

Diciamo molto rapidamente che il Dmi del 22 gennaio 1992 riconobbe il "consolidato interesse dell'Arma dei Carabinieri nel Falso Nummario" per cui, nell'ottobre dello stesso anno, il Comando Generale dette vita al Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria, che dal giugno del 1999 è stato elevato all'attuale Comando di Corpo CC Afm. Il reparto è ordinato su un Nucleo Comando e una Sezione Operativa, per una forza organica complessiva di quattro ufficiali e una trentina di militari di ogni grado. È il caso di dire: "pochi ma buoni"; d'altra parte, gli specialisti dell'Arma intervengono come supporto tecnico alla territoriale, per cui il numero ha una rilevanza marginale. Il personale viene richiesto con un'interpellanza del Comando Generale in base alle esigenze; quindi gli idonei frequentano un corso addestrativo curato da militari del reparto stesso e da tecnici della Banca d'Italia e dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La sede è a Roma, in via Milazzo 24.

Monete da 2 euro contraffatte, recuperate in una recente operazione in Campania I compiti sono presto detti: attività investigativa per individuare centri, organizzazioni e flussi di falsificazione di banconote, monete, valori bollati, documenti e carte di credito; sviluppo di contatti e scambi informativi con analoghi organismi delle forze di polizia estere, europei come l'Europol, la Banca Centrale Europea, l'Ufficio Europeo per la lotta anti Frode (Olaf), e internazionali come l'Interpol; cicli di conferenze informative presso reparti territoriali e Scuole dell'Arma. Questa proiezione estera ha notevole importanza sia sotto il profilo info-operativo vero e proprio, sia ai fini dell'individuazione di una normativa comune di riferimento in ambito europeo, riguardante gli aspetti sanzionatorio e procedurale, tanto che nel Comando Afm esiste, se non ordinativamente ma praticamente, una Sezione Problematiche Internazionali ed Europee molto attiva.

In genere il cittadino tende a sottovalutare il falso nummario, perché la sua attenzione è attratta dai reati violenti e di più immediato allarme sociale, come le rapine, gli omicidi, il traffico di stupefacenti, eccetera , ma in realtà si tratta di un crimine molto grave, perché può compromettere la stabilità economico-sociale di un Paese. Oggi poi, con la rapida globalizzazione, questa attività, condotta su reti di distribuzione ramificate anche oltre i confini d'Europa, potrebbe creare squilibri anche preoccupanti. Si tenga presente che nel corso di conflitti caldi o freddi del XX secolo, più volte governi di una nazione hanno cercato di immettere nel mercato denaro falso di nazioni nemiche. Un caso per tutti: la Germania nazista, durante la Seconda guerra mondiale, produsse forti quantitativi di sterline contraffatte. La clonazione di carte di credito e il falso documentale costituiscono altrettante minacce insidiose; la prima poi è sempre più frequente ed è certamente quella che genera maggiore allarme sociale; l'altra può avere risvolti particolarmente sensibili sia per il conseguente legame con interessi illeciti in generale, sia per le possibili connessioni con il terrorismo e l'immigrazione clandestina.

È dunque alla professionalità e all'approfondita competenza dei Carabinieri dell'Antifalsificazione, con le sinergie che si sono create con tutti gli operatori di giustizia e i tecnici del settore, che noi affidiamo una larga fetta della nostra tranquillità, soprattutto in prospettiva futura. Ma anche noi dobbiamo prendere coscienza, dando la giusta rilevanza al problema e partecipando, nel nostro piccolo o grande che sia, all'attività preventiva.

Carlo Cagliaritano