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Approfondimenti


L'iniziativa


A Bari il Comune, l'Ausl Bari4, la Federazione italiana medici pediatri (Fimp) ed il Tribunale per i minorenni hanno recentemente siglato un protocollo d'intesa d'alta valenza sociale. Lo scopo è quello di tutelare bambini con un progetto per prevenire situazioni a rischio socio-sanitario prima e dopo la nascita, anche a costo di un intervento immediato e doloroso. Un modello operativo che nello stesso tempo passa attraverso il sostegno delle donne già prima della nascita dei loro figli, ed in particolare di tutte le situazioni familiari difficili. Verrà, infatti, creato un collegamento tra l'anagrafe del Comune e quella sanitaria: ogni inizio settimana saranno segnalati tutti i nuovi nati nei giorni precedenti che siano residenti nei tre distretti socio-sanitari del territorio comunale. Quindi all'anagrafe sanitaria sarà verificata l'avvenuta libera scelta del pediatra; sarà quest'ultimo a segnalare mensilmente al distretto socio-sanitario l'elenco dei bambini che non hanno effettuato il primo bilancio di salute. In tal caso, il piano prevede che il distretto, in collaborazione con i servizi sociali del Comune, contatti i genitori o i familiari del bambino. Infine, le situazioni di emarginazione a rischio verranno segnalate all'Autorità Giudiziaria per i provvedimenti di competenza.

(Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno)


Basta sfruttamento!

la Suprema Corte ha attestato un duro colpo allo sfruttamento dei cosiddetti "baby mendicanti", affermando con chiarezza l'applicabilità del carcere preventivo per chi sfrutta i minori mandandoli sulla strada a chiedere l'elemosina.

Con Sentenza n. 43868 del 9 novembre 2005 (depositata il 1° dicembre 2005), infatti, la Cassazione, Sezione V penale, nel confermare la custodia cautelare in carcere disposta dal Gip nei confronti di un indagato per avere sfruttato l'accattonaggio di minorenni, ha chiarito che "la finalità di sfruttamento non è esclusa dall'eventualità che un margine degli introiti dell'accattonaggio vada a beneficio delle persone offese dal reato". Determinante ai fini della decisione è apparso lo stato di soggezione in cui le vittime versano essendo sottoposte all'altrui potere di disposizione che si estrinseca nell'esigere, con violenza fisica o psichica, prestazioni sessuali o lavorative, accattonaggio o altri obblighi di fare. La decisione appare pienamente in linea con l'orientamento già espresso in materia dalla Suprema Corte, che lo scorso anno aveva confermato una sentenza in tema di abbandono di minori sul conto di una zingara, colpevole di aver abbandonato i tre figli minori, con meno di 14 anni (uno aveva solo due anni), a chiedere l'elemosina sul marciapiede. La V Sezione penale, con sentenza n. 7556/05 aveva respinto il ricorso, sottolineando la legittimità della decisione dei giudici di merito, che avevano rilevato "la consapevolezza dell'imputata di avere abbandonato i tre figli", e che "la precocità dei bambini nomadi non si attagliava ai soggetti passivi del reato, segnatamente al bimbo di due anni che, lasciato libero dai fratellini, non era in condizioni di provvedere a se stesso, girovagando a pochi passi dal passaggio continuo dei veicoli".

Fonte: Altalex


Le "cose dei più piccoli"

qual è il livello di vivibilità delle nostre città, secondo le aspettative degli adolescenti? Quale il diverso grado di accoglienza a favore dei nostri bambini residenti nei grandi centri urbani?

A misurarli - e a stilare una classifica delle città in questione - ha pensato Legambiente, con la ricerca Ecosistema bambino 2006, ormai alla sua IX edizione. Che sfogliamo insieme, sia pure con la lente della sintesi. Prima alcune note di premessa: i dati esaminati si riferiscono all'anno 2004 e giova anche precisare come il rapporto sia frutto delle risposte fornite dalle Amministrazioni comunali a un questionario redatto dall'Associazione che ha individuato le forme di partecipazione avviate per favorire un ruolo attivo dei bambini nella città, le strutture dedicate alle politiche dell'infanzia, il rapporto di collaborazione tra Amministrazione comunale e associazioni del volontariato, i servizi e le iniziative di aggregazione e di animazione culturale. Nella prima fascia della classifica, corrispondente all'ottimo, non è collocabile alcun centro, perché non esiste, oggi, in Italia, nessuna città veramente a misura di bambino. La fascia delle insufficienze non riporta punteggio ed è in ordine alfabetico, mentre talune Amministrazioni non hanno trasmesso i formulari o li hanno rimessi in modo incompleto.

LE MAGNIFICHE QUATTRO.

È Ravenna a guidare la classifica. Numerose le iniziative che sono state messe in campo nella città emiliana a favore dei ragazzi. Che è stata, anche, premiata per essersi dotata di una Consulta degli studenti e del Consiglio dei ragazzi. Viene confermata la realizzazione dei progetti di adozione del territorio e di azioni di progettazione partecipata. Buone le iniziative di consultazione dei ragazzi su temi legati all'ambiente o sul percorso partecipato sull'alimentazione o la mobilità in città. L'Amministrazione comunale di Ravenna ha messo a disposizione dei ragazzi il Museo del Giocattolo autocostruito e diverse aree riservate ai bambini nei musei per adulti. Ha organizzato mostre specifiche, feste, soggiorni estivi in città e rassegne di teatro e cinema. Si è dotata di guide, di punti informativi, di un ludobus (Palomar-Ludobus dei bambini e delle bambine), di biblioteche e ludoteche. Sempre numerosi sono i laboratori creativi messi in campo dal Comune, tra i quali vanno citati quelli di mosaico, che coinvolgono i bambini già a partire dalla scuola dell'infanzia.

A seguire, tra le città a misura di bambino, troviamo Pesaro, che si posiziona sul podio per il secondo anno, occupando la piazza d'onore. Nella città marchigiana è stato istituito un Comitato dei bambini, che mette a punto un insieme di esigenze da proporre e discutere con i referenti comunali sulle questioni relative alla vita nel quartiere. Da citare il progetto Mini-guide, dove i bambini guidano i coetanei alla scoperta del Museo Oliveriano. Promossa a pieni voti anche Parma, grazie ai progetti di adozione del territorio e ad azioni di progettazione partecipata sulla riqualificazione urbana nonché sull'arredo degli spazi pubblici. Dispone per i suoi piccoli cittadini di un museo espositivo, organizza mostre, e cura la pubblicazione di due giornali cittadini. Gestisce feste all'aperto, rassegne di teatro e di cinema, soggiorni e campi estivi in e fuori città. Inoltre, a disposizione dei giovanissimi, ci sono ludoteche, biblioteche ed un pulmino itinerante che sosta nei parchi, nelle strade e nelle piazze per far socializzare i bambini e far vivere il territorio in modo diverso. Tra le città premiate anche Torino, che oltre ad organizzare incontri tra i bambini e il Sindaco, punta a progetti di adozione del territorio e ad azioni di progettazione partecipata. Inoltre i bambini sono stati consultati sulle politiche urbane grazie a un progetto sui temi della mobilità, della sicurezza e dell'autonomia. Il Comune ha ormai consolidato una serie di strutture specifiche, come un Ufficio per l'infanzia e un organismo interassessorile sulla Questione infanzia. Ricca l'offerta di occasioni di aggregazione, divertimento e incontro rivolte agli under 14, con feste all'aperto, rassegne di cinema e teatro. Dati in crescita che sottolineano come la voce infanzia sia ormai abitualmente nel bilancio delle amministrazioni e che devono farci guardare con ottimismo agli sviluppi futuri, ma che oggi, tuttavia, non ci assicurano ancora un effettiva efficacia degli strumenti. Troppo spesso, infatti, "le cose dei più piccoli" sono solo un vezzo politico di Sindaci e Assessori e non un vero strumento di interlocuzione con i giovanissimi per l'amministrazione della cosa pubblica.

METROPOLI E GRANDI CITTÀ.

Metropoli e i grandi centri urbani, comunque, sempre di più pongono in essere momenti a favore dei giovani. La conferma ci arriva da Firenze e Genova, che si posizionano in seconda fascia, a ridosso delle magnifiche quattro. Le "chiavi della città" è un programma di progetti educativi e formativi rivolti agli under 14, con il quale Firenze sottolinea l'importanza del protagonismo delle bambine e dei bambini nella vita cittadina. Nella città toscana è a disposizione dei più piccoli il Museo per bambini, vengono allestite mostre ad hoc, pubblicate guide alla città, promosse rassegne di teatro e cinema. Avviata nel 2004 la costruzione del Piano Regolatore Infanzia e Adolescenza, Genova ha promosso iniziative di adozione del territorio da parte dei bambini di una scuola elementare e esperienze di progettazione partecipata. Inoltre, i bambini sono stati consultati per scegliere gli arredi-gioco di alcune piazze e giardini pubblici. Numerose le attività e gli appuntamenti messi in campo per i piccoli cittadini, come feste all'aperto, ludobus, ludoteche, biblioteche, corsi e laboratori, tra i quali quelli sul gusto. Sempre tra le metropoli, in terza fascia si posiziona quest'anno Roma (17a). La Capitale dispone di un capitolo di spesa per il Consiglio comunale dei ragazzi, per azioni di progettazione partecipata e per i vigili bambini. È dotata di un Ufficio per l'infanzia e di un Assessorato alle politiche di promozione dell'infanzia e della famiglia. Flette infine Napoli (53a) dove pure i bambini periodicamente incontrano il Sindaco, vengono coinvolti in progetti che li vedono protagonisti e dove sono attivi punti informativi.