|
Chi parla
è il Vicedirettore dell'Unicef, Kul Gautam: «Le decine di milioni
di bambini delle aree urbane cui sono negati i servizi sociali di
base come l'istruzione e l'assistenza sanitaria, sono la prova
vivente della sistematica incapacità del mondo di proteggerli.
Questi bambini meritano di vivere in un ambiente che li tuteli
dagli abusi e dallo sfruttamento. È questo l'impegno ribadito dai
Capi di Stato e di Governo nel 2002, in occasione della Sessione
speciale sull'infanzia, ed è questo impegno che noi dobbiamo
prendere seriamente in considerazione e tradurre in azioni
concrete».
L'occasione per cui l'Alto
Funzionario ha inteso così ricordarci la sofferenza di tanti
bambini è stata quella della recente presentazione del rapporto
L'infanzia urbana tra povertà ed esclusione sociale, pubblicato dal
Centro di Ricerca Innocenti dell'Unicef di Firenze. Decine di
milioni di bambini delle aree urbane vivono in condizione di
povertà e in ambienti che mettono a rischio la loro vita: per
questo, secondo l'Unicef, è importante garantire che l'interesse
superiore del bambino sia posto al centro delle decisioni politiche
da parte delle autorità locali.
Nel rapporto si legge come, nel
corso del XX secolo, la popolazione urbana mondiale è più che
duplicata e la dimensione media delle 100 maggiori città del mondo
è cresciuta di oltre otto volte. La percentuale di persone che vive
nelle aree urbane è passata da meno del 15 per cento nel 1900 a una
cifra valutata intorno al 48 per cento nel 2002. Quest'incremento è
stato alimentato dall'espansione dell'economia mondiale, che ha
riguardato principalmente le industrie e i servizi situati in
queste aree. Una tendenza, secondo i ricercatori, probabilmente
destinata a continuare, se nel 2002 circa un miliardo di bambini,
quasi la metà della popolazione infantile mondiale, viveva in aree
urbane. Oltre l'80 per cento di questi ragazzi vive in città
dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina.
Anche se può sembrare che i bambini
di città godano di un benessere maggiore rispetto a quelli che
vivono in campagna, con migliori condizioni di salute, di alloggio,
di istruzione e con accesso a una più ampia serie di servizi e
opportunità, la realtà è che centinaia di milioni di bambini delle
aree urbane soffrono di profonda povertà, squallore e miseria. Nei
quartieri più poveri di tutte le città del mondo mancano spesso le
infrastrutture e i servizi di base: in questo modo i bambini
vengono privati del loro diritto a vivere in un ambiente sano.
Molti Paesi a basso reddito hanno
ancora oggi, tra i bambini poveri delle città, altissimi tassi di
mortalità (0 - 5 anni): da un minimo di 100 a 200 decessi ogni
1.000 nati vivi. Inoltre, tra i poveri, sono alte le percentuali di
minori parzialmente vaccinati o senza alcuna copertura, o con
elevati livelli di anemia; sono inoltre numerosi i bambini
gravemente malnutriti.
Se da una parte però il rapporto
dell'Unicef presenta un quadro negativo delle condizioni di vita di
tanti bambini, dall'altro lascia anche spazio ad un certo ottimismo
e offre l'esempio di molti centri urbani nei quali le autorità
locali hanno saputo cogliere l'opportunità di aiutare i bambini
poveri, di assicurare il rispetto dei diritti umani e di
coinvolgerli nei processi decisionali; hanno quindi
istituzionalizzato un sistema di governo locale a favore dei
diritti dell'infanzia. Gli analisti dell'Unicef hanno indicato i
sette aspetti fondamentali che rendono una città "amica dei
bambini":
-
assicurare che le autorità locali
promuovano politiche, risorse e interventi guidati dall'interesse
superiore del bambino;
-
promuovere condizioni di equità e
non discriminazione, per favorire l'inclusione sociale dei bambini
ed evitare l'emarginazione;
-
riservare una particolare
attenzione ai bambini più svantaggiati, compresi quelli che vivono
o lavorano nelle strade, vittime di sfruttamento economico e
sessuale, quelli che vivono in estrema povertà, o che non hanno un
adeguato sostegno familiare;
-
garantire un effettivo accesso per
tutti i bambini a servizi di base di qualità, dalla salute
all'istruzione, dall'acqua potabile ai servizi igienici adeguati
(compresa la rimozione dei rifiuti solidi);
-
stimolare la partecipazione dei
bambini e dei giovani alle decisioni che interessano la loro vita,
dare loro opportunità concrete di esprimere opinioni, anche
attraverso un coinvolgimento direttonei consigli
comunali;
-
assicurare ambienti sicuri e
adatti allo studio, alle relazioni sociali, all'espressione
culturale e al gioco;
-
porre i bambini in un sistema di
protezione efficace dai rischi ambientali e da quelli di catastrofi
naturali. |