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Marzo
Torino 2006: vince lo
sport
Cari Lettori,
questo numero della nostra Rivista giungerà alla vostra attenzione
quando ormai i riflettori su Torino 2006 saranno definitivamente
spenti. Tuttavia non possiamo non parlare della ventesima edizione
dei Giochi Olimpici invernali almeno per quattro valide
ragioni.
Prima di tutto: per l'entusiasmo degli atleti, di tutti gli atleti
al di là della nazione di appartenenza e dei risultati ottenuti.
Ancora una volta il vero vincitore è stato lo sport, con il suo
palcoscenico, le ansie, le speranze, la gloria del podio e le
delusioni, con il lavoro duro e silenzioso di ogni giorno per
preparare l'evento magico della gara, con le tensioni e lo slancio
coraggioso e generoso del momento della verità, quando in una
manciata di decimi di secondo ti giochi anni di faticosa
preparazione.
Poi, perché scalda il cuore riscoprire l'agonismo come strumento di
aggregazione tramandato da millenni: alla rivalità e allo spirito
della competizione, d'obbligo in pista, fanno riscontro la
solidarietà, la stima e il rispetto reciproci tra i giovani
sportivi. Ne abbiamo bisogno.
Terzo, non senza il legittimo orgoglio che deriva
dall'appartenenza, mi piace sottolineare che delle undici medaglie
vinte dall'Italia quattro sono state conquistate dai Carabinieri:
gli ori di Armin Zoeggeler nello slittino, Giorgio Di Centa e
Pietro Piller Cottrer nella staffetta quattro per dieci chilometri
e ancora Giorgio Di Centa nella cinquanta chilometri tecnica libera
e il bronzo di Pietro Piller Cottrer nella trenta chilometri. Tali
grandi successi portano l'Albo d'Oro del Centro Sportivo dell'Arma
a 14 ori, 10 argenti e 10 bronzi; e i nomi di questi bravi militari
ad entrare a pieno titolo sia nella storia dello sport italiano sia
in quella dell'Istituzione.
Non voglio poi dimenticare la splendida immagine del nostro Paese
che Torino ha saputo mostrare al mondo: un'immagine di efficienza,
di colore e di compostezza ottenuta anche per il notevole impegno
messo dalle Forze di Polizia per garantire l'indispensabile cornice
di sicurezza. Per quanto riguarda i nostri Carabinieri, all'unanime
apprezzamento per la professionalità e l'abnegazione che hanno
dimostrato nei servizi a tutela degli atleti, dei campi di gara e
dell'ordine pubblico in città, si unisce il mio personale vivissimo
ringraziamento.
Non posso, infine, concludere questo editoriale senza ricordare il
sacrificio del vice brigadiere Cristiano Scantamburlo, Caduto in
conflitto a fuoco durante un'operazione di servizio: a lui
Zoeggeler e Piller Cottrer hanno dedicato la propria vittoria. Al
dolore della sua famiglia si unisce la nostra commossa e solidale
partecipazione. |
Elio Toscano
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