CARABINIERI

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Tema Libero

Cari Lettori,

Il Gen. C.A. Elio Toscano

so bene che siete pazienti e ne approfitto, per cui vorrei intrattenervi su qualcosa che prescinde dal contenuto della Rivista, anche questo mese ricca di servizi e interventi che, sono certo, incontreranno il vostro gradimento.

È un po' come "andare fuori tema". Ricordate?

A chi di noi non è capitato almeno una volta di essere destinatario di quella frase pronunciata dagli insegnanti mentre mascheravano con cipiglio severo la sostanziale indulgenza del giudizio. A quel tempo pensavamo che i nostri migliori amici fossero i compagni di scuola e non ci accorgevamo che i docenti lo erano altrettanto, anzi di più. Ed è proprio dell'amicizia che desidero parlarvi, senza tuttavia tentarne una definizione, perché essa ha tante sfaccettature che spesso non consideriamo. Un gesto d'amicizia presuppone una lunga conoscenza pregressa?

Ritengo proprio di no, ma certamente può essere l'inizio di un rapporto duraturo e forte, un investimento per il futuro. Lo abbiamo sperimentato tantissime volte, al punto tale che lo facciamo senza rendercene conto. L'adolescenza è il periodo in cui l'amicizia sembra più facile, perché correlata ai processi di socializzazione che nei giovani sono istintivi. E da adulti? La risposta è più complessa, perché il calcolo entra a far parte delle nostre scelte. Eppure l'amicizia continua ad essere un complemento indispensabile in tutte le situazioni. Ve lo immaginate un gruppo di persone, chiamato ogni giorno a fare squadra, in mansioni esecutive o ai vertici decisionali, senza quella amalgama fondamentale che solo l'amicizia può dare?

Direi proprio di no, soprattutto se si pensa ai contenuti che la sostanziano: fiducia, disponibilità, rispetto e generosità, nella quale è compresa anche l'indulgenza del professore al tempo in cui sedevamo tra i banchi. Il ricordo di quella esperienza mi convince che l'amicizia è un sentimento che si può sviluppare anche verticalmente, non contrastandovi né la differenza di età, né i diversi livelli di responsabilità. Oserei dire che è anzi un dovere per chi comanda, senza timore che si ingeneri confusione di ruoli. L'autorità non si fonda sull'amicizia, ma l'autorevolezza ne può beneficiare.

Mi rendo conto che sto abusando della pazienza dei lettori e mi scuso per il "fuori tema", ma sono certo che mi perdoneranno "per amicizia".

Elio Toscano
In questo numero
Copertina del mese
Copertina de "Il Carabiniere"