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Dopo aver esaminato le parti
principali della replica monocolpo di arma ad avancarica da
personalizzare con le proprie mani e con tanta pazienza, passiamo
alle fasi concrete, ove "si parrà nostra nobilitate", anche se in
questa sede non si potrà certo sviluppare l'intero argomento nei
minimi dettagli. Quello che diremo, tuttavia, potrà già essere
utile per un lavoro, magari senza pretese ma certamente pulito e
funzionale, e servirà per alcuni (è quello che più desideriamo)
come spunto per ulteriori affinamenti.
Prima operazione: l'assemblaggio
delle varie componenti. Nel caso si acquisti un calcio prelavorato,
ci saranno già predisposti gli alloggiamenti per la canna e
l'acciarino, per cui si dovranno solo incassare i bocchini (fermi
di metallo) per il passaggio della bacchetta di caricamento e
scovolo e installare il salvabocca praticando sul legno i fori per
il passaggio delle rispettive spinette di fissaggio.
Un'operazione un po' più complessa è
senz'altro quella di ricavare la sede per la tacca di mira in caso
di canne americane che ne sono sprovviste. Quelle italiane invece
sono già fornite degli incassi per il mirino e la tacca di mira e
dei supporti per il fissaggio delle spinette che le uniscono al
fusto. In ogni caso, qualora si ordinasse la canna altrove, si
potrà, con poca spesa in più, ottenere che queste piccole
operazioni vengano effettuate direttamente dai fornitori.
Sempre parlando della canna,
personalmente sono del parere che sia più gradevole lasciata in
metallo naturale; tuttavia, per chi decidesse di brunirla, è
disponibile una serie di ottimi prodotti che, applicati a freddo ed
in mani successive ad intervalli di tre ore, sono molto
efficaci.
A questo punto è bene rammentare che
negli Stati Uniti le armi ad avancarica sono in libera vendita e
che il foro del focone e/o il posizionamento del luminello vengono
effettuati direttamente dall'hobbista, per cui, in condizioni
normali, la canna viene fornita con la culatta completamente
chiusa. Questo non permetterebbe al Banco di Prova di effettuare la
prova forzata, per cui sarà opportuno che detto foro, filettato e
munito di luminello, sia già stato praticato dal fornitore del kit
completo o della sola canna, cosa sicuramente possibile su
richiesta e con un piccolo sovraprezzo, stando eventualmente
attenti a fornire le indicazioni per il suo esatto
posizionamento.
Un'attenzione particolare dovrà
essere posta nell'unire il tangone (coda) della canna al ponticello
del grilletto attraverso una vite passante, praticando i relativi
fori sui metalli e sul legno della cassa con precisione
millimetrica (esistono dei "trucchi del mestiere" che qui sarebbe
forse macchinoso spiegare, ma che in pratica richiedono solo un po'
di manualità e di occhio). Ugualmente va fatto per il passaggio di
viti di fermo fra la piastra dell'acciarino e la contropiastra,
tenendo presente che questa parte dell'arma, fucile o pistola che
sia, è molto affollata e c'è il rischio di incappare con la vite
anteriore dell'acciarino nel vano canna o in quello sottostante
della bacchetta. Per la coloritura del legno (vedi box), i puristi
convengono sul fatto che sia questa che la successiva finitura
debbano essere realizzate con i procedimenti dell'epoca.
Personalmente, anche se ho usato più volte l'acido nitrico diluito
per la coloritura ed altre diavolerie per la finitura, quali cera,
lacca, olio di lino cotto e crudo, propoli eccetera, consiglio di
ordinare insieme alle parti della vostra replica anche i prodotti
accessori per la finitura, che danno degli ottimi risultati senza
creare problemi che l'hobbista medio/evoluto non possa gestire. A
coloritura avvenuta, si può scegliere tra più tipi di finitura, ed
anche qui il consiglio è quello di ricorrere a prodotti reperibili
in commercio, anche in Italia, presso le migliori armerie. Seguire
sempre le istruzioni.
Concludendo, per il principiante
sarà consigliabile inviare un fax alle ditte specializzate sia per
ottenere il catalogo illustrato (si può ordinare anche via
Internet), sia soprattutto per ordinare e leggere i libri di
riferimento (vedi box) che costituiscono dei veri e propri manuali
per il "fai da te" di armi d'epoca. Naturalmente, essendo scritti
in inglese, richiederanno un minimo di conoscenza della lingua e
tratteranno soprattutto armi (lunghe, ma non c'è molta differenza
con le corte...) del periodo coloniale americano. In ogni caso, non
esiste altro.
Il percorrere le pagine dei
cataloghi (alcuni molto ben illustrati, con numerose foto in
grandezza naturale) ci farà passare gradevolmente alcune ore e
permetterà di definire meglio il tipo di replica che più ci piacerà
assemblare. In aggiunta o in alternativa, si può ficcanasare prima
con l'ausilio di Internet. Ormai quasi tutti i maggiori fornitori
italiani ed esteri dispongono di un proprio sito. Insistiamo in
ogni caso sull'opportunità di ordinare almeno un libro che
permetterà al neofita di non commettere successivamente degli
errori e di prepararsi comunque all'impresa.
Tra i tanti calci di legno esposti
ed illustrati, optare quello che si ritiene più confacente ai
propri gusti, rammentando di limitare la scelta, nel caso ci si
voglia approvvigionare tramite l'armiere di fiducia di una canna
prodotta dalla Davide Pedersoli, a quelli che permettono il
montaggio di una canna da 13/16 di pollici e di ordinare quindi
tutte le parti coordinate tra di loro, facendo attenzione che
l'acciarino, il calciolo e quant'altro siano quelli consigliati per
il tipo di calcio prescelto.
Ovviamente sono disponibili anche
sbozzati di acero che permettono di montare accessori diversi e che
richiedono tuttavia molto lavoro, abilità manuale, pazienza e
disponibilità di attrezzi non sempre alla portata del principiante.
Volendo, la ditta "Track of the Wolf" fornisce su richiesta tutta
una lista di parti tra loro coerenti per il tipo di fucile
prescelto e relativo preventivo. Buon
lavoro! |