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Approfondimenti


Intervista al generale Carlo Minchiotti


A
bbiamo intervistato il generale Carlo Minchiotti, Direttore del C.N.S.R., per conoscere meglio alcuni aspetti della selezione attitudinale e del lavoro della sua équipe.

Generale Minchiotti, ci può definire in breve il concetto di selezione e i suoi obiettivi?

«La selezione del personale è il procedimento tramite il quale vengono scelti gli aspiranti all'arruolamento nell'Arma che meglio rispondono ai requisiti di idoneità per svolgere le diverse attività di servizio. Più che una scelta dei migliori in assoluto, la selezione serve per evidenziare le caratteristiche delle persone in rapporto alle esigenze dell'Istituzione. Quindi è necessario focalizzare l'attitudine per determinati incarichi/ruoli, valutare intenti, motivazioni ed aspirazioni dei concorrenti e scegliere un soggetto, diciamo così, "standard", tenendo conto, ovviamente, anche delle sue aspettative. In ultima analisi la selezione non è tanto l'eliminazione dei "non adatti", quanto l'individuazione di coloro per i quali è prevedibile il migliore inserimento nella struttura dell'Arma e questo vale anche nella selezione per impieghi specializzati e/o di rilievo dei nostri militari».

A chi sono affidate le varie fasi della selezione attitudinale?

«Il C.N.S.R. si avvale di personale ad alto profilo specializzato, militare e civile. Abbiamo infatti: ufficiali dei Carabinieri Psicologi laureati e iscritti all'Albo Professionale e Periti Selettori Attitudinali, con vasta esperienza di comando, che hanno frequentato un apposito corso formativo del Ministero della Difesa e Ispettori, appuntati e carabinieri specializzati, infermieri professionali, tecnici di radiologia medica e tecnici di laboratori analisi; poi come consulenti civili, abbiamo Psichiatri, Dentisti, Oculisti, Otorini, Radiologi, Cardiologi, Ortopedici, Ginecologi e Biologi».

Come entrano in sinergia queste professionalità così mirate e diversificate?

«Al centro dell'attenzione c'è il candidato, che spesso entra per la prima volta in una caserma dell'Arma e, soprattutto se non idoneo, deve comunque riportare un'impressione positiva, di conseguenza deve essere accolto con il massimo della disponibilità: chi fa parte del C.N.S.R., in qualsiasi settore operi, si deve riferire, appunto, al candidato, dandogli l'impressione di trovarsi in famiglia. Quindi è necessario che il concetto di selezione sia condiviso da coloro che lavorano qui e che avranno come loro compito, reale ed importante, la necessità di dare questo contributo all'immagine istituzionale. Il concetto di base, ripeto, è la squadra che condivide il compito, che vuole raggiungere l'obiettivo attraverso una forte coesione; tutte le figure professionali all'interno del Centro, anche i militari di ogni grado in servizio nei cinque Uffici che lo compongono, si devono "stringere la mano" in una catena che, come ha detto lei, dà sinergia alle risorse. Per cui, in sostanza, è il concorrente che viene esaltato e che, nonostante un eventuale risultato negativo, porta vivo con sé il buon ricordo dei pur duri giorni trascorsi in selezione».

Ci sono momenti di difficoltà durante il vostro lavoro?

«Le risponderò con quella che potrebbe sembrare un'ovvietà: ogni attività può essere o non essere agevole, dipende dal grado di preparazione e dall'animo di chi la esercita. Io piuttosto non parlerei di difficoltà, quanto di momenti delicati, di situazioni dai risvolti umani certamente non piacevoli. È molto triste, ad esempio, dover assumere la decisione, piuttosto non infrequente, di ritenere il candidato non adatto a svolgere il servizio nell'Arma. Comunicarlo a un giovane che per il concorso impegna notevoli risorse economiche della propria famiglia, che ripone grandi attese in una futura e decorosa sistemazione, o che aspira a coronare un sogno è sempre, per tutti gli operatori del C.N.S.R., oggetto di profonda riflessione. A quel compito ingrato si aggiunge infatti la consapevolezza che "a caldo" il concorrente non può comprendere che l'esclusione dalle ulteriori fasi della selezione è determinata anche nel suo interesse. L'Arma non può e non deve trovarsi in rapporto con un elemento da stimolare o con problemi caratteriali da risolvere; né il concorrente, una volta arruolato, può affrontare, in una vita comunque dinamica e non certo agevole, situazioni di disagio che potrebbero sfociare anche nella mortificazione, nella demotivazione e, al limite, anche nello scoramento. Il matrimonio, per così dire, è tra necessità e interessi comuni, che devono trovare da subito una consistente sintonia».

Generale, a conclusione dell'intervista, quali consigli vuole dare ai giovani potenziali aspiranti carabinieri che ci leggono?

«Desidero sottolineare innanzitutto che la selezione è un'attività complessa, che sotto il profilo amministrativo si svolge su più accertamenti: l'efficienza fisica, l'aspetto sanitario, l'aspetto attitudinale e la preparazione culturale; è bene che ogni giovane sappia che ognuno di questi momenti deve tradursi in un impegno di seria preparazione, che nasce da lontano e si alimenta con i risultati. L'accesso nelle file dell'Arma è consentito a tutti coloro che dimostrano le qualità per indossare una prestigiosa uniforme, simbolo di contenuti, di fatti, di valori e tradizioni. È logico, quindi, che al di là di presentarsi pronti ad un esame attento e puntuale, occorre affrontare le prove essendo se stessi, con i propri pregi e difetti, sempre presenti in ciascuno di noi. Mascherarli, apparire diversi da come si è, ricorrendo magari ad operazione di "imbellettamento" presso coloro che ritengono di essere in grado di falsare la realtà, non è un'operazione vincente».

Grazie, generale Minchiotti e complimenti a lei e ai suoi collaboratori.


Capacità e competenza


Il Centro Nazionale di Selezione e Reclutamento (C.N.S.R.) dell'Arma dei Carabinieri nacque nel 1961 come Centro Fisio Psicotecnico presso l'allora Legione Allievi Carabinieri di Roma e da questa dipende organicamente. Successivamente, nel 1966, divenne Centro Psicologia Applicata, dipendente dalla X Brigata Scuole con sede sempre alla Legione Allievi. Nel 1969 il Centro passò alle dirette dipendenze del Comando Generale; infine, nel 1992, venne istituito il C.N.S.R., con sede presso la Caserma "Salvo D'Acquisto", ove è di stanza anche il Comando Unità Mobili e Specializzate "Palidoro".

Attualmente il Centro, che fa capo al Direttore (un Generale di Brigata), è articolato in cinque Uffici: Comando che tratta le pratiche gestionali e l'archivio del personale da reclutare o già reclutato; Reclutamento e Concorsi, che definisce e gestisce la materia concorsuale e tiene contatti con le Amministrazioni militari e civili in tema di reclutamento; Sanitario, che tramite i Laboratori esplica le attività connesse con la selezione del personale da incorporare, svolge gli accertamenti medici per particolari settori di specializzazione e sul personale in partenza e in rientro dalle missioni all'estero, cura la formazione e l'aggiornamento tecnico-scientifico, l'attività di ricerca collaborando con le Università e gli altri Enti preposti alla selezione; Psicologia per la specifica materia; Contenzioso che gestisce, appunto, il contenzioso relativo alle attività del Centro e studia le relative tematiche giuridico-amministrative.

Oltre all'accertamento plurispecialistico dei requisiti fisici dei quali deve essere in possesso l'aspirante all'arruolamento nell'Arma, il Centro rivolge particolare attenzione a ciò che questi esprime in termini di attitudine, capacità e competenza. Laddove: per attitudine si intende l'abilità potenziale ad eseguire una determinata prestazione sia fisica che mentale; la capacità è definibile in via generale, come dote personale che permette di eseguire con successo una certa attività lavorativa, valutandone preventivamente la possibilità di apprendimento e accrescimento ed è costituita dall'insieme di capacità, conoscenze ed esperienze che consente di operare anche e soprattutto in condizioni nuove. Legato a quest'ultimo concetto c'è quello di padronanza, che permette di utilizzare al meglio conoscenze e abilità conferendo all'individuo una sensazione di controllo e di potere sulla situazione che si trova di fronte.