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Nell'immaginario collettivo la
Pubblica Amministrazione viene considerata ancora, almeno in parte,
la palla al piede del Paese. Ma si tratta ormai di vecchi schemi e
preconcetti, ripetuti ogni tanto senza troppa convinzione. Certo,
anche ai nostri giorni c'è gente che si trova a girare da un
ufficio all'altro, combattendo per risolvere una pratica. Ma si
tratta di casi isolati. Oggi tante pratiche si risolvono (o si
possono risolvere) con estrema semplicità. La patente, ad esempio,
si rinnova andando alla propria Asl presso l'ufficio del medico
legale. Si paga quanto dovuto e dopo poco più di un mese arriva a
casa una striscetta da applicare al documento in nostro possesso,
che viene così rinnovato.
Se a qualche cittadino l'Ama -
Azienda Municipale Ambiente - applica una doppia tassazione per lo
stesso appartamento (una intestata al marito e l'altra alla
moglie), inviando per fax la documentazione e le spiegazioni del
caso, o ragionando al telefono, si può ottenere giustizia.
All'immaginario collettivo la P.A., sia centrale che regionale e
locale, sta rispondendo con concretezza e capacità di rinnovamento,
utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione.
Nel mese di maggio di ogni anno si
svolge alla Fiera di Roma il Forum P.A. Quest'anno si terrà dal 9
al 13 del mese, e il tema sarà: "Costruire la qualità della P.A.
per garantire la qualità della vita". Il Forum, ha sottolineato il
Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in un messaggio al
Ministro per la Funzione pubblica, «è un importante momento di
verifica e di rilancio dei metodi e dei principi di azione che
regolano l'attività dei pubblici poteri. Questi principi sono
ulteriormente integrati dalle strategie definite dall'Unione
Europea a Lisbona nel 2000, che richiedono efficienza,
semplificazione, trasparenza, qualità, misurazione e valutazione».
Tutti temi al centro del Forum P.A. 2005 e che siamo in grado di
anticipare, dicendo cosa è stato già fatto e cosa si sta
facendo.
Cominciamo con la semplificazione:
un tema duplice, che riguarda sia le leggi che il linguaggio usato
dalla P.A. per comunicare con i cittadini e le imprese. Riguardo a
quest'ultimo punto, la P.A. ha già fatto parecchio. C'è un Manuale
di stile che deve essere rispettato da tutti i pubblici operatori:
regole precise e chiare, ora corredate anche di sanzioni. Il
Manuale contiene una guida alle parole da usare nella stesura dei
documenti, consiglia di scrivere frasi brevi, di ricorrere per i
tempi dei verbi a quelli più usati nella lingua parlata e cioè il
presente, il passato prossimo, il futuro semplice. E di usare pochi
termini specialistici.
Quanto alla semplificazione delle
leggi e dei procedimenti amministrativi, questa è una priorità da
anni per tutti i governi, ma forse non ci sono stati risultati
adeguati alle aspettative dei cittadini e delle imprese. Certamente
non siamo più ai tempi in cui il Presidente del Consiglio Giovanni
Giolitti - erano gli inizi del secolo scorso - ripeteva una sua
massima: «Le leggi si applicano per i nemici e si interpretano per
gli amici», volendo significare che nell'infinità di leggi allora
esistenti si riusciva sempre a trovarne una a favore degli amici.
L'esecutivo oggi punta ad un intervento che riduca il numero
complessivo delle leggi che al momento, dice una nota governativa,
non è peraltro possibile quantificare. Si pensa perciò ad una norma
efficacemente definita "taglia-leggi", finalizzata a togliere
dall'ordinamento interi blocchi di norme. In altri termini,
eliminerà tutte le disposizioni che, su specifiche materie, si
rivelino anacronistiche, superflue e ripetitive. Non è un'impresa
di poco conto.
Altro punto è quello della
semplificazione amministrativa. Ad essa la Funzione pubblica pensa
anche ricorrendo a nuove tecnologie: si progettano sportelli unici
su tutto il territorio nazionale dove sia possibile sbrigare ogni
tipo di pratica e risolvere ogni esigenza burocratica. Avvalendosi
delle tecnologie più avanzate le amministrazioni devono poter
stabilire nuove relazioni con cittadini ed imprese, ampliando la
propria capacità d'ascolto e di risposta ai loro bisogni.
Nell'ambito dei processi di riforma
decisi dalla Ue, la competitività del Paese deve essere garantita
da una Pubblica Amministrazione snella ed efficiente. Un ruolo
importante nel perseguimento di questo obiettivo è legato alla
digitalizzazione delle amministrazioni. A riguardo, la Funzione
pubblica, in collaborazione con il Dipartimento per l'innovazione
delle tecnologie, è impegnata nella formazione del personale per
l'uso delle nuove tecnologie, al fine di favorire una più efficace
gestione delle risorse umane e una efficiente gestione delle
procedure di spesa.
Una norma molto importante che sta
per essere introdotta a favore dei cittadini e delle imprese, poi,
è quella del silenzio-assenso, che diventerà una regola generale e
introdurrà una piccola ma significativa rivoluzione nei rapporti
con la P.A. In tutti i casi in cui la P.A. non darà risposta ad una
istanza di rilascio di provvedimenti o autorizzazioni entro un
tempo ragionevole, infatti, il suo silenzio avrà valore di
provvedimento amministrativo di accoglimento. E scusate se è
poco.
Ancora sull'uso delle nuove
tecnologie, dopo che a fine dicembre 2004 è stato sottoscritto un
protocollo di intesa tra Rai e Funzione pubblica, molto importante
da segnalare è il progetto che pone le basi affinché, attraverso
l'utilizzo del digitale terrestre, siano resi accessibili tramite
il televisore una serie di servizi: richiesta di certificati
anagrafici, prenotazione delle visite mediche, richieste di
informazioni e pagamento delle varie utenze. Sarà sufficiente, a
questo fine, utilizzare un decoder digitale.
Una P.A. che funzioni meglio e costi
meno: questo il risultato da conseguire, anche attraverso la caccia
agli sprechi. In altri termini, bisogna migliorare la qualità dei
servizi resi dalla P.A. In questa operazione la Funzione pubblica
si sta impegnando per diffondere, tra tutte le Pubbliche
Amministrazioni, modelli manageriali di gestione, il che certamente
consentirà di aumentare il gradimento dei cittadini.
Un altro aspetto del miglioramento
dei servizi riguarda le modalità del reclutamento dei dirigenti,
affidato, come è noto, alla Scuola superiore della P.A. (nella
quale chi scrive ha insegnato per un decennio la materia della
Comunicazione). Una formazione adeguata potrà infatti assicurare
l'ingresso di forze giovani ed aggiornate in grado di
rappresentare, insieme alla esperienza maturata dalla classe
dirigente già in servizio, una risorsa fondamentale per il buon
funzionamento della Pubblica Amministrazione e per le nuove sfide
che essa dovrà affrontare nei prossimi anni. Un elemento che aiuta
e favorisce il miglioramento nella erogazione dei servizi ai
cittadini e alle imprese è costituito dalla possibilità che hanno
oggi gli uffici di reclutare dirigenti nel settore privato oltre
che dalla mobilità da una amministrazione all'altra dei quadri e
dei funzionari.
Molti uffici e molte amministrazioni
hanno già sperimentato le nuove possibilità offerte dalla recente
normativa, soprattutto in campo digitale. Nel corso del Forum P.A.
di maggio, che è la più grande manifestazione europea del settore,
verranno presentate e rese note le migliori esperienze di Pubbliche
Amministrazioni che si sono messe al servizio dello sviluppo del
territorio, ribaltando i luoghi comuni sulla inefficienza e
divenendo così non più ostacoli ma fattori strategici per la
competitività.
Sono amministrazioni che hanno
ridotto gli sprechi liberando risorse per gli investimenti, che si
sono dimostrate semplici, veloci e vicine alle esigenze delle
imprese e dei cittadini. Si tratta di casi di eccellenza che vanno
segnalati, che hanno raggiunto risultati di gradimento per i
cittadini. Oggi sono però ancora una minoranza. Bisogna dunque
operare perché le amministrazioni eccellenti diventino maggioranza
negli scenari della P.A., sia centrale che regionale e
locale. |