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Il traguardo è l'eccellenza

Il miglioramento dei servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione ai cittadini e alle imprese è ormai sotto gli occhi di tutti. Resta però ancora molto da fare. Per il punto della situazione, appuntamento a Roma, nel mese di maggio, al Forum P.A. 2005

Una immagine della manifestazione dell'anno scorso

Nell'immaginario collettivo la Pubblica Amministrazione viene considerata ancora, almeno in parte, la palla al piede del Paese. Ma si tratta ormai di vecchi schemi e preconcetti, ripetuti ogni tanto senza troppa convinzione. Certo, anche ai nostri giorni c'è gente che si trova a girare da un ufficio all'altro, combattendo per risolvere una pratica. Ma si tratta di casi isolati. Oggi tante pratiche si risolvono (o si possono risolvere) con estrema semplicità. La patente, ad esempio, si rinnova andando alla propria Asl presso l'ufficio del medico legale. Si paga quanto dovuto e dopo poco più di un mese arriva a casa una striscetta da applicare al documento in nostro possesso, che viene così rinnovato.

Se a qualche cittadino l'Ama - Azienda Municipale Ambiente - applica una doppia tassazione per lo stesso appartamento (una intestata al marito e l'altra alla moglie), inviando per fax la documentazione e le spiegazioni del caso, o ragionando al telefono, si può ottenere giustizia. All'immaginario collettivo la P.A., sia centrale che regionale e locale, sta rispondendo con concretezza e capacità di rinnovamento, utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione.

Nel mese di maggio di ogni anno si svolge alla Fiera di Roma il Forum P.A. Quest'anno si terrà dal 9 al 13 del mese, e il tema sarà: "Costruire la qualità della P.A. per garantire la qualità della vita". Il Forum, ha sottolineato il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in un messaggio al Ministro per la Funzione pubblica, «è un importante momento di verifica e di rilancio dei metodi e dei principi di azione che regolano l'attività dei pubblici poteri. Questi principi sono ulteriormente integrati dalle strategie definite dall'Unione Europea a Lisbona nel 2000, che richiedono efficienza, semplificazione, trasparenza, qualità, misurazione e valutazione». Tutti temi al centro del Forum P.A. 2005 e che siamo in grado di anticipare, dicendo cosa è stato già fatto e cosa si sta facendo.

Cominciamo con la semplificazione: un tema duplice, che riguarda sia le leggi che il linguaggio usato dalla P.A. per comunicare con i cittadini e le imprese. Riguardo a quest'ultimo punto, la P.A. ha già fatto parecchio. C'è un Manuale di stile che deve essere rispettato da tutti i pubblici operatori: regole precise e chiare, ora corredate anche di sanzioni. Il Manuale contiene una guida alle parole da usare nella stesura dei documenti, consiglia di scrivere frasi brevi, di ricorrere per i tempi dei verbi a quelli più usati nella lingua parlata e cioè il presente, il passato prossimo, il futuro semplice. E di usare pochi termini specialistici.

Quanto alla semplificazione delle leggi e dei procedimenti amministrativi, questa è una priorità da anni per tutti i governi, ma forse non ci sono stati risultati adeguati alle aspettative dei cittadini e delle imprese. Certamente non siamo più ai tempi in cui il Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti - erano gli inizi del secolo scorso - ripeteva una sua massima: «Le leggi si applicano per i nemici e si interpretano per gli amici», volendo significare che nell'infinità di leggi allora esistenti si riusciva sempre a trovarne una a favore degli amici. L'esecutivo oggi punta ad un intervento che riduca il numero complessivo delle leggi che al momento, dice una nota governativa, non è peraltro possibile quantificare. Si pensa perciò ad una norma efficacemente definita "taglia-leggi", finalizzata a togliere dall'ordinamento interi blocchi di norme. In altri termini, eliminerà tutte le disposizioni che, su specifiche materie, si rivelino anacronistiche, superflue e ripetitive. Non è un'impresa di poco conto.

Altro punto è quello della semplificazione amministrativa. Ad essa la Funzione pubblica pensa anche ricorrendo a nuove tecnologie: si progettano sportelli unici su tutto il territorio nazionale dove sia possibile sbrigare ogni tipo di pratica e risolvere ogni esigenza burocratica. Avvalendosi delle tecnologie più avanzate le amministrazioni devono poter stabilire nuove relazioni con cittadini ed imprese, ampliando la propria capacità d'ascolto e di risposta ai loro bisogni.

Nell'ambito dei processi di riforma decisi dalla Ue, la competitività del Paese deve essere garantita da una Pubblica Amministrazione snella ed efficiente. Un ruolo importante nel perseguimento di questo obiettivo è legato alla digitalizzazione delle amministrazioni. A riguardo, la Funzione pubblica, in collaborazione con il Dipartimento per l'innovazione delle tecnologie, è impegnata nella formazione del personale per l'uso delle nuove tecnologie, al fine di favorire una più efficace gestione delle risorse umane e una efficiente gestione delle procedure di spesa.

Una norma molto importante che sta per essere introdotta a favore dei cittadini e delle imprese, poi, è quella del silenzio-assenso, che diventerà una regola generale e introdurrà una piccola ma significativa rivoluzione nei rapporti con la P.A. In tutti i casi in cui la P.A. non darà risposta ad una istanza di rilascio di provvedimenti o autorizzazioni entro un tempo ragionevole, infatti, il suo silenzio avrà valore di provvedimento amministrativo di accoglimento. E scusate se è poco.

Ancora sull'uso delle nuove tecnologie, dopo che a fine dicembre 2004 è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra Rai e Funzione pubblica, molto importante da segnalare è il progetto che pone le basi affinché, attraverso l'utilizzo del digitale terrestre, siano resi accessibili tramite il televisore una serie di servizi: richiesta di certificati anagrafici, prenotazione delle visite mediche, richieste di informazioni e pagamento delle varie utenze. Sarà sufficiente, a questo fine, utilizzare un decoder digitale.

Una P.A. che funzioni meglio e costi meno: questo il risultato da conseguire, anche attraverso la caccia agli sprechi. In altri termini, bisogna migliorare la qualità dei servizi resi dalla P.A. In questa operazione la Funzione pubblica si sta impegnando per diffondere, tra tutte le Pubbliche Amministrazioni, modelli manageriali di gestione, il che certamente consentirà di aumentare il gradimento dei cittadini.

Un altro aspetto del miglioramento dei servizi riguarda le modalità del reclutamento dei dirigenti, affidato, come è noto, alla Scuola superiore della P.A. (nella quale chi scrive ha insegnato per un decennio la materia della Comunicazione). Una formazione adeguata potrà infatti assicurare l'ingresso di forze giovani ed aggiornate in grado di rappresentare, insieme alla esperienza maturata dalla classe dirigente già in servizio, una risorsa fondamentale per il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione e per le nuove sfide che essa dovrà affrontare nei prossimi anni. Un elemento che aiuta e favorisce il miglioramento nella erogazione dei servizi ai cittadini e alle imprese è costituito dalla possibilità che hanno oggi gli uffici di reclutare dirigenti nel settore privato oltre che dalla mobilità da una amministrazione all'altra dei quadri e dei funzionari.

Molti uffici e molte amministrazioni hanno già sperimentato le nuove possibilità offerte dalla recente normativa, soprattutto in campo digitale. Nel corso del Forum P.A. di maggio, che è la più grande manifestazione europea del settore, verranno presentate e rese note le migliori esperienze di Pubbliche Amministrazioni che si sono messe al servizio dello sviluppo del territorio, ribaltando i luoghi comuni sulla inefficienza e divenendo così non più ostacoli ma fattori strategici per la competitività.

Sono amministrazioni che hanno ridotto gli sprechi liberando risorse per gli investimenti, che si sono dimostrate semplici, veloci e vicine alle esigenze delle imprese e dei cittadini. Si tratta di casi di eccellenza che vanno segnalati, che hanno raggiunto risultati di gradimento per i cittadini. Oggi sono però ancora una minoranza. Bisogna dunque operare perché le amministrazioni eccellenti diventino maggioranza negli scenari della P.A., sia centrale che regionale e locale.

Luciano Burburan