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Cari Lettori,
quando sfoglierete questo numero de
Il Carabiniere la primavera sarà alle porte e si saranno dissolte
le ultime morse del gelo che attanagliano le giornate invernali. Il
ricordo del freddo ci farà apprezzare i tepori che accompagnano il
risveglio della natura, un contrasto forte che non è tipico
soltanto del cambio di stagione. È una riflessione che mi è venuta
spontanea ripensando agli interventi di un convegno di studio sulla
breve vita di Salvo D'Acquisto, tenutosi presso la Scuola Ufficiali
Carabinieri (ne troverete un ampio resoconto più avanti nel
giornale e sul sito www.carabinieri.it).
Il sacrificio del giovane
sottufficiale dell'Arma costituisce, infatti, uno straordinario
esempio di quanto la fredda e irrazionale violenza degli uomini
possa essere essa stessa generatrice di comportamenti che non
soltanto ne segnano la condanna, ma anche occasione per rigenerare
quei valori di solidarietà e di rispetto della persona che segnano
il progresso dell'Umanità. Lasciando al Padre postulatore il
compito di sostenere la causa di beatificazione di Salvo, confesso
che ho sempre pensato che egli fosse uno di quei "bravi giovani"
cresciuti nelle tante famiglie italiane, che tuttora sono la fucina
delle migliori energie e un rassicurante investimento per il
futuro. E non rilevano stato sociale e grado di cultura se, come
affermato da uno dei relatori, i mezzi a disposizione della
famiglia D'Acquisto erano modesti e se lo stesso Salvo incontrava
difficoltà nello studio del latino per mancanza di aiuto durante i
compiti a casa.
Quanta presa abbia la generosità del
suo gesto sulle nuove generazioni, l'ho compreso osservando, nella
Chiesa di Santa Chiara a Napoli, i giovani che in gran numero
sostano in raccoglimento dinnanzi alla tomba del martire, di cui a
malapena conoscono la storia; e ancora, osservando le mamme che nel
medesimo luogo bisbigliano all'orecchio dei loro bambini,
invitandoli a indirizzare un "bacino" all'effige del Vice
Brigadiere Servo di Dio.
Com'è importante il ruolo della
mamma nella formazione dei piccoli! Così era stato anche per Salvo,
che doveva all'educazione materna la sua profonda religiosità e i
sani principi che lo animavano.
L'8 marzo è convenzionalmente la
festa della donna e, nell'intento di ricordarlo, abbiamo dedicato
alcuni articoli proprio alla donna. A proposito della ricorrenza,
non dimentichiamoci, quel giorno, di portare un fiore alla nostra
mamma, che è l'espressione più nobile dell'esser donna. Sarà
un'occasione per manifestarle affetto e riconoscenza. E se ella non
fosse più tra noi, impegniamoci a donare un fiore ad un'altra
mamma, scegliendola tra quelle che altrimenti non lo riceverebbero.
Ne colmeremo per un attimo la solitudine e faremo felice anche la
nostra, che ci benedirà! |